Il 5 gennaio 2020, La Rete civica livornese Contro la Nuova Normalità della Guerra; il Comitato pisano per un Fronte Antimperialista; il Tavolo per la Pace della Val di Cecina; l’Associazione Welcome di Riparbella; la Federazione livornese del Partito Comunista Italiano; il Partito Comunista Italiano – Toscana,;il Partito Comunista Pisa; la Sezione di Pisa del Partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza per il Comunismo (CARC) hanno fatto avere a S.E. l’Ambasciatore della Repubblica Islamica dell’Iran a Roma, Dr. Hamid Bayat, la lettera che segue in occasione dell’uccisione di Gen. Soleimani barbaramente assassinato dagli imperialisti USA. Pochi giorni dopo anche ARCI-ANPI-CGIL di Livorno hanno preso posizione sulla vicenda esprimendo preoccupazione e annunciando una mobilitazione (http://www.livornocgil.it/generale/guerra-traffico-armi-serve-grande-manifestazione-comunicato-congiunto-anpi-arci-cgil-provincia-livorno?fbclid=IwAR18znBeEfJdcsw2YUtPRgstnvuYa6729lItE9_yUUDlJTF1o3bKm6VDr1U).

Ci uniamo alla solidarietà espressa e rilanciamo la lettera che è esempio importante di solidarietà internazionalista e mostra il ruolo del nostro paese che non solo è presente in vari scenari bellici e partecipa alle “guerre umanitarie”, ma è chiaramente sottomesso agli imperialisti USA: l’appartenenza alla NATO ne è una delle forme più evidenti. Il nostro paese è occupato da circa 90 basi militari americane, oltre a tutte la basi italiane che sono anche basi NATO a disposizione degli USA. Tra queste, la base militare di Camp Darby rappresenta il più grande arsenale USA all’estero. Siamo di fronte alla militarizzazione di un intero territorio da parte di una potenza straniera che, oltre a violare apertamente l’Articolo 11 della nostra Costituzione, compromette la sicurezza e la salute delle masse popolari (ad esempio, la ferrovia adibita al passaggio di materiale bellico, come armi ed esplosivi, passa solo a pochi metri dalle abitazioni!). Nella lettera che segue, si denuncia proprio il ruolo della base militare di Campd Darby da cui, pare, sia stato prelevato il missile che ha assassinato il Generale Soleimani.

Ebbene, a fianco al cordoglio e alla solidarietà che, con forza, dobbiamo esprimere alle masse popolari iraniane è necessario agire, concretamente, per lottare contro le politiche di aggressione contro i paesi oppressi, in particolare contro quelli che decidono di non piegarsi alle scorrerie della Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti americani, europei e sionisti.
Infatti, l’avanzare della fase terminale della seconda crisi generale per sovrapproduzione assoluta di capitale genera contrasti economici, politici e militari e la Comunità Internazionale, per farvi fronte sovverte e colpisce su scala crescente ogni Stato che non si piega alla sua volontà e che non apre le frontiere alle sue scorrerie e sopraffazioni, ai suoi traffici e affari. La Repubblica Islamica dell’Iran è uno di questi stati. Lottare efficacemente contro l’imperialismo significa rompere le catene della Comunità Internazionale: questo è il modo più concreto possibile per dare un aiuto a tutte le classi sfruttate, a tutti i popoli oppressi! Rompere le catene dell’oppressione vuol dire fare la rivoluzione socialista in un paese imperialista e l’Italia può essere quel paese.

Nell’immediato bisogna mettere al centro la mobilitazione e il coordinamento delle organizzazioni operaie e popolari che premano e denuncino a livello tanto locale quanto nazionale le politiche di aggressione e di asservimento del nostro paese alla NATO. Concretamente bisogna prendere a esempio, sviluppare ed estendere, le iniziative di controllo popolare che associazioni e partiti politici stanno portando avanti da un anno a questa parte sulla base NATO di Camp Darby collocata nel territorio di Pisa. Questo è governato dalla Leg, forza politica che ha fatto del “prima gli italiani” e “della sovranità nazionale” la sua bandiera ma lascia che una potenza straniera (gli USA) si comporti come truppa occupante! Bisogna prendere esempio da quanto fatto dal CALP (Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali) di Genova che è sceso in lotta per bloccare gli imbarchi di materiale bellico su una nave saudita e quindi promuovere l’organizzazione dei lavoratori del porto di Livorno per boicottare l’accesso alle navi da guerra ed esercitare pressione sull’amministrazione locale (questa volta a trazione PD!). Questo punto dev’essere agitato con forza approfittando anche delle elezioni regionali per costringere le forze politiche a prendere posizione; ad attivarsi contro le iniziative militariste degli imperialisti americani; per mettere al centro dell’agenda politica quello che serve realmente alle masse popolari; le iniziative che difendano davvero la sovranità nazionale che è, innanzitutto, difesa dell’apparato produttivo dalle delocalizzazioni operate dalle multinazionali che qui arrivano; spolpano e poi se ne vanno lasciando dietro di sé cimiteri di fabbriche. Tutte le associazioni, i sindacati, i partiti politici che in questi giorni hanno espresso preoccupazione sulla vicenda devono attivarsi e sostenere tutte le iniziative di mobilitazione e organizzazione di controllo e pressione popolare sulle istituzioni.

Per quanto riguarda noi comunisti dobbiamo avere chiaro che, in definitiva, solidarietà internazionalista significa fare dell’Italia un nuovo paese socialista materializzando, in questo modo, un’impresa collettiva mai vista nella storia dell’umanità, ovvero l’instaurazione del socialismo in un Paese imperialista. Oggi lavorare in questa direzione vuol dire mobilitarsi per organizzarsi e coordinarsi nelle scuole, università, aziende capitaliste e pubbliche, nei quartieri, ecc. per imporre il Governo di Blocco Popolare (GBP), un governo genuinamente democratico fondato sulle organizzazioni operaie e popolari (OO e OP), derivato principalmente dal protagonismo e dallo slancio delle masse popolari attraverso cui alimentare ulteriormente e su una scala più ampia la scuola di comunismo per le masse popolari del nostro paese e conquistare maggiori posizioni nella lotta rivoluzionaria.

***

Alla cortese attenzione di S.E. Dr. Hamid Bayat,Ambasciatore della
Repubblica Islamica dell’Iran a Roma

Eccellenza,

La Rete civica livornese contro la Nuova Normalità della Guerra, il Comitato pisano per un Fronte Antimperialista, il Tavolo per la Pace della Val di Cecina e, insieme con loro, l’Associazione Welcome di Riparbella (PI), la Federazione livornese del Partito Comunista Italiano, il Partito Comunista Italiano – Toscana, il Partito Comunista di Pisa, la Sezione di Pisa del Partito dei comitati di appoggio alla resistenza – per il comunismo, vogliono esprimere le loro più sentite condoglianze a Lei e all’intero Popolo Iraniano, per la barbara uccisione del Generale Qasem Soleimani, vittima a Bagdad di un vile attacco terroristico delle forze armate statunitensi.

Riteniamo che la devozione con la quale il Generale Qasem Soleimani ha difeso gli interessi del proprio Paese fino alle estreme conseguenze trovi il giusto riconoscimento nell’enorme commozione che il suo assassinio ha suscitato nel Popolo Iraniano, nell’incredulità, nel dolore e nella rabbia bene espresse in tutte le manifestazioni che si sono svolte in molte città del Paese.
Da parte nostra siamo sicuri che la nostra partecipazione al lutto sia condivisa da gran parte dei nostri concittadini e da gran parte degli italiani, perché, se la descrizione dei media ci vuole lontani, diversi, fra ombre di paura, siamo ben consapevoli non solo che la Repubblica Islamica dell’Iran non ha mai arrecato nessun danno alla nostra Italia, ma che fra i due Paesi sono sempre intercorsi scambi culturali e commerciali di alto valore.

La nostra partecipazione è fatta altresì più dolorosa dalla consapevolezza del fatto che il missile che ha ucciso il generale Soleimani potrebbe essere stato prelevato dalla base statunitense di Camp Darby, fra Livorno e Pisa, per essere montato su un drone di stanza nella base di Sigonella in Sicilia e guidato dalla stazione Muos di Niscemi: tutto questo perché il nostro presunto “liberatore” del 1945 è presto divenuto occupante e qui nel nostro Paese ha organizzato e resa operativa la rete logistica che implementa la folle guerra che dal 1990 ha incendiato e devastato l’Iraq, la Jugoslavia, l’Afghanistan, la Libia, la Siria.

Nel rinnovare il nostro cordoglio, vogliamo ricordare che il nostro impegno contro le basi straniere in Italia è una lotta affinché né gli Stati Uniti, né altri possano più utilizzare il nostro territorio per supportare alcuna guerra, come quella che da trent’anni insanguina il Medio Oriente, della quale il Generale Qasem Soleimani è l’ultimo eroico martire.

Vogliamo un’Italia neutrale, sovrana, ponte di pace sia verso Est sia verso Sud.

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