Negli scorsi giorni a Elena e Margherita, due studentesse di Firenze di 17 e 18 anni che collaborano al progetto IAM – Iniziativa Antagonista Metropolitana, sono state recapitate due multe da 4000 euro ciascuna. Il “reato” contestato è quello di aver portato la loro solidarietà agli operai della tintoria Superlativa di Prato, in sciopero lo scorso 16 ottobre per non aver ricevuto lo stipendio da mesi e per le condizioni di sfruttamento in cui sono costretti a lavorare. È questa la prima applicazione a livello nazionale dei Decreti Sicurezza che, oltre la retorica xenofoba e anti-immigrati, vanno a colpire soprattutto le lotte degli operai e degli studenti, con un inasprimento delle pene per picchetti, blocchi stradali e occupazioni sia di scuole che di fabbriche. Oltre alle due studentesse sono stati multati altri 19 operai, per un totale di 76.000 euro: la repressione pecuniaria è la più infame perché va a colpire duramente le famiglie dei proletari (vedi anche il processo in corso per Vigilanza Democratica e Rosalba) che chiedono solamente che vengano rispettati i loro diritti basilari (tipo essere pagati per il lavoro che fanno…). È un tentativo di tagliare le gambe alle mobilitazioni di operai e studenti contro gli effetti più gravi della crisi.

Il governo Conte 2 non ha fatto nulla per abrogare i Decreti Sicurezza 1 e 2, fortemente voluti da Salvini e dalla Lega nel governo precedente; il PD stesso è passato dall’opporsi con tutte le sue forze ai decreti “razzisti e xenofobi” di Salvini, quando non era al governo e sempre a parole, s’intende, al far sì che venissero applicati a Prato e a non fare nemmeno un passo nella loro messa in discussione. Non sia mai! Ricordiamoci anche che è sotto i governi delle Larghe Intese a guida PD che sono stati approvati decreti come quello Minniti-Orlando, la legge Fornero, il Job’s Act ed è stata varata la riforma della “Buona Scuola”. Ma quale buona scuola?! Tutti i giorni gli studenti pregano che non cada loro un calcinaccio in testa, che non piova in classe e che il riscaldamento funzioni, che possano effettivamente prendere l’autobus per raggiungere la scuola o che non gli succeda niente quando sono in alternanza scuola-lavoro. Per non parlare della qualità dell’insegnamento della scuola pubblica, una volta eccellenza a livello europeo e mondiale e che adesso subisce attacchi su tutti i fronti: dal taglio dei fondi a ogni nuova finanziaria (vedi anche dimissioni dell’ex-ministro Fioramonti e lo spezzettamento in due del Ministero dell’Istruzione che porterà a ulteriori tagli e maggiore concorrenza tra scuola e università), all’insegnamento prettamente nozionistico mirato a educare futuri lavoratori sottomessi alle logiche del capitale, all’attacco all’insegnamento della storia (ricordate l’ex-ministra Gelmini che voleva togliere la Resistenza antifascista dai programmi di storia?), alle condizioni sempre più precarie dei lavoratori della scuola (professori e personale scolastico) che incide sia sul lavoro degli stessi, sia sulla qualità dell’insegnamento.

Perché il governo non multa invece chi distrugge, letteralmente, la scuola pubblica? Perché non aumenta i fondi all’istruzione e ricerca invece di quelli per le spese militari? Perché fa pagare 8.000 euro a due famiglie proletarie mentre aiuta e dà sussidi ai capitalisti che delocalizzano le industrie fuori dal nostro paese? La verità è che nessun governo emanazione della classe dominante potrà mai fare l’interesse delle masse popolari. La breccia aperta nel sistema politico delle Larghe Intese si allarga sempre di più e i Decreti Sicurezza ne sono una manifestazione: la borghesia riesce sempre meno a controllare le masse popolari che si mobilitano e per questo fa ricorso alla repressione, ma noi dobbiamo ribaltargli contro l’attacco!

Le due studentesse hanno fatto bene a partecipare allo sciopero degli operai pratesi, perché quella è anche la loro lotta, la lotta di tutti gli studenti, la lotta contro il sistema capitalista che scarica sulle masse popolari tutte le sue contraddizioni, sempre più visibili sia in fabbrica che nella scuola, così come in tutti gli altri ambiti di vita quotidiana (sanità, viabilità, ambiente, ecc.). L’unione di studenti e operai è infatti fondamentale ai fini della costruzione nel nostro paese di un governo di emergenza delle masse popolari organizzate che ponga fine almeno agli effetti più gravi della crisi. Un esempio è quello dei GAP – Gruppi di Azione Proletaria di Firenze: studenti organizzati che “si occupavano della scuola e uscivano dalla scuola”: per i GAP organizzarsi significava discutere dei problemi della scuola e degli effetti della crisi, diffondere e approfondire questi problemi in tutte le scuole (soprattutto nelle scuole dei proletari: professionali, tecnici, commerciali); preparare azioni di inchiesta-lotta che si collegassero con le masse popolari (dalle scuole ai quartieri, alle fabbriche, ecc… “su obiettivi non cervellotici ma realmente sentiti in questo momento: la lotta contro i padroni di casa, contro i padroni di generi alimentari, contro i padroni dei trasporti” – da un volantino dei GAP del novembre 1970) (dall’articolo).

È questa la linea che come Partito dei CARC promuoviamo tra gli studenti di tutte le scuole e università, per questo esprimiamo la massima solidarietà alle due studentesse colpite dalla repressione e sosteniamo in ogni modo le rivendicazioni, la mobilitazione e l’organizzazione degli studenti e degli operai contro le misure antipopolari del governo, per la costruzione di un Governo di Blocco Popolare, espressione invece della masse popolari organizzate che faremo ingoiare ai vertici della Repubblica Pontificia.

Partecipiamo e invitiamo a partecipare all’assemblea pubblica “Liberi dai decreti Salvini-Prato sta con gli operai” che si terrà il 7 gennaio e alla “Marcia per la libertà” indetta per il 18 gennaio, entrambe a Prato.

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