Lo scorso 11 dicembre il Senato ha approvato con 164 voti favorevoli, 122 contrari e 2 astensioni la risoluzione della maggioranza sulla riforma del MES, già approvata alla Camera dei Deputati con 291 voti a favore e 222 contrari.

In queste settimane abbiamo sentito parlare dappertutto del MES: sui giornali, in tv, nei circoli e tra le varie forze politiche, anche per la propaganda montata sull’argomento dalla Lega e da Salvini. Che cos’è? Per spiegarlo riprendiamo il Comunicato del 5 dicembre 2019 del (nuovo)PCI, liberamente adattato, a cui rimandiamo per una visione più completa.

 

Il MES (Meccanismo Europeo di Stabilità, detto anche Fondo Salva-Stati) è un’istituzione dell’UE che raccoglie soldi dagli Stati membri (che finora si sono impegnati per circa 700 miliardi di euro, di cui circa 125 versati dall’Italia) e altri, in prestito, da banche e istituti finanziari privati e li usa per pagare i creditori degli Stati che non sono in condizione di far fronte da soli ai propri debiti. Il MES, strettamente controllato dai gruppi imperialisti europei e dagli stati più potenti (come Francia e Germania che sono gli unici ad avere diritto di veto sugli aiuti e che dettano le condizioni per erogarli), a fronte del “salvataggio”, ha l’autorità insindacabile di imporre agli Stati “assistiti” feroci politiche economiche e di bilancio: tagli alla spesa pubblica, a pensioni e salari, aumenti della tassazione, vendita e privatizzazione dei beni pubblici. Fino ad ora hanno usufruito del MES la Grecia (basta farsi un giro nella capitale per vedere gli “ottimi” risultati del salvataggio…), Cipro, Portogallo, Irlanda e Spagna.

 

Un po’ di storia. Con l’UE i gruppi imperialisti miravano a eliminare completamente le conquiste che le masse popolari dei paesi europei hanno strappato alla borghesia imperialista nel corso della prima ondata della rivoluzione proletaria mondiale (1917-1976) quando nel mondo il movimento comunista era forte. Contemporaneamente miravano a fare la parte del leone nella lotta sempre più acuta in corso a livello mondiale tra i gruppi imperialisti ognuno dei quali deve valorizzare (aumentare) il suo capitale nonostante la sovraccumulazione assoluta di capitale che affligge la società borghese. (…) I gruppi imperialisti europei hanno messo a punto il MES (come modifica del Trattato di Lisbona) nel periodo 2011-2012, per l’Italia il periodo del governo Silvio Berlusconi e del governo Mario Monti. Esso è entrato in vigore nell’ottobre 2012, governo Monti, e ha funzionato con l’accordo dei governi di Enrico Letta e Matteo Renzi. (…) Dal dicembre 2017, per l’Italia con il governo Paolo Gentiloni, i gruppi imperialisti europei hanno dato il via a un processo di rafforzamento del MES. Una tappa importante di questo processo è stato l’Accordo intergovernativo del 13 giugno 2019, per l’Italia governo M5S-Lega.

 

Cosa comporta il rafforzamento del MES? Con il rafforzamento del MES in corso, i gruppi imperialisti europei introducono il diritto dell’UE di dettare l’azione interna e internazionale dei singoli Stati oltre i limiti attuali, praticamente in ogni campo (il nuovo MES arriverà finanche a dettare l’osservanza dei diritti umani nella versione europea, riassunti nella Risoluzione del Parlamento Europeo del 19 settembre 2019 contro il comunismo), ricattando ognuno di essi con la minaccia di aggravare le sue spese per il rinnovo dei titoli del Debito Pubblico in scadenza, di peggiorare le condizioni di vendita dei titoli creati per far fronte a nuovi debiti e di non assistere le banche in dissesto, mentre d’altra parte l’UE vincola ogni Stato membro a contribuire a soddisfare, tramite il MES e alle condizioni imposte dalla Commissione UE, dalla BCE e dal FMI (Fondo Monetario Internazionale), i creditori non solo degli Stati ma anche quelli delle banche in difficoltà di ogni paese dell’UE che ha adottato l’euro. Contemporaneamente al rafforzamento del MES è in corso un pacchetto di riforme che comprende anche la creazione di un sistema bancario europeo. Di conseguenza tutti i governi nazionali ossequiosi alle leggi, ai trattati internazionali e ai contratti stipulati tra gruppi imperialisti, avranno le mani ancora più legate di oggi.

 

Che fare? La continuazione del dominio dei gruppi imperialisti sul nostro paese implica la continuazione delle delocalizzazioni delle aziende nei paesi dove i salari sono più bassi e più permissive o inesistenti le leggi che regolano lo sfruttamento dei lavoratori, l’inquinamento dell’ambiente e la devastazione del territorio. Implica la distruzione dell’apparato produttivo del nostro paese, implica la riduzione se non l’eliminazione dei servizi pubblici e l’abbrutimento delle masse popolari, in particolare delle nuove generazioni. Ogni persona di buona volontà che vuole opporsi realmente a questo corso delle cose deve con ogni mezzo e in ogni campo impedire ognuna di queste misure, conscio che questa lotta, per svilupparsi con successo e su larga scala, deve mirare a rafforzare gli organismi operai e popolari, a portarli a coordinarsi fino ad avere la forza di costituire e imporre un proprio governo che prenda la direzione del paese e cambi il corso delle cose. Abbiamo chiamato un simile governo, Governo di Blocco Popolare.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here