Martedì sera la sezione di Milano ha partecipato all’assemblea sulla sicurezza presieduta dal presidente del Municipio 2 Piscina, che ha visto la presenza della vice sindaco Scavuzzo e dell’assessore al lavoro, sviluppo economico e commercio Tajani.

L’assemblea è stata convocata a seguito del percorso avviato dalla petizione e raccolta firme promossa da comitati, residenti e commercianti della zona per sensibilizzare le autorità e istituzioni sui problemi esistenti per pretendere interventi risolutivi.
Petizione che ha raccolto in poco meno di un mese 1750 firme.

Le richieste fatte dai comitati (sia nella petizione che nella partecipazione all’assemblea di ieri) a Sindaco, Prefettura e Questura riguardano:

– azioni di prevenzione sociale, presidio fisso di vigilanza urbana in via Giacosa (nella sede delle guardie ecologiche),

– emanazione di un’ordinanza di riduzione degli orari o chiusura dei minimarket che operano in violazione della legge,

– controlli frequenti dei locali nei cui dintorni avvengono risse e assembramenti di ubriachi,

– costituzione di una rete integrata su alcolismo e dipendenze tra forze dell’ordine,

– realtà territoriali sociosanitarie e associazioni per monitorare capillarmente e costantemente il problema.

Gli interventi della Vice-Sindaco, degli assessori e del presidente del Municipio 2 hanno cercato di evidenziare l’attenzione e la presenza delle istituzioni sul territorio… salvo poi cercare di scaricare le proprie inadempienze e mancanze sulle spalle dei comitati usando come pretesto che i problemi riscontrati sono “troppo grandi da affrontare”: tutto questo senza dare alcuna risposta alle proposte fatte dai comitati attraverso la petizione, oltre alle promesse di una maggiore “repressione del degrado”.

È evidente che le istituzioni che dovrebbero prendersi cura della città e più nello specifico delle periferie non hanno la volontà politica e nemmeno la serietà di risolvere i problemi e le criticità che si vivono!

Gli interventi fatti dai rappresentanti dei vari comitati presenti dimostrano invece che da parte dei cittadini e delle loro organizzazioni la volontà c’è eccome, che le misure da prendere sono chiare e che non resta altro che metterle in pratica.

Uno degli aspetti emersi dall’assemblea è quello degli orari di apertura dei minimarket, spesso aperti fino a notte fonda e fornitori di alcol a basso costo per gli avventori notturni, e la necessità di limitarne l’apertura se non proprio chiuderli:
ma attenzione, le aperture dei negozi fino a tardi sono solo una manifestazione del problema e non la causa!

Degrado materiale e chiasso notturno hanno origini ben più profonde: sono dovute alla crescente disoccupazione e precarietà, alla povertà e alla conseguente emarginazione sociale, tutti aspetti che creano le basi per i capannelli di ubriachi, per lo spaccio, la prostituzione e altro degrado che tutti conosciamo bene!

Il vero problema è che il Comune non attua delle reali politiche di coesione sociale, di integrazione e soprattutto non organizza i lavori che servono per rimettere in piedi il quartiere, per renderlo un posto dove poter vivere e lavorare dignitosamente!

Il lavoro è il principale aspetto su cui intervenire per ricostruire e garantire un tessuto sociale sano, per garantire condizioni di vita dignitose e per arginare il degrado in cui la periferia sta sprofondando.
Sono gli stessi comitati a dirlo attraverso i loro interventi, di cui riportiamo alcuni:
– Il Comitato Turro ritiene necessario avere più luci nel parco della Martesana
– Il Comitato OltreMartesana sostiene la necessità di avviare dei lavori pubblici e sta promuovendo una raccolta firme per intervenire sulle buche delle strade,
– viene evidenziata la necessità di inserire spazi culturali e di aggregazione, uno dei pochissimi centri di questo tipo, la biblioteca, è chiusa da tempo per lavori,
– viene messa in luce la necessità di sviluppare una programmazione, una progettualità comune per rilanciare via Padova affrontando problemi di insicurezza, di solitudine e di concorrenza fra commercianti.

I comitati e le associazioni presenti hanno espresso alcune delle misure necessarie per far fronte alla situazione di degrado in cui ci troviamo quotidianamente:
è necessario ora più che mai incontrarsi per porre in essere le misure che servono ai cittadini, agli abitanti, ai commercianti e ai lavoratori che stanno in quartiere, siano essi italiani o stranieri.
Incontrarsi per scrivere un programma dei lavori necessari in quartiere ed il modo per attuarli a prescindere dalle istituzioni (che tanto non si muovono).

Il Partito dei CARC darà il suo sostegno a tutti quei comitati e singoli che vorranno mettersi su questa strada!

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