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[Pistoia] Solidarietà al sindacalista di UGL Antonio Vittoria colpito dalla repressione aziendale di Hitachi Rail!

Federazione Toscana by Federazione Toscana
Dicembre 22, 2019
in Federazione Toscana, Hitachi, Movimento operaio, Sezione Pistoia / Prato
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Solidarietà al sindacalista UGL Antonio Vittoria, colpito dalla repressione aziendale per aver difeso gli interessi dei lavoratori Hitachi Rail e dell’incentrato di Pistoia!

Da giorni sta circolando la notizia del demansionamento del segretario confederale del sindacato UGL, Antonio Vittoria da parte dei vertici di Hitachi Rail. Questo atto repressivo è dovuto alla volontà da parte dei vertici aziendali di mettere a tacere chi ha avuto il coraggio di denunciare pubblicamente la situazione dei lavoratori Hitachi Rail e dell’incentrato di Pistoia. Da quando l’azienda Breda Costruzioni Ferroviarie, tra il 1987 e il 1991, pur di non interrompere la produzione del treno ETR500 (e consegnarlo in tempo per i mondiali di calcio Italia 90) decise di sbriciolare 135000 metri quadri di cemento-amianto sulla testa di tanti lavoratori, sempre più frequentemente assistiamo al decesso di lavoratori impiegati in quegli anni nello stabilimento di via Ciliegiole. Ma la cosa ancora più drammatica è che molti di loro sono ancora attivi in Hitachi, costretti a combattere ogni giorno col pensiero che da un momento all’altro la malattia possa arrivare. Situazioni come quelle di Pistoia non sono nuove alle cronache del nostro paese. Apprendiamo per mezzo stampa che a Massa, un gruppo di 21 operai nel Nuovo Pignone, è stato condannato a pagare 95mila euro di risarcimento all’azienda dopo avergli fatto causa per “il danno psicologico ricevuto” dalla continua esposizione all’amianto.

Organizzarsi e coordinarsi tra loro è il primo passo che i lavoratori Hitachi Rail e BHGE Massa possono compiere per imporre alle rispettive aziende di farsi carico degli oneri acquisiti anziché abbandonare a se stessi i lavoratori malati ancora in forza nel proprio organico.

Ma torniamo al clima da caserma che i vertici Hitachi Rail stanno da tempo provando a instaurare in azienda. Successivamente al demansionamento del sindacalista UGL Antonio Vittoria, abbiamo letto sul sito on-line “linea libera”, prima una lettera anonima scritta da un gruppo di lavoratori impegnati in azienda da oltre 15 anni che denunciavano i continui infortuni nei reparti e gli atti intimidatori a cui sono sottoposti (infatti, per paura di ritorsioni sono stati costretti a scrivere la lettera in forma anonima) e successivamente il comunicato del Comitato “Ho-Chi Minh”, del nuovo Pci, che invitava i lavoratori ad organizzarsi in forma clandestina per fronteggiare il regime repressivo dell’azienda che non consente ai lavoratori la libertà di parola e di associazione. Proprio rispetto al comunicato scritto dal Comitato Ho-Chi Minh del nuovo Pci, i vertici aziendali hanno provato a mettere in campo un’operazione simile a quella imbastita nel marzo 2018, quando facendo leva sul presidente del CRAL Hitachi, impedirono ai compagni della Casa Editrice “Edizioni Rapporti Sociali” di svolgere all’interno del circolo un ciclo di lettura sulla storia del movimento operaio. Utilizzando l’asservita disponibilità di soggetti conniventi con l’azienda e che compongono la RSU, è stata indetta una riunione straordinaria dove all’ordine del giorno era prevista la dissociazione da parte dei sindacati dal comunicato scritto dal Comitato Ho-Chi Minh. Attraverso questa operazione i padroni hanno messo alle strette i sindacati, portandoli a smascherarsi di fronte ai lavoratori: chi porta avanti gli interessi dell’azienda e chi quelli della classe lavoratrice. Il sindacalista UGL Antonio Vittoria ha rifiutato, legittimamente, di dissociarsi dalle parole di sostegno alla loro lotta e per questo motivo è stato demansionato. Clima da caserma e repressione sono le misure alle quali sempre più spesso sono costretti a ricorrere i vertici aziendali per tentare di impedire alla classe operaia di organizzarsi (a prescindere dalle sigle sindacali) per mettere un freno agli effetti peggiori della crisi. Esempi palesi, solo per restare in Toscana, sono la recente sospensione del delegato sindacale FIOM della Piaggio di Pontedera, Massimo Cappellini e il licenziamento di Dania Pieraccini, delegata USB di Publiacqua, che proprio il giorno della sua elezione è stata allontanata dall’azienda per aver pubblicato su Facebook un post dove attaccava l’ex amministratore delegato, reo di non aver tutelato i suoi colleghi nonostante le ripetute segnalazioni e finiti in sei al pronto soccorso in codice rosso. Nonostante l’azienda dica che dal 2015 ad oggi gli infortuni sono calati del 65% in realtà, a causa dell’ossessiva volontà di ridurre i tempi di attraversamento nelle fasi produttive, gli incidenti sono aumentati come denuncia il sindacato UGL in un recente comunicato. Alla faccia del tanto sbandierato “Safety First”!

La sezione Pistoia del Partito dei CARC condivide le preoccupazioni dei lavoratori Hitachi Rail e dell’incentrato.

Per tutelare la sicurezza sul lavoro, l’integrità in fabbrica, la libertà di espressione e di organizzazione è necessario che i lavoratori formino proprie organizzazioni di fabbrica che vanno a costituire una rete operaia che si coordina con i lavoratori di altre aziende e si lega al contesto cittadino. Facendo sapere alla città ciò che avviene in azienda possono promuovere la mobilitazione e la solidarietà a partire dai lavoratori autonomi e del pubblico impiego, gli operai dei vivai, i disoccupati, i precari, i pensionati, arrivando fino ai giovani studenti del Friday for Future il lotta per la difesa dell’ambiente. La salvaguardia dei posti di lavoro si combina con la lotta al disastro ambientale, all’inquinamento e alla disgregazione sociale.

I consiglieri di minoranza che tanto sbandierano la loro solidarietà e la loro “umanità” devono interessarsi alle problematiche dello stabilimento Hitachi Rail e mettere all’ordine giorno del prossimo Consiglio Comunale la discussione sulle condizioni di lavoro interne all’azienda.

Il sindaco Alessandro Tomasi, e in generale la giunta di maggioranza che tanto ha sostenuto l’assemblea sulla Sovranità Nazionale con i fascisti di Casa Pound che hanno fatto da relatori, cosa hanno da dire rispetto alla difesa dell’apparato produttivo del nostro paese? Un’Amministrazione Comunale che ha a cuore effettivamente la salvaguardia delle aziende e la sorte delle masse popolari, deve contrastare situazioni come quelle che si stanno verificando all’interno di Hitachi Rail, difendere e sostenere gli operai che cercano di migliorare le loro condizioni di lavoro a fronte di padroni (italiani o stranieri) spregiudicati e senza scrupoli che creano un clima da caserma dentro l’azienda.

Non sono i padroni a essere forti, è la classe operaia che deve far valere la sua forza!

Sezione di Pistoia del P.CARC

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