Il 7 Novembre di 102 anni fa i bolscevichi e gli operai e i contadini russi presero il potere in Russia, compiendo l’ultima tappa di un percorso iniziato con la fondazione del “Gruppo di emancipazione del lavoro” di Plechanov nel 1895 e proseguito in lunghi anni di lotta per la costruzione del partito bolscevico, di lotta contro la repressione zarista, di clandestinità, di intervento nei soviet, di insurrezioni fallite e lotta ideologica, in cui si è forgiato il gruppo dirigente (con alla testa Vladimir Lenin) bolscevico.

A 102 anni da quella esperienza vittoriosa, ci troviamo in un contesto generale di crisi per sovrapproduzione assoluta di capitale, una crisi per molti aspetti simile a quella in cui operarono i bolscevichi. La crisi si manifesta in maniera spietata, vengono sempre meno i presupposti per una vita dignitosa per le masse popolari, la borghesia non è più in grado di garantire una prospettiva positiva alle masse popolari.

Ilva, Alitalia, Whirlpool e le altre 160 vertenze aperte al MISE, il degrado ambientale e sociale, l’emergenza climatica, l’omicidio di 3 lavoratori al giorno, l’emergenza abitativa, lo smantellamento delle conquiste ottenute con le dure e importanti lotte degli anni 70  e tante altre manifestazioni della crisi del capitalismo testimoniano la necessità di dover cambiare radicalmente la società. Ai comunisti e a chi ha come orizzonte l’esperienza storica dei primi paesi socialisti, in particolare dell’Unione Sovietica di Lenin e Stalin o della Cina socialista di Mao, questo è chiaro e il proprio orizzonte è il socialismo. Quello che è meno chiaro, e che è il principale limite alla rinascita su larga scala del movimento comunista cosciente e organizzato, è la comprensione che il socialismo non è solo necessario ma è l’unico sbocco oggettivo (in alternativa alla guerra imperialista e alla progressiva estinzione dell’umanità, per via dell’aggravarsi della crisi ambientale) della società capitalista. Lo affermiamo in quanto il movimento della società come i fenomeni naturali è infinitamente conoscibile, e il materialismo dialettico scoperto e sintetizzato da Marx è il metodo per scoprire le leggi che regolano la società, leggi oggettive che i comunisti devono conoscere ed usare per trasformare la realtà, per dirigere e orientare la classe operaia e le masse popolari ad instaurare il socialsmo.

Questa è una delle questioni attinenti alla rinascita del movimento comunista (l’elaborazione e l’uso della concezione comunista del mondo) che affrontiamo nelle iniziative della specifica campagna che il Partito dei CARC sta conducendo in occasione del centenario del Biennio Rosso e della fondazione dell’Internazionale Comunista, la campagna “Il primo assalto al cielo”.

Con la campagna intendiamo favorire proprio lo sviluppo di un dibattito, tra le forze che si definiscono comuniste e con coloro che intendono porre un freno al disastroso corso delle cose, sull’esperienza storica del primo assalto al cielo che ha preso il via in tutto il mondo a seguito della gloriosa vittoria degli operai e dei contadini russi nel 1917 (qui le prossime iniziative). Fare come in Russia divenne la parola d’ordine degli operai italiani di Torino e dei Consigli di Fabbrica, degli operai della Ruhr e della Baviera e dei proletari di tutto il mondo. Fare come in Russia più di 100 anni fa e fare dell’Italia il primo dei paesi imperialisti ad instaurare il socialismo è quanto affermiamo sia il nostro compito storico oggi: invitiamo tutti gli interessati non solo a partecipare quindi alle nostre iniziative (sul nostro sito, www.carc.it, in costante aggiornamento) ma anche a proporci collaborazioni, scambi, presentazioni, iniziative in tutta Italia, contattandoci tramite mail su carc@riseup.net.

Riproponiamo infine un articolo del Maggio 2017 pubblicato sulla nostra Agenzia Stampa, ma attuale ancora oggi nei suoi contenuti proprio in relazione agli insegnamenti che dobbiamo trarre dalla Rivoluzione d’Ottobre.

Buona lettura.

 

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[Movimento Comunista] La rivoluzione d’Ottobre e la rivoluzione socialista in corso…

Quando nel 1917 gli operai e i contadini, guidati dai comunisti, presero il potere in Russia, Wiston Churchill, già eminente portavoce dei capitalisti, dei miliardari e degli sfruttatori, riassunse il loro obiettivo proclamando: bisogna soffocare il bambino finché è ancora nella culla. Ma tutti i loro sforzi fallirono. L’incendio iniziato dalla rivoluzione d’Ottobre si propagò da un capo all’altro del mondo, alimentato dalla crisi generale del capitalismo e dalla fame di giustizia e di eguaglianza di milioni e milioni di uomini e di donne delle classi e dei popoli oppressi. Per più di trent’anni la Rivoluzione d’Ottobre diede un enorme impulso alla trasformazione della vita nel mondo. Fu la speranza dei poveri e degli oppressi, l’incubo dei ricchi e degli oppressori. La Rivoluzione d’Ottobre ha segnato l’inizio dell’epoca della rivoluzione proletaria, del passaggio dell’umanità dal capitalismo al comunismo.

Il bilancio della prima ondata della rivoluzione proletaria (1917-1976) mostra in modo inequivocabile che il socialismo non è stato instaurato nei paesi imperialisti perché i rispettivi partiti comunisti non avevano una concezione scientifica del mondo, una comprensione profonda della società, delle sue classi e della lotta tra di esse, delle leggi oggettive che il processo della rivoluzione socialista deve seguire e quindi non avevano una strategia adeguata alla sua costruzione e conduzione. Migliaia di operai, contadini, giovani e donne delle masse popolari lottarono con eroismo per vincere la borghesia. Ma l’eroismo da solo non basta.

I comunisti devono avere una comprensione più avanzata delle condizioni, delle forme e dei risultati della lotta di classe e sulla base di questa coscienza la spingono in avanti. Il partito comunista può raggiungere gli obiettivi della vittoria della rivoluzione socialista, dell’instaurazione del socialismo e della transizione al comunismo solo se guidato dalla scienza delle attività con le quali gli uomini fanno la loro storia: la concezione comunista del mondo (la cui sintesi più avanzata finora raggiunta è il marxismo-leninismo-maoismo).

Assimilare la concezione comunista del mondo, utilizzarla come metodo di conoscenza e come guida per l’azione, arricchirla sulla base dell’esperienza e delle scoperte fatte nel corso della lotta per instaurare il socialismo e poi nella transizione al comunismo, è il compito imprescindibile del partito comunista. Non può esserci movimento rivoluzionario senza teoria rivoluzionaria, diceva, a ragione, Lenin. Solo l’assimilazione della Concezione Comunista del mondo permetterà ai comunisti del nuovo e nascente movimento comunista di liberarsi dalle due tare che ha impedito ai comunisti di fare la rivoluzione nei paesi imperialisti, riformismo elettoralista e riformismo economicista. Solo la scienza potrà permettere al nuovo movimento comunista di liberarsi dal regime di controrivoluzione preventiva della borghesia imperialista e dell’intossicazione della mente e del cuore delle masse popolari.

Il vecchio mondo sta morendo. La borghesia imperialista e il suo clero cercano di trascinare l’umanità con sé. Quando e come il vecchio mondo finirà e quando il nuovo mondo nascerà dipende da noi comunisti. L’efficacia della nostra azione è legata alla nostra dedizione alla causa e alla nostra comprensione delle leggi delle attività con le quali gli uomini hanno fatto e fanno la loro storia. Le classi oppresse resistono al catastrofico corso delle cose, ma per le condizioni in cui sono costrette imparano principalmente sulla base della loro esperienza pratica e diretta. Sta a noi comunisti mobilitare le masse popolari e in primo luogo gli operai ad organizzarsi, a costituirsi capillarmente in nuove autorità pubbliche fino a prendere il potere e instaurare il socialismo. Questo vuol dire proseguire l’opera di Marx, Lenin e di Mao Tse Tung. L’Ottobre non sta arrivando, l’Ottobre è in corso! Bando al disfattismo e all’attendismo, quindi, la rivoluzione socialista è in corso!

 

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