OPERAI

Il tempo stringe! Whirpool ha confermato la volontà di chiudere lo stabilimento di Napoli. Questa decisione è l’ennesima dimostrazione di come agiscono i padroni, i loro manager e le loro istituzioni. Ancora una volta voi operai venite sacrificati sull’altare degli interessi delle multinazionali e della grande finanza. Per anni avete lavorato in catena di montaggio ingrassando le tasche di chi ora, da un giorno all’altro, decide di fare le valigie e delocalizzare. A questi sciacalli bisogna rompere le gambe!

Non è più tempo di chiedere è tempo di agire per imporre il volere operaio. Che se ne vada Whirpool a produrre via da Napoli ma lasci qui a voi operai impianti, magazzini, scorte, marchi e brevetti. È il risarcimento minimo che vi spetta! Il governo M5S-PD, il Presidente della Regione Vincenzo De Luca e il sindaco di Napoli Luigi De Magistris si assumano fino in fondo le responsabilità di sostenere questa vertenza e mettano a disposizione tutte le competenze e i poteri di cui dispongono per nazionalizzare l’azienda senza indennizzi e favorire il controllo operaio sulla produzione.

Per fare ciò, operai, è tempo di organizzarsi in un Consiglio di Fabbrica (come quello della ex Ignis o come i tanti esempi degli anni settanta e, prim’ancora, del Biennio Rosso). Un Consiglio degli operai in cui decidere collettivamente il futuro della vostra azienda, definire tra operai e sindacati le strategie da mettere in campo, collegarsi con le alte vertenze del paese soprattutto del settore elettrodomestici (altri stabilimenti Whirpool, EMBRACO e altre aziende del settore). 

Operai tutto questo è possibile ma abbiamo imparato in questi mesi che le cose non accadranno per la buona volontà di chi ci governa. Bisogna costruire un fronte ampio per imporre queste misure. Un fronte composto dalle altre vertenze operaie in lotta in Italia, dei movimenti popolari di Napoli e del resto del paese, delle organizzazioni politiche più disparate che si dicono contrari alla desertificazione industriale del paese. Le fabbriche devono essere in mano agli operai. 10, 100, 1000 Consigli di fabbrica!

COMITATI POPOLARI

La vertenza degli operai Whirpool è a un punto cruciale. È necessaria tutta la forza, la mobilitazione e le energie di cui le masse popolari della città dispongono. Vincere alla Whirpool non vuol dire salvare il posto di lavoro per quattrocento famiglie, non solo, significa aprire la strada a dieci, cento, mille Whirpool. Significa imporre il volere operaio e popolare a chi ci governa e alle multinazionali che stanno spolpando i nostri territori e le nostre vite per poi lasciarsi col sedere per terra.

Le mille vertenze attive in città per la tutela della salute, dell’ambiente, per il diritto al lavoro e contro la chiusura degli ospedali sono unite da un filo comune, la lotta contro il ritiro delle conquiste che avevamo strappato nel secolo scorso con dure lotte e che oggi vorrebbero ritirare. Bisogna fare quindi come il Comitato Popolare Zona est, la Consulta Popolare Sanità e Salute e come tutti gli altri organismi popolari che stanno esprimendo la propria solidarietà ideale e pratica agli operai della Whirpool.

Attivisti dei comitati popolari, vincere alla Whirpool significa conquistare posizioni per tutte le lotte della città di Napoli e del paese. Non bisogna agire in retroguardia chiudendosi ognuno nella propria vertenza, bisogna scagliare l’offensiva!

COMPAGNI

La vertenza degli operai Whirlpool Napoli in lotta ha assunto rilevanza nazionale. Questo anche perché in questi mesi il sostegno delle forze politiche e sociali della città di Napoli è stato costante e in mille forme presente. L’evolversi della vertenza ora richiede un passo in più.

Bisogna estendere questo movimento, convogliare tutte le forze, mettere in concatenazione le diverse iniziative di modo che si rafforzino a vicenda, fare della lotta dei lavoratori Whirlpool una lotta esemplare che coinvolga un fronte quanto più esteso possibile di forze sociali e politiche, amministrazioni comunali e regionali, sindacati tutti e altri organismi, non solo per impedire la chiusura dello stabilimento, ma per imporre al governo italiano obiettivi precisi: rilevare la produzione e il mercato degli elettrodomestici monopolizzati dalla Whirlpool, nazionalizzare senza indennizzo impianti, magazzini, scorte, marchi e brevetti Whirlpool, garantire il controllo operaio della produzione.

Operai, comitati popolari e compagni,

c’è bisogno di costruire un comitato di solidarietà cittadina con gli operai della Whirpool. Pubblichiamo comunicati di solidarietà, esponiamo striscioni, allarghiamo il sostegno a questa lotta. Partecipiamo tutti all’assemblea del 25 ottobre a Castel dell’Ovo a Napoli, allo sciopero, alle mobilitazioni e ai presidi del 31 ottobre. Tanti più e tanto più uniti saremo, tanto più forte sarà il pugno che scaglieremo ai nostri nemici!

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