Pubblichiamo di seguito il comunicato di solidarietà che gli operai della Torre srl di Torrenieri (SI) hanno steso a sostegno dei colleghi della Whirlpool di Siena, alle prese con una difficile vertenza che vede il tentativo di chiudere la fabbrica di Napoli e il sempre maggiore, evidente disimpegno della multinazionale dal nostro paese, dopo aver abusato per anni di contributi pubblici e ammortizzatori sociali.

Questa lettera è particolarmente importante perché mostra la grande solidarietà operaia e proletaria fra lavoratori; essa è fonte di forza per chi la riceve ma anche per chi la dà, per chi si schiera con decisione sul fronte di lotta e assume pubblica posizione in merito. Rende ancora più merito agli operai della Torre srl ed è un insegnamento per molti altri il fatto di essere un’azienda che non è in crisi e appartenente ad un’altra categoria – il settore chimico – ma sono ben consapevoli che la crisi economica prima o poi colpisce tutti (non esistono isole felici!), la sola soluzione è politica e quindi è necessario organizzarsi e coordinarsi da subito con altri gruppi di operai e lavoratori per far fronte alla dismissione del patrimonio industriale e produttivo del nostro paese, per garantire un futuro alle proprie famiglie e giocare d’attacco senza delegare a sindacati e istituzioni il proprio destino, per porre le basi della nuova governabilità.

Per dare seguito a quanto scrivono, nei prossimi giorni andranno direttamente a Siena a diffondere il comunicato sotto forma di volantino e incontrare di persona gli operai Whirlpool, per confrontarsi e individuare i passi da fare insieme: non un posto di lavoro deve più essere perso, nessuna fabbrica deve essere chiusa! A casa ci devono andare le multinazionali e i padroni!

Un’ultima particolarità del gruppo di operai della Torre srl è la definizione che si danno di “autogestione sindacale”, ovvero i delegati sono eletti dall’assemblea dei lavoratori a prescindere dalle tessere, o addirittura se la hanno o meno. Essi però rappresentano le persone di fiducia dei lavoratori e questa è la migliore legittimazione esistente per mandarli a trattare con il padrone, per prendere iniziative importanti come questa: una sorta di riedizione di un Consiglio di Fabbrica, a cento anni dal Biennio Rosso e del movimento dei Consigli diretto da Gramsci.

10 100 1000 consigli di fabbrica come quello della Torre srl!

Organizzarsi e coordinarsi per impedire la chiusura delle aziende e prenderne in mano il destino! Avanti nella costruzione della rete delle organizzazioni operaie nelle aziende capitaliste e delle organizzazioni popolari nelle aziende pubbliche, la base incrollabile del governo di emergenza – il Governo di Blocco popolare – per avanzare verso il socialismo!

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Torrenieri (SI), 10.10.2019

Agli operai della Whilrpool di Siena

Come lavoratori della provincia di Siena, pur operando in una realtà non in crisi che in controtendenza assume operai, non possiamo non esprimere preoccupazione per l’andamento generale del mondo del lavoro. In Italia oltre il 30% del tessuto industriale è stato smantellato negli ultimi venti anni, nella provincia di Siena sono troppe le aziende chiuse o notevolmente ridotte a partire dal Cotto Senese di San Quirico (Si), nonostante i sacrifici fatti dai lavoratori sottoposti a contratti di solidarietà, dimezzamento degli stipendi con la cassa integrazione. Le aziende hanno portato avanti dismissioni e licenziamenti in barba ai lamenti dei sindacati di regime sul mancato rispetto degli accordi, in barba allo “stupore” di sindaci e istituzioni. I padroni fanno quello che vogliono e quello che vogliono non è mai confacente con le necessità dei lavoratori.

Le infrastrutture del territorio (vedi stato disastroso della Cassia) si degradano sempre più e le speculazioni rischiano di soffocare il poco di produttivo che è rimasto, senza contare i danni ambientali che queste speculazioni spesso arrecano.

Come operai esprimiamo solidarietà ai lavoratori della WHIRLPOOL condividendo la loro preoccupazione, le mobilitazioni per la tutela dei posti di lavoro e l’integrità delle fabbriche devono assumere un aspetto politico per la tutela dei posti di lavoro e il rispetto della dignità dei lavoratori e dell’ambiente dove operiamo e viviamo. Si deve porre un limite all’imperversare delle multinazionali che vengono in Italia per prendere (contributi pubblici e sgravi, conoscenze tecniche e marchi) e dopo scappare, si deve porre un limite ai padroni che dirottano i loro capitali in speculazioni di ogni tipo, mandando in malora le attività produttive con annessi lavoratori.

Formiamo organizzazioni operaie di fabbrica che possano costituire una rete operaia coordinata per la tutela e la dignità di noi lavoratori, per arrestare chiusure e ridimensionamenti; siamo a disposizione per parlarne con i colleghi di Siena e tutti gli altri che intendono muoversi per impedire che la loro azienda faccia la stessa fine della Bekaert di Figline Valdarno, della Pernigotti di Novi, della TRW di Livorno e tante, troppe altre che sono state chiuse senza che sindacati e istituzioni fossero capaci di fare qualcosa: compreso il governo del “prima gli italiani” e del cambiamento che non verrà neanche da quello appena installato, come mostra proprio la vertenza Whirlpool e gli altri 158 tavoli di crisi aperti al MISE. La “salvezza” arriverà partendo da noi che nelle aziende ci lavoriamo, comprese quelle che non sono ancora in crisi: nessuno si salva da solo.

Siamo a disposizione per un incontro con i colleghi Whirlpool e a organizzare insieme iniziative di confronto e lotta.

Il rappresentante dei lavoratori della fabbrica Torre srl unipersonale di Torrenieri (Montalcino) in autogestione sindacale.

Luciano Pacini

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