Con l’accordo di palazzo fra M5S, PD e LeU che ha prodotto il governo Conte 2, la classe dominante non ha risolto, ma ha aggravato la crisi del sistema politico: una crisi che vede l’incapacità della classe dominante di dare prospettive positive ai lavoratori e alle masse popolari del paese, se non una prospettiva di miseria, abbrutimento e degrado generale. La dimostrazione di ciò è la mancanza di prospettive per i lavoratori della Whirlpool di Napoli che al 31 ottobre rischiano di vedere chiusa la loro azienda. Nella loro stessa barca ci sono le 160 vertenze aperte al MISE e le centinaia di piccole e grandi vertenze locali, le migliaia di aziende del paese avviate a morte lenta (delocalizzazione, chiusura, ridimensionamento) e tutti quei lavoratori che ogni giorno rischiano la propria vita a fronte a della scarsa sicurezza sul lavoro, per gli scarsi controlli e gli scarsi investimenti.

Operai, lavoratori, tutto questo dimostra che il destino delle aziende italiane non dipende dai padroni, dalle istituzioni, da una manica di speculatori, o dagli ammonimenti ai padroni di Papa Bergoglio dal suo balcone in piazza S. Pietro: dipende da quanto i lavoratori sono decisi a lottare per tenere aperte le proprie aziende, per migliorare ciò che c’è da migliorare, per evitare delocalizzazioni e chiusure, per porre fine alla barbarie del Jobs Act e della Fornero, per impedire l’omicidio di 3 lavoratori al giorno sui posti di lavoro. Dipende da quanto i lavoratori si organizzano per far funzionare quello che i padroni non voglio più far funzionare, se non quando porta loro lauti profitti a discapito di chi lavora.

Bisogna partire da questo, costituendo organismi di lavoratori in ogni azienda, organismi che agiscano come i Consigli di Fabbrica dell’autunno caldo e del Biennio Rosso: organismi che decidono per il destino della propria azienda a prescindere dal parere del padrone, che impongono le misure necessarie a tenerle aperte e garantire ad ogni lavoratore un impiego dignitoso, e che via via si collegano alle altre vertenze in corso nel paese e nel proprio territorio per mobilitarsi, coordinarsi e decidere insieme  di cosa e come produrre. Insomma, bisogna costruire organismi decisionali e di potere dei lavoratori ovunque, smettendo di denunciare la cattiveria dei padroni e iniziando a combatterla e costruire la rete di nuova governabilità del paese: bisogna prendere esempio dai Consigli di Fabbrica del Biennio Rosso (1919-1920) e dell’Autunno Caldo del 1969 (i Consigli di Fabbrica sono state una delle vette più alte dell’organizzazione della classe operaia, che spianò la strada alla conquista dello Statuto dei Lavoratori smantellato dal Jobs Act) e mettere al centro l’iniziativa dei lavoratori, ma questa volta per avanzare verso la vittoria del movimento comunista che rinasce nel nostro paese e nel resto del mondo, fino all’instaurazione del socialismo.

Il 25 ottobre è stato indetto lo sciopero generale dai sindacati CUB, SGB, USI e SI Cobas, il 26 ottobre è stata promossa una mobilitazione nazionale a Roma dagli stessi sindacati. Il 31 ottobre è stato indetto lo sciopero generale provinciale a Napoli per difendere i lavoratori Whirlpool indetto da CGIL, CISL e UIL.  Indichiamo a tutti i lavoratori, i nostri simpatizzanti e lettori a partecipare e sostenere gli scioperi e le lotte dei lavoratori in mobilitazione in ogni modo (creando collegamenti tra lavoratori di varie aziende, con striscioni, foto e comunicati di solidarietà, organizzandosi sul proprio posto di lavoro, scioperando, costruendo iniziative ecc.) portando la parola d’ordine di costituire 10,100,1000 consigli di fabbrica!

10,100,1000 consigli di fabbrica per riprendere in mano il destino delle aziende e del paese!

10,100,1000 consigli di fabbrica per salvaguardare il tessuto produttivo e per creare nuovi posti di lavoro!

 

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