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[Italia] La caduta del Governo M5S-Lega e il ruolo delle masse popolari

Agenzia Stampa - Staffetta Rossa by Agenzia Stampa - Staffetta Rossa
Ottobre 18, 2019
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È giunto alla nostra redazione il commento di un compagno ad un articolo di Resistenza. Il compagno Andrea solleva questioni che in tanti ci pongono. Al compagno rispondiamo pubblicamente proprio perché la sua domanda accomuna molti, anche chi la domanda non la pone.

Buona lettura!

***

“Cari compagni del P. CARC, dal 5 settembre ad oggi, ossia dal giorno dell’insediamento del governo Conte Bis (M5S-PD), leggo sui giornali tipo il Manifesto e il Fatto, e nei “post” su Facebook di alcuni dirigenti del movimento sindacale, del PRC e Sinistra Italiana e di altri aggregati, che la caduta del governo M5S-Lega e l’insediamento del nuovo governo è principalmente frutto della “stupidità” di Salvini (strano, prima era un abile manipolatore delle masse!), della sua “incapacità”, e altre qualità relative all’individuo in questione ogni volta che apre bocca e si lamenta del nuovo governo M5S-PD. Leggendo però un vostro articolo (https://www.carc.it/2019/09/01/leredita-politica-del-governo-m5s-lega/) affermate il contrario.

Sento da più parti quindi che Salvini è il nemico pubblico numero 1, che bisogna evitare che ritorni in auge e allo stesso tempo viene definito imbecille e stupido. Come orientarsi in questa situazione? Perché onestamente mi sembra di parlare di cose in astratto che non tengono conto di ciò che dobbiamo fare come comunisti. Credo che il dibattito non si debba sviluppare sul chi è meglio o peggio perché ad oggi non ho mai avuto modo di sperimentare governi borghesi che abbiano fatto gli interessi dei lavoratori.

Andrea S.”

 

Caro Andrea, grazie per averci scritto. Le questioni che sollevi sono utili e le tue riflessioni sono comuni tra tutti quei compagni che non sono affatto contenti del governo M5S-PD, ma che allo stesso tempo odiavano il razzista Salvini (uno sciacallo che campa sulle sciagure delle masse!) e che di fronte alla nuova fase che si è aperta dopo le elezioni del 4 Marzo 2018, che hanno determinato un risultato storico e ossia la manifestazione sul piano elettorale del fatto che le masse popolari italiane non hanno più fiducia nel sistema di potere delle Larghe Intese, sono confusi sul da farsi: da un lato vedono che lo scollamento elettorale con i partiti delle Larghe Intese (PD e affini e Partito di Berlusconi) è positivo, dall’altro però sono convinti che i governi emanazione di partiti borghesi non sono la soluzione al degrado e il disfacimento in cui versa la società. Per quanto riguarda il ruolo di Salvini e la sua caduta, va precisato chi è e che ruolo ha avuto. Salvini promette (e ha promesso) cose che non ha la forza di attuare. Ieri erano lo “stop immigrazione”, il “rimpatrio immediato di tutti gli irregolari”, la “fine del degrado”. In breve una politica dell’accettazione di immigrati simile a quella degli altri governi UE: razzista e dettata dal fabbisogno di manodopera sul mercato nazionale della forza lavoro (mettere al lavoro quelli che servono e rimpatriare gli altri). Poi ha promesso i minibot che non ha avuto il coraggio neanche di incominciare a fare. Ora, all’opposizione, critica al governo M5S-PD quello che lui non ha voluto fare oppure quello che ha fatto lui stesso e la Lega quando erano sodali di Berlusconi. In realtà Salvini cerca di sfruttare elettoralmente la situazione specificamente italiana creata dai governi delle Larghe Intese italiane. Grida contro l’UE, ma nei fatti collabora con i governi dei paesi imperialisti e con l’UE: dalla persecuzione degli emigranti alle grandi opere inutili e dannose (TAV, TAP, Terzo Valico, Giochi Olimpici), privatizzazione dei servizi pubblici e del patrimonio demaniale, delocalizzazione e morte lenta delle aziende, degrado dell’ambiente, dei quartieri e del territorio. Salvini è come un uomo nelle sabbie mobili: quanto più si agita, quanto più scalpita, quanto più sbraita, quindi quanto più promette, tanto prima va a fondo e l’esito della crisi politica (la caduta del governo M5S-Lega e la formazione del governo M5S-PD) ne è la dimostrazione! Per quanto prometta e minacci, il suo destino è segnato: non è riuscito a “far ripartire l’economia” capitalista e perderà il sostegno degli operai e dei lavoratori autonomi che lo hanno votato sperando in un cambiamento del paese, innanzitutto sul piano economico. È durato meno di Renzi! (a tal proposito ti suggerisco la lettura del seguente articolo: Sulla Lega e Matteo Salvini). È durato così poco non perché è stupido, ma perché la crisi politica avanza e si acutizza tanto più avanza la crisi per sovrapproduzione assoluta di capitale, in particolare si alimentano due movimenti:

  • singoli e gruppi di capitalisti sono costretti a farsi guerra tra di loro per valorizzare il proprio capitale, aumentare il volume dei propri affari a discapito di altri;
  • avanza e cresce la resistenza spontanea delle masse popolari per via degli effetti della crisi, di cui la parte più avanzata è il movimento delle organizzazioni operaie e dei comitati popolari.

Giustamente, ci dirai: ma il governo non è caduto per via di una mobilitazione di massa!

Vero, così come è vero il contrario. Se è pur vero che non c’è stata una manifestazione di massa per cacciare il governo, è anche vero che il movimento degli organismi operai e popolari è cresciuto e aumentato sotto il governo Conte I: al Movimento No TAV e No TAP (per citarne solo due di quelli già in mobilitazione) e i tanti altri organismi, si sono aggiunti i disoccupati organizzati per ottenere il Reddito di Cittadinanza, la lotta alla repressione promossa dal Si Cobas e per un lavoro dignitoso degli operai (immigrati e italiani), le centinaia di operai in mobilitazione contro lo smantellamento delle aziende (Whirlpool, Mercatone Uno, Alitalia ecc.) e potremmo continuare. I personaggi che tu citi nella tua domanda, caro Andrea, affermeranno che tutto ciò non è sufficiente per risolvere le cose e che soprattutto non è la causa principale (in moti casi, pensano anche che non servono nemmeno, se non in funzione elettorale). È vero che per ora non è sufficiente, ma le organizzazioni operaie e popolari sono il germe del nuovo potere, ossia di quel potere su cui i comunisti devono soffiare, che devono alimentare per farlo crescere in estensione e profondità.  Negli anni dopo la rivoluzione fallita del 1905, i bolscevichi guidati da Lenin compresero che il futuro del paese era in mano ai soviet, ossia quei consigli che spontaneamente si erano creati nell’ambito delle mobilitazioni e della lotta rivendicativa delle masse, e che in quegli anni erano ancora però piccole, poco coordinate tra loro e in molti casi dirette da esponenti della borghesia e dei riformisti. Ma ciò non li scoraggiò: lavorarono per linee interne e misero in campo tutte quelle iniziative necessarie a far crescere il numero di soviet, a farli crescere in qualità, a svilupparli e conquistare la loro fiducia. Questo è l’aspetto fondamentale del lavoro dei comunisti: il teatrino della politica borghese punta a intossicarci e distoglierci da questo lavoro, facendoci concentrare sullo scontro di opinioni rispetto al teatrino stesso. I soviet erano il germe del nuovo potere, come oggi lo sono gli organismi operai e popolari. Tanto più i comunisti saranno in grado di far crescere questo Nuovo Potere, tanto più conquisteremo posizioni nella costruzione della rivoluzione socialista in Italia. Infine, ti invito a riflettere su alcuni esempi di come la mobilitazione delle masse popolari apra (o allarga) contraddizioni nei vari governi: la mobilitazione dei NO TAV e NO TAP e dell’ampio fronte di lotta contro le grandi opere ha costretto il M5S (storicamente contro le grandi opere speculative) a porre la questione in parlamento durante il governo Conte 1, costringendo la Lega a smascherarsi e a dichiarare apertamente la sua approvazione ad una misura antipopolare e alimentando le contraddizioni tra M5S e Lega; la mobilitazione del Friday For Future del 27 settembre ha visto 2 milioni di persone, tra cui tantissimi giovani, mobilitarsi per il clima. Ciò, a prescindere dalla volontà dei promotori delle mobilitazioni o del governo, costringerà il governo Conte 2 a dover dare segnali concreti rispetto ai temi trattati dalla lotta per il clima in Italia: andranno o no fino in fondo al TAV? E il TAP? Che risposte daranno rispetto ai comitati popolari che lottano per le bonifiche dei territori inquinati? Ciò aprirà a nuove e più profonde contraddizioni tra la componente del governo che vorrà in qualche modo soddisfare le rivendicazioni delle masse popolari e quella invece più ligia e asservita agli interessi dei gruppi imperialisti, dei padroni e degli affaristi. I risultati della mobilitazione delle masse popolari e quanto questa riesca ad approfittare delle contraddizioni in campo nemico dipende anche da noi comunisti.

Ti consiglio, in chiusura di questa risposta, di avvalerti dell’analisi e dell’orientamento dell’editoriale del nostro mensile Resistenza di settembre che titola “Osare vincere, organizzarsi per vincere! Le questioni principali di questa fase”. Buono studio.

 

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