Il Friday for Future del 27 settembre ha visto la partecipazione di un ampio bacino di masse popolari, principalmente giovani e studenti. Sebbene la manifestazione non avesse stampo prettamente politico, molti elementi avanzati delle masse popolari hanno dimostrato spontaneamente di essere consapevoli del legame tra la devastazione ambientale e il capitalismo.

A poco è valso il tentativo di alcuni rappresentanti delle istituzioni, come il sindaco di Firenze Nardella, di scendere in piazza in difesa di un ambiente che con le loro politiche quotidianamente contribuiscono a calpestare (costruzione del TAV, del TAP, ampliamento dell’aeroporto di Peretola a Firenze ecc..). Nel capoluogo toscano, ad esempio, il primo cittadino è stato invitato dai manifestanti a rimanere in ufficio invece di scendere in piazza.

Di fonte a questa massiccia partecipazione, il ministro dell’Istruzione Fioramonti, seguendo l’esempio del sindaco di New York, Bill De Blasio, ha proposto una circolare con l’invito rivolto ai presidi delle scuole di considerare giustificate le assenze degli studenti che avrebbero partecipato alla mobilitazione mondiale.

La proposta ha destato attacchi sia da parte di alcuni dirigenti scolastici, sia da parte di alcuni politici, tra cui Matteo Salvini, da cui il ministro dell’istruzione si è difeso: “Non spetta al ministro ma alle scuole decidere se accettare o meno le giustificazioni. Il mio è un messaggio per offrire anche agli studenti minorenni la possibilità di partecipare ai cortei senza che l’assenza venga considerata nel computo dell’anno scolastico”.

Il messaggio effettivamente progressista di Fioramonti rappresenta un’apertura verso la libertà di manifestare il proprio pensiero e una spinta alla partecipazione attiva alla vita sociale e ambientale da parte dei giovani.

La proposta va accolta ma va ampliata sotto due aspetti! Il primo riguarda ancora gli studenti che devono essere giustificati non solo quando sono coinvolti nelle manifestazioni per la tutela ambientale ma anche quando si mobilitano per la difesa di tutti gli altri diritti sanciti dalla Costituzione puntualmente calpestata come il malfunzionamento del sistema scolastico, la difesa di altre parti delle masse popolari, il sostegno alle lotte degli operai in lotta, ecc.

Il secondo aspetto riguarda tutti gli altri lavoratori della scuola che, come gli studenti, andrebbero sostenuti (sono stati migliaia i docenti che hanno partecipato in tutta Italia al FFF) e dovrebbero essere spronati a partecipare in maniera attiva alle lotte in difesa dell’ambiente, del loro posto di lavoro, della sicurezza degli edifici scolastici e tutte le iniziative, mobilitazioni e lotte per la difesa dei diritti sanciti dalla Costituzione italiana che insegnano ai loro studenti durante l’orario scolastico.

Per questo invitiamo quanti hanno a cuore la tutela dell’ambiente e quanti sono coinvolti in lotte per l’applicazione della Costituzione (dal lavoro, alla distruzione dei diritti, alle discriminazioni ecc..) a spingere le istituzioni ad ampliare la proposta di Fioramonti anche agli insegnanti e al personale Ata e a tutti quelli che non vogliono rassegnarsi e rimanere inerti di fronte al catastrofico corso delle cose e che vogliono non soltanto criticare ma anche proporre alternative costruttive. Si tratta di una lotta che gli insegnanti, sostenuti dagli studenti, devono alimentare per darsi gli strumenti utili a formare realmente gli adulti di domani, esercitare il compito sociale che li ha appassionati al lavoro che svolgono, educare ed educarsi alla consapevolezza e al senso della storia in cui siamo inseriti anche attraverso la partecipazione attiva, la pratica e la lotta.

Le masse popolari, a partire dalla scuola, sanno quello che serve loro e il M5S (di cui Fioramonti è esponente) si è formato proprio dal basso, dalle lotte delle masse popolari e dalla loro critica nei confronti delle politiche di lacrime e sangue portate avanti dai partiti delle Larghe Intese negli ultimi quarant’anni. Attraverso il voto del 4 marzo le masse popolari hanno aperto una breccia, una frattura nel sistema politico delle Larghe Intese che il governo Conte Bis non potrà in alcun modo richiudere.

Distogliere i finanziamenti statali dalle grandi opere inutili (TAV, TAP, aeroporto..) che arricchirebbero solo capitalisti e speculatori per reinvestirli in una scuola che diventerebbe davvero pubblica ed inclusiva: ricostruzione degli edifici fatiscenti e bonifica di quelli dannosi a causa dell’amianto, acquisto di strumenti scolastici necessari ad una didattica davvero personalizzata, riapertura delle mense, miglioramento dell’informatica, stabilizzazione dei precari per garantire continuità didattica, abolizione delle prove INVALSI e dell’alternanza scuola – lavoro, ecc.

Una scuola che si occupa del futuro dei territori è una scuola che serve e forma per davvero i giovani a prendersi cura della società.

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