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[Italia] Unità di classe o guerra tra poveri? Sulle dichiarazioni di Maurizio Acerbo

Agenzia Stampa - Staffetta Rossa by Agenzia Stampa - Staffetta Rossa
Settembre 9, 2019
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Il  segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista (PRC) Maurizio Acerbo ha pubblicato il 31 agosto 2019 un post su Facebook in cui, sinteticamente, giudica traditori o “scemi” tutti quei meridionali che aderiranno e parteciperanno alla manifestazione del 19 ottobre promossa da Zaia e Salvini (lo riportiamo in appendice). 

Il “post” di Acerbo è una manifestazione palese di quanto sia diffusa (e in certi casi promossa) la confusione sul corso oggettivo delle cose e sulla realtà se non la si guarda con gli occhi della concezione comunista del mondo. Le affermazioni contenute nel post di Acerbo mettono sullo stesso piano, sostanzialmente, tutti gli individui sulla base dell’appartenenza di voto: l’imprenditore e l’operaio che votano Salvini sono più uguali di due operai che hanno orientamenti di voto diversi, magari sono peggio di un dirigente della BCE e o di Bergoglio che voterebbero “a sinistra”.

La situazione politica attuale impone a ogni comunista di ragionare alla luce degli interessi di classe (aspetto principale) e secondariamente sulle idee e i sentimenti contraddittori che esistono tra gli elementi delle masse popolari: i comunisti hanno più in comune con un operaio che vota Lega che con un capitalista che vota il PD!

Il corso delle cose costringe infatti la borghesia imperialista (la comunità internazionale dei gruppi imperialisti USA, UE e sionisti, e del Vaticano) a prescindere dal colore politico ad adottare misure peggiorative rispetto alle condizioni delle masse popolari e della classe operaia, ad alimentare con la propria azione le differenze tra elementi e gruppi delle masse popolari (italiani e stranieri, uomini e donne, lavoratori fissi e precari, nord e sud, tra operai e lavoratori che hanno un determinato orientamento di voto e altri che ne hanno un altro ecc.). I partiti e gruppi della borghesia non possono fare a meno di spingere le masse popolari nella guerra tra poveri, pur di nascondere la differenza di classe tra padroni e operai e per negare il ruolo dannoso e criminale della borghesia alla direzione della società. Il compagno Acerbo non faccia eco a questo gioco!

I comunisti devono promuovere l’unità di classe contro la borghesia, a prescindere dalle differenze che esistono tra gli elementi delle masse popolari: queste vanno trattate si ma attraverso la spinta all’organizzazione e alla lotta, alla scuola di comunismo e non attraverso il pretesco giudizio morale, ben consapevoli che queste differenze saranno risolte solo nel Socialismo, perchè solo con l’instaurazione del Socialismo potremo prima attutire e poi eliminare le differenze tra membri e gruppi delle masse popolari che la borghesia con il suo dominio ha alimentato. Trattare le contraddizioni in seno al popolo da “sinistra” come contraddizioni principali della società vuol dire contribuire, volente o nolente, allo sviluppo della mobilitazione reazionaria.

Compito dei comunisti in questa fase è costruire, alimentare e sostenere le organizzazioni operaie e i comitati popolari, sostenerle sul terreno delle rivendicazione per i propri problemi immediati (lavoro, ambiente, sanità, scuola ecc.), alimentare il loro coordinamento e il “fare rete” affinchè via via costituiscano l’ossatura di un vero e proprio potere alternativo alla borghesia, lavorare per far diventare gli organismi di base esistenti delle vere e proprie autorità che si occupano della società, delle aziende, dei quartieri, che porterà all’intaurazione di un governo d’emergenza, il Governo di Blocco Popolare, che spalancherà le porte al Socialismo.

L’esito delle elezioni del 4 marzo 2018, delle europee e amministrative del 2019 e la caduta del governo Conte 1, dimostra su larga scala l’impossibilità per la borghesia di contenere il malcontento delle masse popolari e l’insofferenza diffusa per le politiche di lacrime e sangue promosse dai vecchi governi delle Larghe Intese (PD e partiti di Berlusconi). Per i comunisti che vogliono instaurare il Socialismo in Italia ci sono ampi margini di manovra, se si mettono nell’ottica di mobilitare e organizzare le masse popolari non a partire dalle loro idee ma dalle loro esigenze di classe.

Il punto è, quindi, non cincischiare nel definire pecorone e sottomesse queste o quelle fette di masse popolari; il punto è mettersi alla testa della loro mobilitazione. I compagni del Partito della Rifondazione Comunista che sinceramente vogliono dare una sterzata alla situazione politica attuale si pongano l’obiettivo di tornare davanti alle fabbriche, di organizzare comitati che si occupino delle aziende e dei quartieri, di promuovere una pratica condivisa con i comunisti di tutto il paese, di ragionare sul bilancio della prima ondata del movimento comunista per inquadrarne gli aspetti positivi e limiti da cui ripartire per un nuovo assalto al cielo per fare dell’Italia un nuovo paese socialista!

Il Partito dei CARC promuove tutti questi aspetti e sostiene tutti i comunisti di questo paese che vorranno mettersi su questa strada.

***

 

Maurizio Acerbo

31 agosto alle ore 05:27 ·

I MERIDIONALI CHE ANDRANNO A ROMA CON ZAIA SONO DEGLI SCEMI O DEI TRADITORI

Quando Zaia invoca la #rivoluzione lo fa per chiedere la #secessionedeiricchi, cioè l’autonomia differenziata che affosserebbe definitivamente le regioni meridionali.

I meridionali che andranno a Roma il 19 ottobre a manifestare con Salvini e Zaia sono degli scemi accecati dalla demagogia anti-immigrati.
Ovviamente ci saranno anche i paraculi, cioè i politicanti meridionali che pensano solo a riciclarsi per garantirsi una poltrona sul carro di quello che è diventato il più forte partito della destra e purtroppo del paese. Quelli non sono scemi, sono traditori.

Vanno in ogni territorio smascherati per quel che sono. Meritano solo fischi, pernacchie e insulti (ovviamente gandhiani).
Come i loro alleati di Fratelli d’Italia che disonorano l’inno di Mameli e il tricolore.

Solo la disinformazione imperante non fa notare che la destra nazionalista propone di spaccare l’Italia.

E M5S e Pd assecondano la spinta secessionista perché ha il supporto di Confindustria del nord e della gggente.

[Nella foto il giovane Zaia mentre si faceva le ossa come rivoluzionario facendo il vicepresidente della #RegioneVeneto ai tempi di Galan. Inviterei a cercare con un motore di ricerca Galan + Mose per rammentare quanti miliardi si sono magnati]

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