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Comunicato di solidarietà ai compagni colpiti dalle misure cautelari della procura di Torino

Redazione di Resistenza by Redazione di Resistenza
Luglio 9, 2019
in Resistenza n.7-8/2019
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Giovedì mattina la Procura di Torino ha disposto delle misure cautelari per compagni di varie città d’Italia, tra cui Torino e la Val di Susa. I fatti a cui si riferisce questa azione repressiva sono le mobilitazioni di protesta contro è il G7 che si è svolto nella Reggia di Venaria quasi 2 anni fa, nel 2017. In tutto sono stati comminati 7 arresti domiciliari e 10 obblighi di firma.

(…) La cosa che colpisce in modo particolare è la tempistica di questa operazione: infatti le misure cautelari impartite a due anni di distanza (chi avesse voluto reiterare il “reato” lo avrebbe potuto fare benissimo in questi due anni) sono chiaramente un atto intimidatorio più che una precauzione.

Il Partito dei CARC condivide i contenuti della conferenza stampa che si è tenuta mercoledì a Torino presso il centro sociale Askatasuna. Questa operazione, più che riferirsi a reati specifici, vuole colpire chi, come il movimento No Tav, il centro sociale Askatasuna e lo Spazio popolare Neruda, è alla testa della mobilitazione popolare contro l’eliminazione dei diritti dei lavoratori, il peggioramento delle condizioni di vita delle masse popolari, contro la realizzazione delle grandi opere inutili e dannose. Oggi più che mai è fondamentale il contributo di quanti promuovono l’organizzazione delle masse popolari per allargare quella breccia che si è aperta il 4 marzo dell’anno scorso nel sistema politico italiano. Organizzare e coordinare il malcontento e la sfiducia che ha portato a bocciare nelle ultime tornate elettorali gli schieramenti delle Larghe Intese che per decenni hanno devastato le vite delle masse popolari del nostro paese!

Alberto Perino del movimento No Tav, durante la conferenza stampa, ha puntualizzato un aspetto importante: come l’anno scorso anche oggi la procura di Torino fa partire un attacco repressivo nei confronti di compagni impegnati nella fase finale dell’organizzazione del Festival Alta Felicità (evento organizzato dal movimento No Tav a Venaus dal 25 al 28 luglio). Si tratta di una mossa disperata per tentare di danneggiare, ostacolare la realizzazione di quello che ormai da qualche anno si è consolidato come un evento di primo piano a livello nazionale e sicuramente l’evento più importante dell’anno in valle. Il Festival Alta Felicità si è ormai consolidato come un momento di incontro di decine di migliaia di persone che condividono, sostengono e sono protagoniste nella lotta contro le grandi opere speculative, inutili e dannose in tutto il paese: è un evento che evidentemente fa molta paura a chi ha investito e non può permettersi di perdere l’affare d’oro del Tav.

Questo attacco così aperto dimostra chiaramente che le realtà colpite stanno seguendo la strada giusta, che il nemico è preoccupato ed è costretto a rincorrere. La borghesia imperialista si finge imbattibile, ma non può niente contro le masse popolari organizzate e decise a vincere, come dimostra nella pratica il movimento No Tav con la sua lotta trentennale.

(…) Intanto il M5S che governa Torino e che è presente anche in Val di Susa che cosa dice? Chiude gli occhi di fronte a questa manovra dei poteri forti del (i promotori del Jobs Act e del Tav), oppure prende posizione a fianco di chi è stato colpito da queste assurde misure cautelari? È una questione di coerenza e si tratta di darsi i mezzi per mantenere le promesse fatte.

Diamo una risposta forte a questo attacco repressivo, moltiplichiamo l’impegno per la realizzazione del Festival Alta Felicità e facciamolo un importante momento di organizzazione e coordinamento dei movimenti contro le grandi opere.

Solidarietà ai compagni colpiti dalle misure cautelari della procura di Torino.

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