Gli sviluppi del tavolo romano dei giorni scorsi ci dimostrano che la vicenda Sanac con il passaggio ad Arcerol-Mittal è ancora lungi dall’essere conclusa positivamente per gli operai. In questa, come in altre vicende, deve valere un principio cardine: le promesse dei padroni e gli impegni di Governi e Sindacati, se non vi è una forte, decisa e perspicace mobilitazione operaia, durano come neve al sole (mettiamocelo in testa compagni che per gli operai non vi sono salvatori della patria!).

La vicenda è complessa anche perché si innesta sul terreno della vendita di ILVA sul quale, oltre agli interessi dei padroni (che non sono MAI corrispondenti a quelli degli operai e del resto delle masse popolari), si gioca un forte scontro politico sia fra le varie fazioni delle componenti governative, sia fra queste e le forze politiche di opposizione e sindacali.

Nessuno degli attori  che si scontrano su questo terreno è di per se stesso portatore o ha la forza fino in fondo per realizzare gli interessi degli operai:
– la Lega di Salvini benchè agiti parole d’ordine legate alla sovranità nazionale opera sfruttando la contraddizione ambiente-lavoro per aprire la strada a ribasso a favore degli acquirenti sul terreno ambientale (immunità penale) e inevitabilmente poi sull’impatto occupazionale;
– il M5S sotto il ricatto e la pressione della Lega gioca a ribasso venendo meno alle promesse che aveva fatto ai cittadini e ai lavoratori di Taranto (riconversione ecocompatibile dello stabilimento e tutela dei posti di lavoro);
– il PD e le forze ad esso collegate che hanno tutto l’interesse affinchè la vicenda non si concluda.

In questo quadro, anche per la vicenda Sanac, bisogna far valere il principio che la lotta deve essere diretta da chi ha fino in fondo l’interesse a vincere: gli OPERAI!
Se gli operai si mettono alla testa della mobilitazione sono in grado di imporre ad ognuno degli attori in campo (Governo, opposizione, Sindacato e Amministrazioni locali) le soluzioni che servono a difesa dell’apparato produttivo e a tutela della salute e dell’ambiente, in sintesi: nazionalizzazione sotto il controllo operaio.

Gli operai della Sanac possono e devono:
coordinarsi con gli altri stabilimenti Sanac e con il resto dei lavoratori dell’apparato siderurgico (Taranto, Piombino, Genova, Terni, ecc): a partire dall’organizzare una mobilitazione per il 9 luglio a Roma in occasione del tavolo sull’ILVA al Mise con Arcerol-Mittal;
coordinarsi con gli operai, i disoccupati e il resto delle masse popolari del territorio per costringere l’Amministrazione Comunale ad intervenire sul Governo (presidi, assemblee territoriali, irruzioni in Consiglio Comunale, ecc);
intervenire su tutte le forze politiche  in particolare sul M5S affinchè passino dalle parole ai fatti.

In sintesi devono essere gli operai a tenere l’iniziativa in mano!

Sezione di Massa, “Aldo Salvetti”, del Partito dei CARC

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