Il Partito dei CARC Napoli Nord sostiene la lotta del Comitato Vele e il Cantiere 167 di Scampia. Una battaglia che è patrimonio della lotta di classe della nostra città e di tutto il paese, un esempio utile a dare fiducia ed entusiasmo agli operai, ai lavoratori, ai precari e ai disoccupati di tutta Italia.

Una lotta che mostra la forza di cui le masse popolari sono capaci se si organizzano e puntano a governare dal basso il territorio, imponendo al Comune di Napoli e al governo centrale le misure e i lavori che servono al quartiere per fare fronte alla crisi dei padroni e che i padroni hanno generato. Un’esperienza di autorganizzazione che mostra come le masse popolari se vogliono vincere devono tenere sempre in mano l’iniziativa, dettare tempi, misure e condizioni della vita sociale del territorio e delle vertenze che portano avanti. Un organismo popolare che mostra cosa voglia dire agire da Nuova Autorità Pubblica senza delegare il proprio futuro alle istituzioni e alle autorità dei padroni.

L’Amministrazione Comunale di Napoli se vuole dare seguito al ruolo di amministrazione ribelle e del popolo deve dare forza e forma di legge alle misure che i comitati popolari indicano, anche violando leggi, norme e procedure. Le lotte per bande tra correnti interne a Dema non sono altro che un teatrino tipico della politica borghese che intralciano il protagonismo e l’avanzata delle masse popolari nella gestione della società. In una situazione di emergenza occorre un’Amministrazione Locale di Emergenza e su questo si misurerà l’esperienza amministrativa napoletana.

La resistenza spontanea delle masse popolari nel nostro paese e nella nostra città cresce e l’ingovernabilità generale in tutto il paese richiede uno schieramento netto e senza ambiguità: o si sta senza se e senza ma dalla parte delle masse popolari che si organizzano o si sta dalla parte dei padroni, del loro sistema politico, delle loro leggi e interessi.

Chi non sta da una parte o dall’altra della barricata, è la barricata. Il Comune di Napoli se non sta dalla parte delle masse popolari organizzate sarà travolto dalla loro mobilitazione. Non sono i padroni ad essere forti, sono le masse popolari che devono fare valere la propria forza!

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Abbiamo occupato la stanza dell’Assessora al patrimonio Alessandra Clemente ed alcuni uffici del Palazzo del consiglio comunale perché siamo stanchi, come realtà di lotta di Scampia, di aspettare interventi che ad ogni incontro ci vengono raccontanti come imminenti.
Innanzitutto il Cantiere 167, lo spazio che è stato il laboratorio fisico del progetto di partecipazione che ha supportato l’abbattimento delle vele, chiuso da mesi per un guasto alle condutture idriche. Intanto uno dei pochi luoghi di socialità di un quartiere difficile come il nostro resta chiuso e nessuno si pone il problema di legittimare e di valorizzare quello che è un bene comune prezioso.
La stessa lentezza vale per i tanti interventi che attendiamo negli appartamenti per quali ad ogni ritardo perdiamo un pezzo di fiducia di quegli abitanti che sono stati collaborativi, responsabili e disponibili in questi mesi di difficoltà.
Riconosciamo all’amministrazione de Magistris di aver rispettato le volontà che venivano dal popolo delle vele, ma non possiamo più permettere che mentre c’è chi lavora quotidianamente al compimento di un processo storico c’è chi si sottrae alle proprie responsabilità e snobba il nostro punto di vista.
Ecco perché oggi siamo qui.
Noi rispettiamo il rapporto di collaborazione con questa amministrazione ma pretendiamo di non essere lasciati soli con i disagi delle persone!

 

 

Comitato Vele – Cantiere 167 – Disoccupati Cantiere 167

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