Durante la settimana precedente i ballottaggi conseguenti alla prima tornata elettorale del 26 maggio, i segretari delle sezioni del Partito hanno diffuso, attraverso la pubblicazione di video, le indicazioni di voto per i diversi Comuni ancora senza un Sindaco.

L’astensione è stata l’indicazione più diffusa dato che l’esito delle elezioni vedeva scontrarsi liste strettamente legate al PD, alla Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, tutte di fatto legate alle Larghe Intese e con l’obiettivo di portare avanti il programma comune della borghesia con al centro il saccheggio ambientale, le privatizzazioni e lo smantellamento dei servizi pubblici a partire dalla sanità pubblica, la promozione della guerra tra poveri, la repressione ecc..

Sta di fatto che l’unica soluzione per arginare la spartizione del potere (enti pubblici, istituzioni, fondazioni ecc.)  tra i partiti delle Larghe Intese non poteva passare dalle elezioni bensì dall’organizzazione e dalla mobilitazione delle masse popolari volta ad imporre le misure necessarie ed urgenti utili all’affermazione dei propri interessi.

A questo breve quadro generale ha fatto eccezione il Comune toscano di Piombino per cui Fabio Gambone della commissione nazionale Lavoro Operaio e Sindacale e della Segreteria Federale Toscana del P. CARC ha dato indicazioni di voto per il Sindaco Ferrari della coalizione di centro destra, sostenuta da diverse liste civiche tra cui Ambiente e Territorio indicata al primo turno per il programma in rottura con le politiche del PD. I temi principali riguardavano la riconversione dell’Acciaieria per garantire un’occupazione ecocompatibile, la tutela ambientale bloccando da subito l’ampliamento della discarica voluta dalla precedente amministrazione e che di fatto sta trasformato Piombino in un polo di rifiuti regionale oltre che la difesa della sanità pubblica.

Il video fatto girare sui social ha smosso le acque intorno alla posizione del Partito che è stato anche criticato “per aver indicato di votare i fascisti al ballottaggio” senza però tener conto delle diverse forme in cui il fascismo si è effettivamente manifestato negli ultimi anni a Piombino.

La precedente amministrazione a firma PD infatti aveva per esempio provveduto a far rimuovere gli striscioni di protesta esposti in città dagli operai del Camping Cig per portare all’attenzione la vertenza che li riguardava e aveva negato la possibilità al CSP di proporre un referendum di consultazione popolare rispetto alla discarica.

È su questa scia che si è affermata la coalizione antagonista le cui anime si ponevano come obiettivo primo quello di interrompere il dominio del PD e l’esito delle elezioni ha confermato anche in città la tendenza delle masse popolari a resistere alla crisi economica, ambientale e morale nei vari modi che oggi bisogna continuare a sostenere per impedire l’ampliamento della discarica, per arrestare lo smantellamento dell’ospedale, bonificare il SIN e riconvertire l’acciaieria.

Questo per Piombino vuol dire mettere al centro parole d’ordine come lavoro utile e dignitoso e tutela della salute di cui il Camping Cig e Il Comitato Salute Pubblica sono espressione ed incalzare la nuova amministrazione (composta per lo più anche da residuati delle Larghe Intese) a mantenere le promesse fatte in campagna elettorale. Qualsiasi passo falso non può che aprire la strada all’alternativa: alla costruzione di una Amministrazione Locale di Emergenza, basata sulla forza delle masse popolari organizzate, le uniche in grado di prendere quei provvedimenti urgenti per salvaguardare il lavoro, la casa, la salute.

Il futuro di Piombino dipende dalla mobilitazione della classe operaia e non dall’esito delle elezioni ed è di questo che Fabio e Silvia della Federazione Toscana del Partito dei CARC parlano nella video intervista realizzata a Piombino il 12 giugno e che di seguito proponiamo.

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