Il 16 giugno prossimo si terranno le elezioni amministrative in Sardegna. Questa tornata elettorale vede in corsa per la carica a sindaco le principali città: Cagliari (a voto anticipato) e Sassari. Queste avvengono a seguito delle elezioni regionali (Febbraio 2019) ed europee (Maggio 2019) che hanno visto, in definitiva, il persistente distacco delle masse popolari dal vecchio sistema delle Larghe Intese: aumento dell’astensione, calo di voti in termini assoluti a partiti come FI e PD che per anni hanno promosso politiche di sottomissione alla Comunità Internazione dei gruppi imperialisti e misure di lacrime e sangue contro le masse popolari, di eliminazione delle conquiste dei lavoratori e di degrado e devastazione dell’ambiente e dei territori. Come per le elezioni europee e amministrative del mese di maggio, il P. CARC in Sardegna in linea generale chiama a sostenere e votare quei candidati che, con la loro pratica lottano e si mobilitano contro il sistema delle Larghe Intese, e in particolare:

– sostengono e promuovono le vertenze e l’azione delle organizzazioni operaie e popolari contro la delocalizzazione e la morte lenta delle aziende, contro le grandi opere inutili e dannose, contro la devastazione dell’ambiente, contro il degrado,

– che promuovono la formazione di organizzazioni operaie e popolari, il loro rafforzamento e coordinamento, la loro ribellione e la loro volontà di formare un governo di emergenza popolare che metta al centro del suo programma: un lavoro utile e dignitoso per tutti,

– che appoggiano e promuovono la mobilitazione contro l’UE e la NATO, contro i gruppi imperialisti USA e sionisti, contro le guerre di aggressione imperialiste,

– che promuovono la lotta contro il Vaticano e i suoi privilegi, contro la repressione delle masse popolari, il razzismo e il fascismo e la guerra tra poveri,

e in particolar modo chi già da subito (senza aspettare l’esito elettorale) utilizza il suo ruolo di candidato su uno o più di questi ambiti di lotta e mobilitazione. Questi criteri, che indichiamo come guida per l’azione dei comunisti e dei lavoratori nell’usare anche le elezioni per promuovere l’organizzazione e  la mobilitazione delle masse popolari che si organizzano per prendere in mano la sorte delle aziende, dei territori e del paese, servono per orientare collaboratori e simpatizzanti del P.CARC e della Carovana del (n)PCI nella scelta dei candidati (e della lista collegata) da votare nelle zone dove non siamo presenti e non daremo indicazioni più precise.

Coerenti con questi criteri, indichiamo:

  • Per Sassari: di votare la lista del Partito Comunista. A Sassari si sono presentati 7 candidati e 19 liste, molte delle quali piene di personaggi esponenti delle Larghe Intese o vecchi marpioni della politica in cerca di risalire la china nella guerra per qualche poltrona. Indichiamo di votare per il Partito Comunista per la ricca attività che promuove sul territorio, e in particolare indichiamo di votare come candidato consigliere il compagno Michele Lanza, per l’impegno dimostrato nel sostegno alle lotte dei lavoratori locali (esuberi nell’ambito della Sanità e ditte esternalizzate, sostegno ai lavoratori della Grande Distribuzione Organizzata in lotta) e per il lavoro di organizzazione e mobilitazione svolto nei confronti di decine di giovani sassaresi.
  • Per Alghero: indichiamo di votare la lista del M5S in quanto è una lista che si pone chiaramente contro le Larghe Intese e gli affarmisti locali (contro la spartizione delle clientele sul territorio tra “i soliti noti”, per la promozione di lavori pubblici finalizzati a recuperare gli edifici lasciati in malora, contro il degrado e l’abbandono, ecc.). Allo stesso tempo, stante i risultati elettorali alle politiche 2018, alle elezioni regionali di febbraio 2019 e alle europee dello scorso maggio, il M5S è per numero di voti il secondo partito su Alghero: quindi c’è la possibilità in questo casi di arrivare al ballottaggio, una situazione simile a quella di Campobasso, dove al ballottaggio il M5S ha vinto contro il centrodestra.

L’unico voto utile è quello che rafforza la mobilitazione e l’organizzazione dei lavoratori e del resto delle masse popolari, il loro coordinamento e che alimenta la crisi del sistema politico delle Larghe Intese (PDe FI e loro accoliti). Usiamo anche le elezioni amministrative per formare amministrazioni comunali (Amministrazioni locali di emergenza)  in rottura con il sistema di potere vigente da anni che ha devastato il nostro paese. Le elezioni politiche del 4 marzo 2018 e le elezioni europee 2019  confermano che la crisi del sistema politico e sociale borghese si aggrava in ogni paese e a livello internazionale e ovunque crescono l’insofferenza, l’indignazione e la resistenza delle masse popolari; che la borghesia imperialista, la sua Comunità Internazionale e le sue istituzioni (UE, BCE, ecc.) incontrano sempre più difficoltà a governare i contrasti di classe nei vari paesi e a gestire le elezioni; che continua inesorabilmente la svolta politica in corso in tutti i principali paesi imperialisti a partire dal 2016 con la connessa crisi del sistema di governo dei partiti e degli esponenti delle Larghe Intese che aveva governato per quarant’anni (1976-2016).

L’unica ed effettiva soluzione alla crisi del capitalismo non può venire dalla borghesia, bisogna instaurare il Socialismo: la crescente ingovernabilità, l’organizzazione, il coordinamento e la mobilitazione delle masse popolari, il malcontento, l’insofferenza, l’indignazione e la rivolta delle masse popolari sono il terreno spontaneo su cui noi comunisti possiamo e dobbiamo far crescere la rivoluzione socialista.

 

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