Padova. Il 25 aprile un gruppo di antifascisti ha riconosciuto in un bar e “dato una pettinata” a due fascisti, uno di Casa Pound e uno della Lega. A seguito di quella che i giornali hanno definito “aggressione”, ben supportati dai piagnistei dei due “martiri” che sono contro la violenza solo quando le prendono, la candidata leghista alle europee, Paola Ghidoni, aveva promosso una “passeggiata per la sicurezza e contro la violenza” programmata per il 4 maggio. Ma la passeggiata non si è svolta, è stata annullata dagli stessi promotori. Perché? Perché il Centro sociale Pedro ha aderito pubblicamente alla passeggiata promossa dalla Lega in solidarietà con i fascisti. Un’iniziativa spregiudicata, lodevole ed efficace. Scrive il Centro Sociale sulla sua pagina Facebook: “Il Pedro aderisce alla passeggiata contro la violenza promossa dalla Lega! (…) Lo facciamo perché siamo fermamente convinti di essere contro la violenza e l’esclusione sociale, specie in un momento storico dove il ministro degli interni fa il sobillatore facendosi selfie con un mitra.

Siamo convinti che non ci possa essere forma di violenza più meschina che quella di chiudere i porti mandando al massacro migliaia di migranti.

Per non parlare di chi si erge a promotore di una legge – quella sulla legittima difesa – che vuole portare in Italia il Far West. E qui si incancrenisce il meccanismo contraddittorio nel quale si esalta la legittima difesa, ma poi si condannano due scazzottate da saloon, più che frequenti nell’immaginario del Far West.

Proprio perché il governo di fatto sdogana le violenze fasciste, vili per definizione, riteniamo sia corretto portare questo nostro punto di vista in quella “passeggiata”: lapidi di partigiani sfregiate, una libreria antifascista bombardata con le molotov, pseudo rivolte contro la presenza di 30 rom in un quartiere, con tanto di pane calpestato, concerti nazirock che vengono promossi da amministrazioni comunali leghiste.

(…) Per questo, e non solo, aderiamo alla passeggiata di sabato 4 maggio, perché di passeggiate contro le violenze di cui sopra ne abbiamo fatte tante negli ultimi anni. Aderiamo sicuri che la nostra partecipazione sarà accolta con gioia e soddisfazione. E proprio per trovare una conciliazione auspicabile, chiediamo che le cose sopra scritte siano parte dei punti di denuncia del manifesto d’indizione della passeggiata stessa. Questo renderebbe ancora più fruibile la partecipazione da parte di tutte e tutti”, conclude il post del Centro.

“Passeggiata” annullata! Un primo risultato immediato che offre vari spunti di riflessione, in particolare se paragonata a quanti decisero di non partecipare al Salone del Libro di Torino per la presenza della Casa Editrice di Casa Pound:

– lasciare campo libero ai promotori della guerra fra poveri e la mobilitazione reazionaria è sbagliato sempre. Nel caso di Padova, gli attivisti del Pedro hanno tolto ai fascisti pure la paternità della passeggiata contro la violenza, intervenendo direttamente nel loro campo e sul loro terreno;

– negare i problemi reali che i promotori della mobilitazione reazionaria e della guerra fra poveri sollevano è sempre sbagliato. Che esiste un problema di sicurezza e di violenza per le masse popolari è vero, ma esso non è costituito principalmente dagli immigrati e dai poveri: bensì dalla disoccupazione, dalla precarietà, dalle condizioni infami di lavoro, dagli arbitrii padronali, dal degrado materiale e morale a cui la borghesia costringe le masse popolari. Quindi: la lotta per la sicurezza (sicurezza di classe) e contro la violenza (padronale) è campo in cui mobilitare la classe operaia e le masse popolari in senso rivoluzionario, è campo dei comunisti.

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