Parco di Ricortola Marina di Massa (MS) dall’1 al 4 agosto

La giunta di destra insediatasi a Massa con le elezioni dello scorso giugno ha permesso che alcuni fra i più noti provocatori con simpatie fasciste assumessero un ruolo di primo piano nelle istituzioni locali. Con la nomina di Stefano Benedetti (un passato nei partiti e nelle organizzazioni neofasciste e oggi in Forza Italia) a Presidente del Consiglio Comunale, quella parte di “nostalgici del ventennio” che per decenni erano stati costretti a volare basso hanno alzato la testa. Fra i primi provvedimenti: tentare di impedire la Festa della Riscossa Popolare che organizziamo a Massa da 15 anni. Ai pretestuosi ricorsi a leggi, regolamenti e norme inventate di sana pianta, rispondiamo con la mobilitazione e la solidarietà: di seguito l’appello su cui stiamo raccogliendo adesioni fra la parte più sana della città e della provincia.

La città di Massa non è il cortile dei nostalgici del fascismo. Appello in sostegno alla Festa della Riscossa Popolare 2019

Già nell’agosto 2018, Stefano Benedetti, che era appena stato nominato Presidente del Consiglio Comunale, ha cercato in ogni modo di impedire il normale e tranquillo svolgimento della Festa della Riscossa Popolare al Parco della Comasca con una insensata campagna denigratoria. La frustrazione per non essere riuscito nel suo intento lo portò a dichiarare che avrebbe fatto quanto in suo potere per impedire che i comunisti potessero organizzare altre feste in futuro.

Come si sia mosso nei mesi successivi a quella dichiarazione per perseguire quell’obiettivo non lo sappiamo, sappiamo però che si è distinto per le continue provocazioni non solo contro il P.CARC, ma contro tutti coloro che a vario titolo e per varie ragioni lui identifica “nella sinistra”. Il 7 maggio ha infine presentato un esposto per impedire lo svolgimento della Festa della Riscossa Popolare nel 2019. Si tratta di un tentativo inefficace: un Presidente del Consiglio Comunale dovrebbe sapere che la nostra Costituzione vieta l’apologia del fascismo e in alcun modo consente altra discriminazione di tipo politico, ideologico, religioso, ecc. Forse a lui ciò non piace e cerca di appigliarsi a cavilli, regolamenti e normative inesistenti, ma non è ancora titolato a imporre le sue volontà. E infatti non la imporrà, nonostante sia circondato da un piccolo nugolo di personaggi che come lui rimpiangono il Ventennio e nonostante usi ogni mezzo lecito e calunnioso per perseguire i suoi obiettivi.

Il P.CARC esiste e opera a Massa da molti anni e al netto delle possibili differenze politiche, di visione del mondo e di pratiche, tutti gli antifascisti della città e della Provincia sanno che di fronte alla difesa dei valori e delle conquiste della Resistenza non ci siamo mai tirati indietro e mai lo faremo. Anzi, siamo sempre stati “in prima linea”, motivo per cui i nostri militanti hanno subito e ancora subiscono repressione e ritorsioni giudiziarie e legali. Tutti gli operai, i lavoratori e le lavoratrici che hanno dovuto lottare per difendere il posto di lavoro hanno sempre trovato un sostegno, un aiuto, uno stimolo, occasioni di confronto e di crescita umana e politica, anche nei troppi casi in cui la lotta non è stata vinta.

Le battaglie per la difesa della sanità pubblica che hanno dato vita al Comitato di Salute Pubblica, la difesa dei distretti sanitari, l’apertura dello spazio popolare in via San Giuseppe Vecchio sono state mobilitazioni al servizio di tutte le masse popolari, uomini e donne, giovani e anziani, italiani e immigrati.

Proprio sulla liberazione dello spazio in via San Giuseppe Vecchio e, prima di esso, sulla liberazione dello spazio di via Stradella (spazi comunali abbandonati in stato di degrado che i compagni della Sezione hanno riaperto, sistemato, reso agibili e messo a disposizione delle masse popolari), le autorità e istituzioni locali si sono accanite contro il protagonismo, l’organizzazione e la mobilitazione: hanno denunciato, portato in Tribunale e richiedono rimborsi esosi, sproporzionati. E’ una repressione avallata dagli amministratori della città, sindaci e giunta, cavalcata da Benedetti Stefano e da qualche altro lacchè per dimostrare che “siamo pericolosi” e “fuorilegge”.

Se mettere faccia e corpo per affermare gli interessi dei lavoratori contro la speculazione, lo sfruttamento, il degrado morale e materiale significa essere fuorilegge e pericolosi è ovvio che lo siamo. Ma le offese, le calunnie, le multe, le denigrazioni, le condanne non cambiano la sostanza delle cose: non lasceremo che la Città di Massa, Medaglia d’oro al Valore Militare per la Resistenza, diventi il giardinetto di qualche nostalgico della camicia nera.

Come già anticipato, organizzeremo la Festa della Riscossa Popolare 2019 nonostante i tentativi del Benedetti. Con questo appello chiediamo ai cittadini massesi, singoli individui, circoli, partiti, associazioni culturali e sportive di prendere una posizione pubblica: non solo in sostegno alla Festa della Riscossa Popolare, ma soprattutto come scelta di campo.

Da una parte la Città che rivendica la Medaglia d’oro al Valore Militare per la Resistenza, dall’altra chi vorrebbe metterla in un sacco nero, come ha già fatto con il busto del partigiano “Vico” (il busto del Partigiano campeggia all’ingresso del Comune. Con la sua nomina a Presidente del Consiglio Comunale, Benedetti aveva annunciato di volerlo rimuovere e spostarlo “in luogo più consono”. Alcuni giorni dopo le sue dichiarazioni, il busto del partigiano è stato imballato nei sacchi della spazzatura come “gesto dimostrativo” da parte di “ignoti”. La provocazione ha suscitato un’ampia mobilitazione, motivo per cui il busto del partigiano Vico è ancora al suo posto – ndr).

La nostra città ha gravi problemi, a partire dalla perdita di posti di lavoro, dalla precarietà del lavoro stagionale, dall’emergenza ambientale, dal crollo della coesione sociale: sarebbe opportuno che un presidente del consiglio comunale si esprimesse quotidianamente su questi temi su cui invece, regna un silenzio assordante e disarmante”.

La Festa nazionale della Riscossa Popolare si svolgerà a Marina di Massa al Parco di Ricortola dall’1 al 4 agosto. Il programma sarà pubblicato su www.carc.it.

 

Feste federali nel mese di giugno:

in Lombardia (Milano il 21, 22 e 23 alla Casa del Popolo di via Padova);

in Toscana (Firenze il 21 e 22 al circolo ARCI “Il Campino”);

in Campania (Napoli il 29 e il 30 Via Bernardino Martirano, San Giovanni a Teduccio).

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