Una proposta “rivoluzionaria”! Lo scorso 12 aprile gli operai dell’associazione Camping CIG hanno presentato a Piombino il documento Ammortizzatori sociali e Lavori di Pubblica Necessità, un articolato piano per la (ri)conquista di un lavoro utile e dignitoso che mette a contributo quanto viene già speso dallo Stato in misure principalmente assistenzialiste. È un ottimo esempio di come un’organizzazione operaia può pianificare una lotta di conquista, indicare le misure da prendere, individuare chi mobilitare e aprire al coordinamento con le altre organizzazioni. Infatti, il problema di Piombino e della Val di Cornia non è solo quello delle acciaierie in dismissione, un processo contrastato dalla caparbietà dei pochi operai ancora dentro che lottano contro l’abbandono delle strutture, poiché tutto il territorio è colpito dagli effetti della crisi: tra le altre problematiche esaminate, si considerino pure 700 ettari di terreno da bonificare dagli scarti delle precedenti “gestioni” del ciclo produttivo, discarica di Colmata ingranditasi ben oltre il progetto iniziale, continue chiusure di esercizi commerciali e aziende, servizi pubblici in dismissione come trasporti e ospedale. Il documento è aperto a integrazioni, per fare in modo che “i lavoratori titolari di ammortizzatori sociali e del reddito di cittadinanza vengano impiegati in lavori di pubblica necessità” e “ritrovino la dignità del lavoro e di un reddito dignitoso”. Da sottolineare che i Lavori di Pubblica Necessità sono ben diversi dai Lavori di Pubblica Utilità promossi dai sindacati confederali, non si tratta solo di una sottigliezza linguistica. I primi promuovono un lavoro utile e di lunga durata in gran parte già finanziato e necessario alla collettività, gli altri sono l’evoluzione dei famigerati Lavori Socialmente Utili e delle borse lavoro, sono alternativi alle detenzioni in carcere o complementari a servizi in essere come le pulizie, la manutenzione del verde e altri “lavoretti”, se non veri e propri parcheggi per disoccupati.

Le misure. Il documento indica in dettaglio i principali campi di applicazione dei lavori di pubblica necessità e cioè: “bonifica e messa in sicurezza delle aree del Sito di Interesse Nazionale; manutenzione straordinaria e sicurezza del territorio (idrogeologica, antincendio, floro-faunistica); opere di ripristino, salvaguardia e fruibilità turistica dei litorali; manutenzione straordinaria di infrastrutture; abbattimento barriere architettoniche; controllo, messa in sicurezza e manutenzione di strutture viarie ed edifici pubblici (scuole in primis), senza escludere infrastrutture viarie, ferroviarie, portuali”. I vantaggi per la collettività sono evidenti, ma anche per il Comune e lo Stato in generale che risparmierebbero fior di quattrini impiegando risorse già stanziate.

Un elemento essenziale del progetto è il controllo operaio e popolare, come si evince da quanto scritto nel documento: “il Comitato di Partecipazione vigila sulla corretta applicazione dei criteri generali in ordine alla priorità, alla programmazione e gestione dei lavori; nonché sulla tutela di tutti i lavoratori impegnati nei lavori di pubblica necessità quanto a condizioni salariali, previdenziali, di sicurezza nel lavoro, e al rispetto delle prerogative professionali del soggetto e del suo percorso professionale, a cominciare dalla stesura dei capitolati di appalto. La composizione del Comitato di partecipazione prevede, fra le altre, una rappresentanza permanente dei lavoratori titolari di ammortizzatori sociali e reddito di cittadinanza impegnati nei lavori di pubblica necessità. Il Comitato convoca assemblee periodiche con essi e la cittadinanza.”

I passi successivi. A inizio maggio gli operai del Camping sono stati ricevuti a Montecitorio dagli onorevoli Fassina di Sinistra Italiana e Gloria Vizzini del M5S che porteranno il documento nelle rispettive Commissioni di lavoro; poi, hanno incontrato anche il senatore De Falco che ha garantito il suo sostegno alla lotta. Una forma concreta per sviluppare questi buoni propositi dopo la campagna elettorale per le europee sarà, per esempio, organizzare insieme a loro ispezioni nei territori da bonificare (gli onorevoli hanno infatti facoltà di ispezionare questi ambienti). Per settembre verrà organizzata un’assemblea nazionale sul tema in città, a cui verranno invitate le altre realtà in lotta per i medesimi obiettivi come la lista dei disoccupati e precari del GTA di Gratosoglio, i 5 licenziati FCA (vedi l’articolo sulla lotta dei licenziati politici di Pomigliano) e ogni altra organizzazione interessata.

Sabato 18 maggio, come Partito, abbiamo promosso un dibattito a Piombino sempre sul Reddito di Cittadinanza e i lavori che servono, a cui hanno partecipato Camping CIG, operai ex Lucchini e un operatore sanitario con l’obiettivo di rilanciare il dibattito sul tema e spingere per fare dei banchetti al mercato in cui diffondere questionari di inchiesta e di organizzazione. È il primo passo per individuare altri precari, disoccupati o lavoratori in CIG da coinvolgere nella lotta: come per il Reddito di Cittadinanza, si tratterà di imporre, con le buone o con le cattive, le misure sopra indicate alla prossima amministrazione comunale di qualunque “colore” essa sarà. Piombino e il Paese devono uscire dal marasma della crisi e il Camping CIG mostra una via da percorrere insieme per quanto serve alle masse popolari e alla classe operaia, ponendo le basi di nuove Amministrazioni Locali di Emergenza e del Governo di Blocco Popolare.

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