DENUNCIAMO IL REGIME DA CASERMA ALLA FCA MOPAR DI NONE (TO)

Nei giorni scorsi ci siamo recati ai cancelli della MOPAR di None, uno dei principali poli logistici di FCA a Torino e dintorni. Qui diversamente da Mirafiori e Grugliasco gli operai non conoscono cassa-integrazione ma il regime da caserma è lo stesso se non peggiore, come dimostra la storia di Willy , che apprendiamo dalle sentite denunce di numerosi operai con cui parliamo. Willy è stato infatti licenziato in tronco, non è ben chiaro con quali motivazioni, per aver portato fuori dallo stabilimento una nastratrice rotta. Non è un caso che tanto zelo si registri proprio qui alla MOPAR di None dove di recente si è scioperato contro i carichi di lavoro e le pretese padronali. Il terrore anti-operaio è stato sempre un cruccio degli Agnelli e dai fondatori della stirpe (grandi fautori e finanziatori del fascismo) agli ultimi nipotini (gli Elkann – Agnelli di oggi) la musica non cambia. Tuttavia un licenziamento per una causa assurda come quello che ha investito l’operaio della MOPAR la dice lunga su quanto oggi il padronato infierisca sulla condizione di debolezza politica e organizzativa in cui versa la classe operaia. Contro queste ed altre ingiustizie non c’è altra arma che non quella del moltiplicare nelle “caserme” FCA 10, 100, 1000 forme di organizzazione operaia per resistere e contrattaccare di fronte all’arroganza padronale. Non sono i padroni ad essere forti! Sono i lavoratori che devono ancora far valere la loro forza! A Willy e agli operai MOPAR va la solidarietà del P.CARC e la nostra disponibilità ad organizzare la più ampia denuncia di questo licenziamento terroristico che in quanto tale non deve passare!

 

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