Negli ultimi anni la crisi ambientale, di pari passo con quella economica, ha subito una forte accelerazione che non accenna ad arrestarsi. Il cambiamento del clima, l’impoverimento dei terreni, il consumo del suolo, l’inquinamento del mare e dell’aria sono diventati tra le più gravi emergenze che l’umanità si trova ad affrontare e producono dissesto dei territori, migrazioni di massa, nuove e mortali malattie, mettendo a rischio la stessa esistenza della specie umana. Anche le istituzioni della borghesia sono oramai costrette ad ammettere il problema e sempre meno sono quelli che lo negano, ma l’avanzare della crisi spinge la classe dominante a non guardare in faccia a nessuno e non c’è devastazione ambientale, inquinamento o malattia che possano indurre gli speculatori a rinunciare all’insaziabile necessità di fare profitto. Il nostro paese non è certo esente da tutto ciò, anzi, la speculazione che devasta il territorio è un enorme problema da un capo all’altro d’Italia.
Oltre al TAV, al TAP, all’ILVA di Taranto, ecc. anche in Toscana esiste tutta una serie di opere inutili già fatte o in costruzione. Facciamo alcuni esempi:
– il raddoppio dell’aeroporto di Peretola: lo scorso 6 febbraio alla Conferenza dei Servizi è stato approvato il masterplan per il raddoppio della pista dell’aeroporto di Firenze. L’aerostazione è gestita – insieme a quella più grande di Pisa, il Galilei – da Toscana Aeroporti SpA, quotata in Borsa a Milano; la maggioranza è detenuta dalla holding argentina Corporacion America, che gestisce altre 53 aerostazioni in Sud America e in Europa. L’aeroporto, già pericoloso di per sé in quanto costruito nel bel mezzo di un quartiere molto abitato e vicinissimo all’autostrada A1 e ad altre principali arterie stradali, è un esempio di speculazione bello e buono e il suo raddoppio sarebbe solo dannoso per le masse popolari di Firenze e dei comuni fiorentini: a cosa serve un aeroporto più grande con due scali internazionali incredibilmente vicini come quelli di Pisa e Bologna?
– speculazioni nella piana fiorentina: la fascia che dai quartieri di Novoli-Peretola arriva fino a Prato e Pistoia, passando per Sesto Fiorentino e Campi Bisenzio, è un campo di valorizzazione enorme e da anni quell’area è devastata da un groviglio assurdo di strade, centri commerciali e quant’altro. Oltre al progetto il raddoppio della pista dell’aeroporto (per il quale, tra l’altro, un’intera oasi faunistica e un lago dovranno essere “spostati” da un posto a un altro, come se fosse possibile ricreare ecosistemi a piacimento), esistono altri progetti per opere inutili e dannose come la terza corsia dell’autostrada, il Progetto Mercafir (che prevede il nuovo stadio della Fiorentina e un centro commerciale), la variante al piano regolatore prevista per la zona di Castello, il nuovo Parco auto e la tramvia di Peretola. Un grande piano speculativo da oltre 500 milioni di euro!
– l’ampliamento della discarica di Piombino: la discarica gestita da Rimateria è sempre stata al centro delle preoccupazioni dei piombinesi e non solo, per l’inquinamento e i miasmi che genera e che rendono la vita impossibile agli abitanti della zona. In più, da qualche mese sono iniziati anche i lavori per l’installazione di 6 maxi-pale eoliche a ridosso della spiaggia della città, che contribuirebbero, oltre al rumore che generano e alla produzione minima di energia per le industrie del territorio (quali industrie se da anni stanno smantellando tutto, a partire dalle acciaierie?), a diffondere gli odori e le sostanze inquinanti provenienti dalla discarica;
– l’opera compiuta negli scorsi anni nella zona del Mugello per costruire la linea ad alta velocità tra Firenze e Bologna, che ha letteralmente messo in ginocchio l’intera area montana vicina a Firenze. Nel corso degli anni sono state aperte (e chiuse con assoluzioni o patteggiamenti) numerose inchieste sulle criminali procedure di smaltimento delle terre di scavo, intrise di sostanze inquinanti e finite nelle falde acquifere e il disseccamento di torrenti, sorgenti e corsi d’acqua nel Mugello.
Oltre a questi esempi, esiste un corollario di discariche (ben 47), inceneritori (8), centrali geotermiche (35, di proprietà dell’ENEL) e industrie altamente inquinanti (ad esempio la Solvay di Rosignano) che completano il quadro preoccupante della nostra regione in materia di rispetto ambientale.
Di fronte a tutto questo è lecito chiedersi “Che cosa serve davvero alle masse popolari? Un nuovo aeroporto, nuovi inceneritori, ecc.?” NO! Alle masse popolari toscane e italiane serve un lavoro utile e dignitoso! E i cantori delle Larghe Intese utilizzano i progetti di realizzazione delle grandi opere come specchietto per le allodole per le masse popolari, con la promessa che “creeranno nuovi posti di lavoro”, facendo leva sul problema della disoccupazione che loro stessi con le loro politiche hanno contribuito a creare. Serve lavoro, certo, ma un lavoro che sia utile e che non vada ad arricchire gli speculatori italiani e soprattutto stranieri.
Alla luce degli esempi riportati sopra, decine di migliaia sono i posti di lavoro che verrebbero creati per bonificare il territorio dall’inquinamento delle grandi industrie della costa e dell’entroterra, per implementare la rete del trasporto pubblico cittadino ed extraurbano, per migliorare la raccolta differenziata e lo smaltimento dei rifiuti, per riconvertire le produzioni dannose e inquinanti. Per queste “opere” esistono già da anni le conoscenze adeguate e di certo non mancano le persone disposte a lavorare, a partire dai giovani.
Per porre fine alla catastrofe ambientale in atto non esistono “green economy”, né tanto meno “nicchie” in cui rifugiarsi; non esistono appelli alla “buona volontà individuale”, tanto cari a quella borghesia di sinistra che per il portafoglio devasta e saccheggia l’ambiente, ma si pulisce la coscienza con “i buoni comportamenti e le buone abitudini ecologiste”. Non basta più dire NO e criticare le speculazioni; per la rinascita del nostro paese serve un piano che abbia come prerogativa la realizzazione di nuovi posti di lavoro utili e dignitosi per tutti, una scuola pubblica di qualità e un’università libera e accessibile, un servizio di trasporto pubblico a misura di cittadino, un percorso di ri-pubblicizzazione dei servizi essenziali per i lavoratori e il resto delle masse popolari e il coinvolgimento attivo di disoccupati e precari in un progetto per la messa in sesto del territorio. Alla testa di questa battaglia si dovranno mettere i comitati popolari e tematici, gli studenti universitari e medi e la classe operaia per porre le basi di un governo di emergenza, che faccia avanzare verso il socialismo: la soluzione strategica ai mali del capitalismo.
È necessario sviluppare un movimento regionale e nazionale contro le Grandi Opere Inutili; per la rimessa in sesto dei territori, per la conquista di nuovi posti di lavoro: questo è l’unico grande Piano che serve al Paese!
Per fare questo mille sono gli appigli di cui le masse popolari possono avvalersi, ultimo fra tutti lo strumento del Reddito di Cittadinanza. In queste settimane molti sindaci italiani hanno lanciato l’allarme per il caos che il Reddito di Cittadinanza creerà nei Comuni, per il fatto di dover trovare un impiego a chi usufruirà di questo ammortizzatore sociale. Ma quale caos? Di lavori da fare ne siamo pieni, a partire da quelli per la riqualificazione ambientale e la gestione consapevole delle risorse del territorio. I disoccupati italiani e toscani e soprattutto gli elettori del M5S e della Lega devono mobilitarsi per far sì che il Reddito di Cittadinanza sia davvero uno strumento utile per le masse popolari, costringendo e controllando i centri per l’impiego locali affinché svolgano il compito che è stato loro assegnato, anche mobilitandosi in prima persona per mostrare quali sono i lavori che servono alla città caso per caso, per dare anche un senso positivo allo slogan tanto caro alla Lega del “prima gli italiani”.
Oltretutto, a fine maggio ci saranno le elezioni amministrative per il rinnovo di 189 giunte comunali in Toscana, a partire da quella di Firenze, in cui il PD e Nardella in primis cercano di “rifarsi una verginità”, cavalcando l’onda del malcontento popolare di fronte all’avanzare della crisi. Riguardo al tema ambientale, l’ipocrisia di certi soggetti è palese: proprio Nardella nel giorno dell’inaugurazione del suo comitato elettorale ha annunciato di voler ridurre il consumo di plastica della città di Firenze con misure “green” e tutto il PD, a partire dal neo-eletto segretario Zingaretti, hanno sostenuto la marcia per il clima dello scorso 15 marzo (Fridays For Future). Quindi niente plastica e proteggere l’ambiente… ma se poi sono i primi a caldeggiare il progetto di raddoppio dell’aeroporto di Peretola e la TAV in Val di Susa?! Due opere molto “green” e non inquinanti, in effetti…
La campagna elettorale è una grande occasione per le masse popolari per far sentire la loro voce e imporre alle amministrazioni locali e nazionali le loro volontà. Questo non vuol dire presentarsi dai candidati sindaco “con il cappello in mano”, chiedendo per favore di aiutare i cittadini e non vuol dire nemmeno delegare alle amministrazioni locali e al governo M5S-Lega la soluzione dei nostri problemi: significa sfidare i candidati a fare già da ora quello che promettono di fare una volta eletti, significa sfidare il governo a mantenere le promesse grazie alle quali ha vinto le elezioni; sfidarlo a sostenere ogni tipo di iniziativa promossa dalle masse popolari organizzate.
Per fare questo l’aspetto principale è l’organizzazione popolare per rafforzare i comitati già esistenti e moltiplicarli in ogni fabbrica, in ogni scuola, in ogni quartiere per farli agire come Nuove Autorità Pubbliche, cioè come organismi che elaborano, pianificano e prendono direttamente le misure favorevoli alle masse popolari che è possibile attuare a livello locale. A questo compito sono chiamate tutte le masse popolari toscane, tutti i cittadini organizzati e non in comitati, associazioni, partiti, ecc., i meet-up del M5S e chiunque abbia l’interesse a cambiare il corso delle cose.
Come Partito dei CARC appoggiamo in pieno la mobilitazione delle masse popolari. Come comunisti il nostro compito è quello di impegnarci a promuovere su scala sempre più vasta la creazione di organizzazioni operaie e popolari e il loro coordinamento fino a imporre un loro governo di emergenza nazionale (che noi chiamiamo Governo di Blocco Popolare), un governo fondato sugli organismi operai e popolari, che dia forza e forma di legge alle risoluzioni da questi assunte caso per caso.
Per questo rilanciamo e invitiamo a partecipare alle manifestazioni del 23 marzo a Roma contro le grandi opere inutili e del 30 marzo a Firenze contro il raddoppio dell’aeroporto di Peretola. Invitiamo anche a sostenere le due mobilitazioni, oltre che con la presenza in piazza, anche con prese di posizione scritte, con comunicati, foto e videomessaggi e dargli la massima diffusione possibile.
Non sono i padroni e gli speculatori ad essere forti, sono i lavoratori e le masse popolari che devono far valere la loro forza!

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