Rilanciamo a seguire l’Avviso ai Naviganti diffuso dal (n)PCI il 6 marzo ’19. I contenuti di questo scritto sono molto preziosi per comprendere la fase politica in cui ci troviamo e quali siano le prospettive per le masse popolari e i comunisti del nostro paese per uscire dal marasma in cui la crisi generale del sistema capitalista ci immerge: tessere, tessere e ancora tessere la rete del Nuove Potere delle masse popolari organizzate!

 

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Avviso ai naviganti 87

6 marzo 2019

 

In Italia le masse popolari suonano le campane a morto per il PD e Berlusconi e in Venezuela il governo bolivariano stronca il colpo di Stato orchestrato dai gruppi imperialisti USA!

La crisi della Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti europei, USA e sionisti è inarrestabile: vincere è possibile, dipende da noi comunisti!

Le mobilitazioni popolari promosse dal PD, dalla sinistra borghese e dai sindacati di regime contro il governo M5S-Lega sono un’ottima occasione per rafforzare e moltiplicare le Organizzazioni Operaie e le Organizzazioni Popolari e per “allargare la breccia” nel sistema delle Larghe Intese!

Tessere, tessere, tessere e ancora tessere la rete del Nuovo Potere delle masse popolari organizzate!

Si allarga di giorno in giorno la breccia aperta dalle masse popolari con il voto del 4 marzo 2018 nel sistema delle Larghe Intese (PD e Partito di Berlusconi) che da quarant’anni, proseguendo la linea del CAF (Craxi – Andreotti – Forlani) e la svolta dell’EUR di Lama, governava il nostro paese. Il PD e il Partito di Berlusconi sono ormai finiti. Il distacco tra loro e le masse popolari è irrecuperabile. Le elezioni regionali in Abruzzo (10 febbraio) e in Sardegna (24 febbraio) sono solo l’ultima conferma in ordine di tempo. Matteo Salvini succhia il sangue a Berlusconi (la tanto pubblicizzata crescita della Lega nelle due elezioni regionali in realtà è in buona parte travaso di voti da Berlusconi a Salvini). Il PD perde due regioni. La sinistra borghese di vecchio tipo (PRC e affini), succube del PD, lo segue nel tracollo. La crisi politica della Repubblica Pontificia si acuisce sempre di più. Il vecchio sistema delle Larghe Intese è ormai al capolinea, le masse popolari lo hanno mandato all’aria: altro che caprone e reazionarie, altro che situazione a “tinte fosche”!

Il PD, nel tentativo di recuperare consenso e seguito, è addirittura costretto a promuovere una vasta mobilitazione popolare contro le misure reazionarie del governo M5S-Lega che sono in continuità con quelle che le Larghe Intese hanno imposto fino a 9 mesi fa! Queste mobilitazioni sono eccellenti per noi comunisti, per rafforzare e moltiplicare le Organizzazioni Operaie e le Organizzazioni Popolari (OO-OP) nelle aziende capitaliste e nelle aziende pubbliche e portarle ad agire, tappa dopo tappa, da Nuove Autorità Pubbliche.

Stessa cosa vale per la manifestazione promossa il 9 febbraio a Roma dai vertici dei sindacati di regime (CGIL, CISL, UIL) dopo anni di opposizione di facciata alle politiche delle Larghe Intese (Legge Fornero, Jobs Act, ecc.) e alla morte lenta delle aziende; vale per lo sciopero di Pomigliano del 27-28 febbraio indetto dalla FIOM (adesione del 95% degli operai e blocco della produzione); vale per la manifestazione antirazzista di sabato 2 marzo a Milano; vale per la mobilitazione dei sindaci PD contro il decreto sicurezza che continua le politiche razziste portate avanti dalle Larghe Intese con la Turco-Napolitano, la Bossi-Fini, il decreto Minniti.

10, 100, 1000 scioperi a Pomigliano e in tutto il gruppo FCA contro il suo smantellamento!

10, 100, 1000 manifestazioni antirazziste e iniziative di sabotaggio del decreto sicurezza!

10, 100, 1000 mobilitazioni per la creazione di posti di lavoro di nuovo tipo: stabili, utili e che rendono ogni azienda centro di vita sociale e politica!

Queste mobilitazioni (al di là delle intenzioni dei loro promotori) alimentano la mobilitazione e l’organizzazione delle masse popolari e rafforzano tra di esse l’ostilità alla prosecuzione delle politiche delle Larghe Intese da parte del governo M5S-Lega: alimentano un processo che diventerà sempre meno gestibile dai vertici della Repubblica Pontificia e da partiti e istituzioni ad essi asserviti e sempre più favorevole all’istituzione del Governo di Blocco Popolare!

La lotta dei pastori sardi, così come quella dei gilets jaunes in Francia, incoraggia a sua volta a lottare, a non piegare la testa, ad attivarsi e organizzarsi. La manifestazione del prossimo 23 marzo contro le Grandi Opere (organizzata dai Comitati contro le grandi opere speculative, inutili se non dannose e dai movimenti per la salvaguardia dell’ambiente – NO TAV, NO TAP, NO Grandi Navi, ecc.) è un nuovo, importante ambito per promuovere il rafforzamento e la moltiplicazione delle OO-OP.

Sta noi comunisti orientare, sviluppare, incanalare tutto questo fermento, questa mobilitazione per andare oltre e avanzare verso il Governo di Blocco Popolare.

Il M5S paga le sue oscillazioni, i suoi cedimenti, la continuità con le politiche delle Larghe Intese. Questo e la sua storica debolezza a livello locale (scarsa strutturazione organizzativa, assenza di clientele e di sostegno da parte delle organizzazioni criminali e della Chiesa) sono alla base del suo risultato alle elezioni regionali di Abruzzo e Sardegna. Quello che il M5S farà dipende ora dai suoi dirigenti, eletti, attivisti ed elettori.

Una cosa è certa: il M5S con la sua opera e con il governo che ha creato assieme alla Lega sta oggettivamente contribuendo ad alimentare il processo che sfocerà nel Governo di Blocco Popolare. La mobilitazione delle masse popolari che PD, sindacati di regime e sinistra borghese di vecchio tipo stanno facendo, è una delle manifestazioni di questo processo positivo in atto.

Dal Venezuela arrivano segnali incoraggianti e cinque importanti lezioni per la lotta nel nostro paese!

I gruppi imperialisti USA, sionisti ed europei, la destra della borghesia venezuelana e i loro complici hanno tentato un colpo di Stato contro il governo bolivariano e hanno trovato in Juan Guaidò il loro fantoccio. Avevano da tempo preparato il colpo.

Il Presidente Nicolas Maduro, il governo bolivariano, la Forza Armata Nazionale Bolivariana e gran parte della popolazione hanno reagito con determinazione, hanno tenuto testa alle manovre dei gruppi imperialisti e stanno conducendo una lotta valorosa. La loro resistenza ha fatto fallire ancora una volta il colpo di mano degli imperialisti. La lezione principale da trarre è che contro i gruppi imperialisti USA, sionisti ed europei e i loro complici e servi, possiamo vincere!

Dalla resistenza e dalla vittoria del governo bolivariano ci vengono tanti insegnamenti utili per la lotta di oggi e per il Governo di Blocco Popolare che faremo ingoiare ai vertici della Repubblica Pontificia.

  1. I gruppi imperialisti USA non hanno una soluzione pacifica per uscire dalla crisi che sconvolge il loro sistema di dominio mondiale e che aggrava la crisi interna al loro paese, ossia il contrasto tra loro e le masse popolari statunitensi. Negli USA il distacco tra le masse popolari e i partiti che per quarant’anni hanno governato attuando il “programma comune” della borghesia imperialista (Partito Democratico e Partito Repubblicano) è forse persino superiore al distacco tra i partiti delle Larghe Intese e le masse popolari italiane. Pochi giorni fa Trump si è sentito in dovere di proclamare che gli Stati Uniti non diventeranno mai un paese socialista!

Le masse popolari statunitensi sono il principale “tallone d’Achille” dei gruppi imperialisti USA. Questi per cercare di mantenere sottomesse le masse popolari del loro paese non possono rinunciare al loro ruolo su scala mondiale. È sbagliato credere che rinunceranno allo sfruttamento del resto del mondo, che si ritireranno in buon ordine dai paesi in cui sono intervenuti militarmente, che adotteranno una politica “meno invasiva” negli affari di tutti i paesi, a partire da quelli imperialisti. Al contrario i gruppi imperialisti USA useranno tutta la loro forza, ivi compresa la supremazia militare, per cercare di difendere il loro dominio a livello mondiale. Lo scontro con gli altri gruppi imperialisti (innanzitutto con quelli franco-tedeschi) e con i paesi le cui Autorità non sono sottomesse ai loro voleri, è destinato a crescere. Solo la vittoria della rivoluzione socialista in un paese imperialista può fermare la corsa verso una guerra mondiale. Dobbiamo allargare la lotta contro la NATO e le basi militari USA. Il governo MS-Lega deve rompere con la linea dei governi delle Larghe Intese. Le Forze Armate italiane devono smettere di partecipare alle guerre della NATO.

  1. Chi vuole la sovranità del proprio paese, non deve basarsi principalmente sulla borghesia nazionale. Solo se il movimento popolare è forte ed è in grado di tenere in piedi l’economia nazionale, la borghesia nazionale collabora o resta neutrale. È assolutamente sbagliato dipendere dalla borghesia nazionale. Anche nel nostro paese vi sono personaggi e organismi che si ostinano a non tirare le conseguenze del fatto che vitalmente interessati alla sovranità nazionale sono la classe operaia e il resto delle masse popolari. Questo condanna molti “sovranisti di sinistra” all’impotenza e alla sterile attesa che “qualche illustre esponente borghese”, che “qualche luminare” si decida a mettersi alla testa di un vasto movimento popolare e a rompere con l’UE e la NATO. Cosa che non avviene e non avverrà. Per rompere con la Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti europei, USA e sionisti e “tenere in piedi” il paese dopo la rottura, cioè far proseguire la produzione e distribuzione di beni e servizi, bisogna mobilitare e organizzare la classe operaia, i lavoratori delle aziende pubbliche e il resto delle masse popolari. Senza di loro, oggi nessuna sovranità nazionale è più possibile.
  2. La difesa della sovranità nazionale esige che il potere politico sia nelle mani di chi vuole realmente tutelarla, costi quel che costi. Chi vuole difendere la sovranità nazionale deve però avere in mano anche l’economia: deve dirigerla o almeno controllarla. Il punto debole del governo bolivariano è esattamente questo: in campo economico la borghesia nazionale ha ancora un grande potere e larga capacità di manovra. Da qui 1. la penuria di beni, 2. l’efficacia (seppur relativa) delle sanzioni inflitte dai gruppi imperialisti, 3. la corruzione. Questo è un aspetto che il governo bolivariano dovrà necessariamente risolvere per avanzare. La vittoria contro il colpo di Stato favorirà questo processo.
  3. L’esperienza del governo bolivariano, nonostante tutte le difficoltà prodotte dal fatto che non ha ancora saldamente in mano l’economia, conferma quanto hanno mostrato in grande i primi paesi socialisti e quanto mostrano anche oggi, in una certa misura, Cuba, Corea del Nord, Iran e altri. Un governo che lotta per la sovranità nazionale trova a livello internazionale alleanze, appigli da sfruttare, contraddizioni in cui inserirsi per far fronte ai ricatti economici, all’embargo, alle sanzioni e alle altre manovre dei gruppi imperialisti: ricorrere al contrabbando, sviluppare la collaborazione con gli “Stati canaglia”, promuovere lo scambio con paesi che hanno forti contrasti con i gruppi imperialisti USA, sfruttare a proprio vantaggio il bisogno di vendere che ogni capitalista ha: se produce merci, per valorizzare il suo capitale deve venderle! Sbaglia chi pensa che è impossibile aggirare sanzioni ed embargo e tenere testa al ricatto economico dei gruppi imperialisti!
  4. La posizione, seppur ambigua, del governo M5S-Lega ha impedito che l’Unione Europea si schierasse decisamente a favore del colpo di Stato in Venezuela, ha contribuito al suo fallimento. Questo conferma l’utilità del governo M5S-Lega anche se Matteo Salvini si è schierato a fianco degli imperialisti USA, con Berlusconi e il PD post-renziano. Questo conferma l’utilità della breccia aperta dal voto del 4 marzo.

La situazione è eccellente!

Allarghiamo la breccia aperta nel sistema delle Larghe Intese!

Avanziamo verso il Governo di Blocco Popolare!

Osare lottare, osare vincere!

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