Unirsi pendolari e tranvieri per un trasporto pubblico che sia efficiente e sicuro

L’aumento delle tariffe del trasporto pubblico dell’area metropolitana milanese era nell’aria da tempo e da maggio 2019 i cittadini milanesi potrebbero vedere attuato il passaggio da 1,5 a 2 euro per il biglietto ordinario urbano, da 35 a 39 per l’abbonamento mensile ordinario, da 4,50 a 7 il giornaliero, da 11,30 a 17 il carnet settimanale.
Potrebbero perché crediamo che la partita sia ancora aperta e ancora tutta da giocare: l’aumento del biglietto non s’ha da fare!

L’unica forza in grado di impedirlo è quella dei lavoratori (tranvieri, operai manutentori, controllori, operatori di stazione etc.) organizzati e uniti con i pendolari per difendere il trasporto pubblico locale, per renderlo efficiente e sicuro!
Nel 2017 ATM ha concluso l’anno con 39 milioni di utili… perché si impone ai milioni di pendolari, che ogni giorno devono spostarsi da un capo all’altro della provincia milanese (e non solo…!) per raggiungere i posti di lavoro che fanno di Milano un centro economico nevralgico del nostro paese, di tirar fuori di tasca propria altri 55 milioni di euro (questo il costo complessivo della manovra!)? Semplicemente perché si è fatto del trasporto pubblico un ambito per facili profitti. E chi ci rimette sono sempre i lavoratori e le loro famiglie, che già fanno fatica a cose normali. Sala si giustifica, dicendo che è colpa di Regione e Governo e intanto inventa la storiella che l’aumento del biglietto aiuta a mantenere un livello del servizio alto (ricordiamo i 39 milioni di utili del 2017 e deve ancora essere elaborato il bilancio del 2018). Veramente Sala ha a cuore la qualità del servizio? Forse gli sfugge questo triste panorama (e queste sono solo alcuni fra articoli di giornale e denunce raccolti negli ultimi mesi, ma ogni giorno è un bollettino di guerra fra corse che saltano, guasti, tagli alle corse anche negli orari di punta):

– Metro M2 ferma per due ore tra Cernusco e Gorgonzola: “Problema alla rete aerea” (12.01.19)
– Metro Rossa ferma per 40 minuti: “guasto agli impianti” (28.11.18)
– Un guasto agli impianti manda in tilt la circolazione sulla metropolitana M5 (21.09.18)
– “Ore 7.55: dopo 20 minuti di attesa della 91 arriva stracolma, dopo 2 fermate termina la corsa perché guasta”
– “Per la seconda volta il passaggio disabili a Cascina Gobba era chiuso e non ho potuto accedere alla metro con il passeggino” (20.12.18)
– “Taglio e soppressione delle linee ATM a Cinisello Balsamo” (26.11.18)

Accettare l’aumento delle tariffe di viaggio aprirà la strada per accettare tutte le altre manovre che verranno fatte in nome del profitto: tagli di personale, tagli e soppressioni di autobus, dilatazione dei tempi di attesa, scarsa manutenzione del parco mezzi e delle infrastrutture.
ATM è una gloria per la città di Milano, i suoi lavoratori sono una delle migliori forze su cui la città ha potuto contare nei suoi momenti difficili (il loro ruolo attivo per la Resistenza la nazifascismo è esemplare di quello che i lavoratori organizzati possono realizzare!). Difendere il trasporto pubblico locale dalla speculazione e dallo smantellamento di un’azienda dalla storia gloriosa, che permette alla città di funzionare, è un dovere.

Un servizio di trasporto pubblico, efficiente e sicuro dipende dal legame fra i lavoratori dell’ATM e gli utenti!
Costruiamo una mobilitazione contro il rincaro dei biglietti e per un servizio di trasporto pubblico di qualità: le uniche cose che devono aumentare sono le corse degli autobus e dei tram e la manutenzione della rete (mezzi di superficie e metropolitane) e il personale (queste misure non devono andare a danneggiare i lavoratori, ma devono anzi servire all’assunzione di nuovo personale).

Ma cosa si può fare?
Concretamente pensiamo che sia possibile mobilitarsi per esercitare il controllo popolare sul trasporto pubblico attraverso:
Inchieste all’interno dei depositi e fra colleghi su turni, pause, mansioni, norme di sicurezza, inchieste sullo stato della manutenzione di mezzi e strutture, per individuare i problemi e trovare le soluzioni, denunciare (anche in forma anonima) le incongruenze e situazioni problematiche da parte dell’azienda
Inchieste fra gli utenti per capire le reali esigenze che deve soddisfare il servizio: quali problemi riscontrati, quali priorità in termini di qualità del servizio
Assemblee periodiche fra lavoratori e utenti sullo stato del trasporto pubblico e per capire come affrontare e risolvere i problemi (e come sollecitare la risoluzione dei problemi da parte di ATM e Comune)
Volantinaggi, presidi e cortei (sull’esempio positivo di quanto sta facendo il comitato “Sporchi, Cattivi e pendolari”) per sensibilizzare altri utenti e tranvieri e allargare la mobilitazione, scioperi non solo dei lavoratori ma anche degli utenti (per esempio organizzando uno sciopero del biglietto), altre forme di mobilitazione e protesta che possono essere attuate e che servano a raggiungere i nostri obiettivi, facendo precedere sempre il tutto da volantinaggi, assemblee e momenti di confronto per cercare di costruire e allargare il fronte di quanti sono interessati ad avere un servizio di trasporto pubblico, efficiente e sicuro!

Queste sono alcune forme che possono praticare sia i lavoratori di ATM che gli utenti, sono azioni pratiche che si possono attuare fin da subito e anche se si è in pochi a partire.
Se anche tu credi che il trasporto pubblico vada difeso e migliorato, se anche tu sei contro gli aumenti ingiustificati delle tariffe, unisciti a noi! Uniti possiamo fare la differenza!

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Questo il testo del volantino che diffonderemo a lavoratori dell’ATM (Azienda Trasporti Milanesi)  e ai pendolari

Partiro dei CARC – Sezione di Milano Nord-Est “Teresa Noce”

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