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[REGGIO EMILIA] Saluto del nuovo PCI alla Festa della Riscossa Popolare

Sezione di Reggio Emilia by Sezione di Reggio Emilia
Novembre 8, 2018
in Federazione Emilia Romagna, Sezione di Reggio Emilia
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Pubblichiamo qui di seguito il saluto che il compagno Ulisse, Segretario Generale del Comitato Centrale del (nuovo) Partito Comunista Italiano, ci ha mandato in occasione del dibattito pubblico sull’attuale situazione politica del nostro Paese e i compiti dei comunisti per allargare la breccia che si è aperta con le elezioni del 4 marzo che darà l’avvio alla Festa della Riscossa Popolare di Reggio Emilia.

La Festa, giunta alla sua terza edizione sul territorio, si svolgerà sabato 10 novembre presso il centro sociale “Foscato”, dalle 17:30 in poi (qui l’evento Facebook). Dopo il dibattito ci sarà la polentata solidale con Vigilanza Democratica e contro gli abusi in divisa (c’è ancora posto, 15 euro a persona! Prenotazioni al 339.44.97.224). A seguire le poesie del compagno operaio Giovanni Canzoneri e la voce e la chitarra di Araceli Barrus de Andrés!

Buona lettura! Partecipa alla Riscossa! Facciamo dell’Italia un nuovo paese socialista!

********

Saluto del (n)PCI alla Festa della Riscossa Popolare della sezione “Lidia Lanzi” del Partito dei CARC di Reggio Emilia

Cari compagni,

a nome del Comitato Centrale del (nuovo) PCI faccio gli auguri per la Festa della Riscossa Popolare e ringrazio per l’invito a prendere la parola.

Oggi di fronte alle esitazioni e all’inerzia del governo M5S-Lega e alle sue malefatte, molti sono tentati di adottare nei confronti di questo governo la stessa condotta che tenevano di fronte alle malefatte dei governi delle Larghe Intese: da Prodi a Berlusconi, da Renzi e Gentiloni. In effetti molte sono le malefatte del governo M5S-Lega: in particolare le misure di repressione contro i lavoratori italiani, le misure contro gli immigrati, le misure contro quelli che occupano edifici vuoti e abbandonati al degrado e li riabilitano per abitarvi o svolgervi attività sociali. Fa quello che facevano i governi delle Larghe Intese e pure ostentandolo. Quanto alle esitazioni e all’inerzia, il Ponte Morandi di Genova è la dimostrazione più clamorosa, per non parlare delle pensioni d’oro, della prescrizione dei reati per i ricchi che hanno buoni avvocati e magistrati compiacenti, del reddito di cittadinanza, dei salamelecchi verso le istituzione dell’UE e la NATO che fanno gonfiare il servizio del Debito Pubblico e i mutui a tasso variabile; dell’inerzia di fronte ad aziende dove i capitalisti rendono precario il lavoro, riducono l’attività, che smembrano e chiudono o delocalizzano; alla vendita di aziende per avviare lo stesso processo di morte lenta per motivi economici o politici. L’elenco sarebbe lungo.

È necessario protestare senza riserve contro tutto questo, resistere con ogni mezzo alle misure antipopolari, incalzare senza tregua ministri, eletti e attivisti M5S e Lega. Tuttavia dobbiamo lottare con energia ancora maggiore contro gli oppositori di questo governo esponenti delle Larghe Intese, contro i partiti e gruppi che fanno capo a Berlusconi, al PD e alla loro cerchia, i fautori storici e ostinati dell’eliminazione delle conquiste e dei diritti dei lavoratori, della partecipazione dell’Italia alla devastazione dei paesi oppressi e alle guerre NATO che costringono milioni di lavoratori a emigrare, dell’asservimento del nostro paese all’UE, alla NATO e al sistema finanziario internazionale, della degradazione degli edifici, delle infrastrutture e delle terre di cui abbiamo avuto la dimostrazione su grande scala nei giorni di pioggia e di vento, delle grandi opere dannose alle masse popolari.

Dobbiamo lottare contro l’inerzia e le malefatte del governo M5S-Lega ma per andare avanti, per allargare la breccia aperta con le elezioni di marzo nel sistema politico della Repubblica Pontificia, non per ritornare ai governi delle Larghe Intese.

Il modello più chiaro della condotta che dobbiamo avere nei confronti del governo M5S-Lega è la condotta di Lenin e dei suoi nel 1917 nei confronti del Governo Provvisorio costituitosi in febbraio dopo che le dimostrazione degli operai delle grandi città e la fraternizzazione delle truppe con i dimostranti avevano portato alle dimissioni dello zar. Lenin aveva chiaro che per avere la pace, la terra e le fabbriche le masse popolari organizzate nei soviet dovevano prendere il potere e questo fu l’obiettivo del partito comunista. Il Governo Provvisorio data la sua natura non aveva la forza per realizzare questi obiettivi. Ma mai Lenin e i suoi si allearono con gli esponenti del potere dello zar benché anche loro fossero contro il Governo Provvisorio. Anzi quando un generale mosse le truppe verso Pietrogrado per abbattere il Governo Provvisorio, Lenin e i suoi compagni mobilitarono quella parte delle masse popolari che già li seguivano e con queste disgregarono le truppe che il generale aveva mobilitato e tennero ancora in vita il Governo Provvisorio. Il compito che Lenin e i suoi si assunsero non era di abbattere comunque il Governo Provvisorio, ma di portare la masse popolari a organizzarsi di più e a rendersi conto per loro esperienza che esse dovevano prendere il posto del Governo Provvisorio, abbatterlo in modo che ad esso subentrasse il governo delle masse popolari organizzate.

La situazione in cui ci troviamo oggi noi è diversa per molti aspetti da quella in cui si trovavano Lenin e il partito dei comunisti russi. Ma lo schema che noi dobbiamo seguire è analogo. Il governo M5S-Lega non esiste grazie a Di Maio e a Salvini, tanto meno grazie a Mattarella il golpista mancato o al Vaticano, a Trump o a Putin. Si è formato perché le masse popolari indignate e insofferenti del corso delle cose imposto dai governi delle Larghe Intese hanno via via abbandonato le abitudini elettorali ereditate e hanno votato su grande scala M5S e Lega.

I comunisti, tutti quelli che sinceramente e praticamente, non con vaghe aspirazioni e sospiri, vogliono instaurare il socialismo, gli operai avanzati, tutti quelli che sono convinti a cambiare il mondo, devono organizzarsi, prendere essi stessi le misure che è possibile prendere a livello locale con le forze già riunite e imporre al governo di accettarle e potenziarle, devono promuovere l’organizzazione di quelli non ancora organizzati fino ad avere la forza sufficiente per formare un proprio governo. Questo è creare il nuovo potere, il potere delle masse popolari organizzate.

Questa è la rivoluzione socialista in corso. Che ognuno occupi il posto più avanzato che è in grado di occupare. Il Partito comunista è scuola e palestra per ogni persona decisa a impegnarsi. La nostra impresa è grande. Vi è un posto per ogni persona di buona volontà. Il contributo di ognuno è prezioso. Avanti compagni! Possiamo vincere! Vinceremo!

Compagno Ulisse, segretario generale del Comitato Centrale del (n)PCI.

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