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[Italia] 14 agosto a Massa: usare il governo Di Maio-Salvini per rafforzare la lotta contro gli effetti della crisi

Agenzia Stampa - Staffetta Rossa by Agenzia Stampa - Staffetta Rossa
Luglio 29, 2018
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martedi 14 agosto – ore 17:30

Dibattito pubblico

presso la Festa nazionale della Riscossa Popolare

parco della Comasca, via Ronchi – Ronchi – Marina di Massa (MS)

 

Per costituire un governo di emergenza delle masse popolari organizzate per fare fronte agli effetti della crisi

Allargare la breccia che le masse popolari hanno aperto nel sistema politico con le elezioni del 4 marzo

L’insediamento del governo M5S-Lega è il risultato della breccia che le masse popolari hanno aperto nel sistema politico con le elezioni del 4 marzo scorso.

I due partiti che compongono il governo hanno raccolto 16 milioni di voti sulla base delle promesse di discontinuità con il passato, in particolare con il programma comune dei governi degli ultimi 30 anni (Berlusconi, Prodi, Monti,  Letta, Renzi, Gentiloni): continui attacchi  alle conquiste e ai diritti che i lavoratori hanno ottenuto con le lotte dei decenni passati (jobs act, legge Fornero, abolizione dell’articolo 18), devastazione dell’ambiente e del territorio, progressiva cessione di sovranità nazionale in favore della UE, della BCE e della NATO.

In ragione della spinta al cambiamento del corso politico del paese che il governo M5S-Lega rappresenta potenzialmente, i poteri forti italiani e internazionali hanno dapprima cercato di ribaltare l’esito del voto (tentativo di golpe bianco di Mattarella per installare un nuovo governo delle Larghe Intese guidato da Cottarelli, fallito) e operano oggi per controllare più o meno direttamente l’operato del governo per limitarne l’azione e addomesticarla al programma comune della classe dominante. M5S e Lega, dal canto loro, hanno formato il governo non da una posizione di rottura con i poteri forti nazionali e internazionali, ma scendendo a compromessi con loro, offrendo mille rassicurazioni di “responsabilità” e sottomissione alle autorità e istituzioni nazionali e internazionali.

Il governo M5S-Lega è dunque un governo di mediazione tra gli interessi dei poteri forti nazionali e internazionali e quelli delle masse popolari,  non potrà attuare nessuna delle misure contenute nel Contratto di governo poiché anche il solo perseguirle comporta il ricorso alla mobilitazione e al protagonismo delle masse popolari per conferire al governo la forza di rompere con i poteri forti che altrimenti non ha. In questo equilibrio precario, l’azione della Lega e di Salvini, che si supera in proclami razzisti e nella promozione della guerra fra poveri, ha la funzione di distogliere l’opinione pubblica dalle difficoltà del governo di mantenere le promesse elettorali.

Su queste difficoltà e attorno alle provocazioni della Lega e di Salvini le Larghe Intese operano per riparare la breccia aperta nel loro sistema politico: dimostrare il fallimento del “governo del cambiamento” e ristabilire il loro pieno controllo sul paese. Tuttavia, i partiti, le istituzioni, i portavoce del sistema politico delle Larghe Intese non solo non hanno il sostegno delle masse, ma aumentano il disprezzo e il distacco nei loro confronti: vengono giustamente additati come i promotori della più che decennale politica di smantellamento dei diritti e delle conquiste dei lavoratori, delle privatizzazioni, dello smantellamento dei servizi pubblici, delle speculazioni ambientali, della precarietà e del razzismo istituzionale, del generale peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro di tutte le classi e di tutti i settori delle masse popolari.

Dal 4 marzo si è dunque aperta una fase nuova nella crisi politica del nostro paese, caratterizzata dal fatto che le vecchie forze e i vecchi partiti borghesi non hanno la possibilità, l’agibilità, il consenso e il mandato di governare e le nuove forze borghesi che ne hanno preso il posto (l’attuale governo M5S-Lega) non si danno i mezzi per attuare le promesse per le quali sono state votate.

E’ una fase estremamente positiva per lo sviluppo della nuova governabilità dal basso del paese, per avanzare nella costituzione di un governo di emergenza delle masse popolari organizzate che prenda le misure urgenti necessarie per fare fronte efficacemente agli effetti più gravi della crisi, che operi a partire dall’attuazione delle parti progressiste della Costituzione, che ristabilisca la sovranità nazionale in ragione degli interessi delle masse popolari che tragga la forza per svolgere la sua opera dalla mobilitazione delle organizzazioni operaie e popolari che già esistono e su quelle che andranno via via costituendosi spontaneamente e per effetto dell’intervento del governo stesso in ogni azienda privata e pubblica, in ogni zona e quartiere.

Stante la fase nuova aperta nella crisi politica del nostro paese con le elezioni del 4 marzo sia la posizione di coloro che si oppongono di principio al governo M5S-Lega (cioè, intenzionalmente o meno, operano per riparare la breccia nel sistema politico, portano acqua al mulino delle Larghe Intese), sia la posizione di coloro che aspettano e sperano che il governo M5S-Lega agisca in modo conforme agli interessi delle masse popolari (“lasciamoli lavorare”) si relegano a un ruolo passivo e contemplativo, mentre invece è esigenza storica l’iniziativa, il protagonismo, la mobilitazione.

La classe operaia e le masse popolari hanno interesse ad allargare la crepa nel sistema politico dei vertici della Repubblica Pontificia e alimentare l’ingovernabilità del paese dal basso. In questa fase tutti coloro che vogliono avere un ruolo positivo nella costruzione del governo di emergenza delle masse popolari organizzate devono adoperarsi per
– fare pressioni sul governo M5S-Lega perché attui le promesse elettorali,

– indicare al governo le misure da prendere caso per caso per fare fronte agli effetti più gravi della crisi,

– attuare direttamente le misure necessarie per fare fronte agli effetti della crisi che è possibile attuare localmente, senza aspettare che il governo si muova.

L’aspetto decisivo è moltiplicare le forze per valorizzare il positivo, che esiste:

– fra le fila del governo;

– fra le organizzazioni operaie e popolari (dagli operai FCA ai braccianti immigrati del sud Italia, dai lavoratori della ex-Lucchini di Piombino, ai lavoratori Alitalia, agli operai dell’ILVA di Taranto, al movimento NO TAV e NO TAP);

– fra gli esponenti della società civile che, preoccupati per il futuro del paese, si attivano e mettono a disposizione della costituzione del governo di emergenza delle masse popolari organizzate le loro conoscenze, le loro relazioni, le loro risorse.

Sulla base di questa analisi e di questo orientamento, invitiamo a partecipare attivamente operai, lavoratori, amministratori locali, esponenti politici e sindacali, esponenti dei movimenti al dibattito che il P.CARC organizza alla Festa nazionale della Riscossa Popolare il 14 agosto alle ore 17:30.

E’ estremamente importante confrontarsi, scambiare opinioni, conoscere e riconoscere le idee e le posizioni diverse che esistono, ma soprattutto è importante perseguire la linea della comune mobilitazione e organizzazione per dare al paese il governo di cui ha bisogno. Bando all’attendismo, agiamo per spingere il corso delle cose nella direzione favorevole alle masse popolari!

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