Trasmettiamo il saluto di Ulisse, segretario generale del CC del (nuovo) Partito Comunista Italiano alla Festa di Riscossa Popolare promossa dalla Federazione Campana del P.CARC a Scampia.

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 14 luglio 2018

Ai compagni che partecipano alla Festa della Riscossa popolare e ai compagni di Scampia

Cari compagni,

anzitutto ringrazio i promotori della Festa che mi hanno dato la possibilità di parlarvi a nome del (nuovo) Partito comunista italiano.

Il nuovo Partito comunista con tutte le sue forze promuove la costruzione del potere delle masse popolari organizzate. Le mobilita a organizzarsi, a prendere iniziative per garantire i servizi, la produzione, la distribuzione e gli altri aspetti della vita sociale che la borghesia e il suo clero non assicurano più, a orientare la coscienza e dirigere l’azione di altre parti delle masse popolari, a creare proprie istituzioni e relazioni per gestire la vita sociale senza la borghesia imperialista e il suo clero, contro di loro. Un nuovo potere popolare, la cui costruzione incomincia per forza di cose ora qui e ora là dove ci sono condizioni favorevoli, avanza a macchia di leopardo ma con continuità e su scala crescente e culminerà con l’instaurazione dello Stato socialista. Il potere delle masse popolari organizzate è l’unica via realistica per farla finita con il corso catastrofico delle cose che i gruppi imperialisti italiani e stranieri, la Comunità Internazionale impersonata da NATO, Unione Europea, Banca Centrale Europea e Vaticano, impongono anche nel nostro paese. Le altre vie sono illusioni o imbrogli. Il potere delle masse popolari organizzate è il potere sovietico nelle condizioni concrete dell’Italia di oggi.

Per ora il nuovo potere popolare è ancora poca cosa: molti embrioni di organizzazioni operaie e popolari, alcune organizzazioni più sviluppate e alcune poche già consolidate e con una certa coscienza dei grandi compiti che spettano loro per costruire il futuro. Organizzazioni che, come il comitato San Gennaro e il comitato Vele, hanno già incominciato ad esercitare una certa influenza ognuna sulle masse popolari della sua zona, a orientarle e a mobilitarle in alcune iniziative pratiche.

Noi viviamo in un paese imperialista. Viviamo cioè in un sistema economico e sociale molto integrato, molto collettivo, dove ogni persona e ogni parte è strettamente connessa alle altre. Ci sono tutte le premesse che, se gestite dalle masse popolari organizzate e coscienti secondo un piano comune, darebbero vita a un sistema radioso quale il genere umano non ha ancora mai conosciuto. Ma il sistema attuale è invece affetto da un’infezione devastante: l’iniziativa economica è ancora nelle mani dei capitalisti, ogni azienda è proprietà privata di qualcuno di loro e il potere centrale è nelle loro mani: sono loro che hanno in mano il governo del paese, lo Stato, la Pubblica Amministrazione e il sistema monetario. In un simile contesto il nuovo potere ha limiti ristretti. Bisogna che ogni organizzazione occupi pienamente in ogni campo gli spazi disponibili, forzi al massimo i limiti con coraggio e con vigore, si coordini con le altre organizzazioni e lavori energicamente e con iniziativa con esse per creare le condizioni per costituire un governo comune per tutto il paese, farlo ingoiare ai vertici della Repubblica Pontificia e farlo operare con efficacia e successo nonostante il boicottaggio e il sabotaggio di gran parte dell’apparato statale che erediterà e l’aggressione di tutta la Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti italiani, europei, americani e sionisti.

Noi del (n)PCI siamo vicini ai compagni del Partito dei CARC e a tutti i compagni di altri partiti e organismi che lavorano con coscienza e devozione a questa grande impresa nazionale ma internazionalista: infatti il primo paese che romperà le catene farà scuola e sarà di aiuto anche alle masse popolari degli altri paesi. Noi promuoviamo con tutte le nostre forze la costruzione del nuovo potere popolare. La clandestinità ci consente di essere presenti ovunque, anche dove il nemico cerca di impedircelo o neanche lo sospetta. Le nostre forze sono ancora molto limitate, ma cresceranno perché le masse popolari hanno bisogno del socialismo e noi siamo devoti senza riserve alla loro causa e abbiamo tratto lezione dalla sconfitta subita dal movimento comunista nel secolo scorso, quando si è esaurita l’ondata di rivoluzioni che la nascita e lo sviluppo dell’Unione Sovietica di Lenin e di Stalin hanno sollevato nel mondo intero. Abbiamo fatto nostra la lezione di Mao Tse-tung e della grande Rivoluzione Culturale Proletaria con cui sotto la sua guida il Partito Comunista Cinese ha ritardato l’instaurazione del capitalismo in Cina.

Compagni, la situazione è favorevole. Nel campo nemico è in corso una crisi profonda e inarrestabile. I capitalisti non riescono più a formare governi stabili in nessun paese imperialista e tutto il mondo ribolle contro il loro sistema di relazioni internazionali. Negli USA hanno formato un governo di avventurieri. L’Unione Europea è dilaniata dall’opposizione delle masse che in qualche modo prorompe in ogni paese. I sionisti d’Israele sono avviluppati in una sequela di avventure criminali tali che una ne genera un’altra.

In Italia le elezioni del 4 marzo hanno aperto una breccia nel sistema politico che da quasi trent’anni governa il nostro paese e che chiamiamo sistema delle Larghe Intese. Esso infatti è basato sulla collaborazione tra la coalizione del Partito Democratico di Prodi e di Renzi e la coalizione che fa capo a Berlusconi e cerca di portare a fondo, sotto il protettorato della NATO, dell’Unione Europea, della Banca Centrale Europea e del Vaticano, l’eliminazione delle conquiste che le masse popolari hanno strappato alla borghesia nel periodo del capitalismo dal volto umano quando il movimento comunista era forte nel mondo.

Il governo Di Maio-Salvini è un governo provvisorio e di compromesso. Il M5S ha avuto dalle masse popolari 10.7 milioni di voti ma non è espressione delle masse popolari organizzate. La Lega ha avuto 5.7 milioni di voti da masse popolari che rigettano il sistema delle Larghe Intese, ma è ancora intimamente legata alla coalizione di Berlusconi e alle Larghe Intese. Il loro governo è nato non a furor di popolo ma per un accordo stretto con i mandanti italiani e stranieri del sistema delle Larghe Intese. Le misure promosse dai sinceri democratici presenti in questo governo saranno denigrate e boicottate dagli altri membri del governo, dai mandanti e dagli esponenti delle Larghe Intese e dalla loro Pubblica Amministrazione. I promotori di queste misure o si legheranno alle masse popolari organizzate o saranno rovesciati.

Dobbiamo approfittare di questa situazione per avanzare nella costruzione del potere delle masse popolari organizzate. Questa è la linea che dobbiamo imboccare con forza, coraggio e fiducia nella nostra vittoria. A ognuno di voi auguro di occupare un posto di onore e di gloria in questa grande impresa.

Compagno Ulisse, segretario generale del Comitato Centrale del (n)PCI.

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