Il 23 marzo lo stabilimento FCA di Pomigliano è stato fermato dalla mobilitazione lanciata dagli Operai Autorganizzati, sostenuta dallo sciopero di 8 ore indetto dal SI COBAS e dai picchetti che hanno bloccato le vie di accesso allo stabilimento, a cui hanno dato sostegno anche un nutrito gruppo di operai della logistica. Alla mobilitazione hanno partecipato operai FCA di Termoli e Cassino (da Melfi, dove pure l’USB ha indetto 8 ore di sciopero, non sono riusciti ad arrivare a causa della neve che bloccava le strade), mentre in contemporanea, a Torino, gli operai di Mirafiori tenevano un presidio davanti ai cancelli di corso Tazzoli. Altre realtà di fabbrica, come il Coordinamento Lavoratori della GKN di Firenze (che lavora in buona parte proprio per FCA) e gli operai della INNSE di Milano hanno mandato comunicati di solidarietà.

E’ stato un importante passaggio nel consolidamento del coordinamento operaio di livello nazionale che si sta costituendo per contrastare il piano di Marchionne di dismissione delle fabbriche ex FIAT, le cui premesse sono la scadenza (nel 2018) degli ammortizzatori sociali a Mirafiori e Pomigliano per migliaia di operai, i blocchi della produzione che si susseguono da Cassino a Melfi, l’assenza di un piano industriale complessivo. Nonostante le chiusure di stabilimenti e i ridimensionamenti degli scorsi anni, nel 2017 FCA contava ancora 33.968 addetti (fonte: ilSole24ore), ai quali vanno aggiunte le decine di migliaia dell’indotto.

Guardare avanti. Il consolidamento del Coordinamento Operai Autorganizzati FCA si rafforzerà tanto più combinerà, con l’obiettivo immediato di impedire lo smantellamento delle fabbriche, due movimenti:

– estendere l’intervento negli stabilimenti del gruppo e in quelli dell’indotto per allargare il proprio campo di azione, dalla GKN alla New Holland, dalla Maserati, alla Ferrari e all’Iveco… il campo dei potenziali alleati è vasto;

– legarsi al resto del movimento operaio e popolare che resiste alla crisi, alla miriade di vertenze grandi e piccole che attraversano il nostro paese (vedi l’articolo “Alcune fra le principali vertenze”); confrontandosi da subito sul “percorso comune” da intraprendere, ad esempio, con il comitato dell’ospedale S. Gennaro di Napoli in lotta contro la chiusura e il coordinamento regionale di cui sono parte, con il movimento per l’Acqua Pubblica di Cassino, i collettivi studenteschi che lottano contro la Buona Scuola in ogni città, le organizzazioni popolari come il Comitato Vele di Scampia.

Il P.CARC è in prima fila nel sostenere entrambi i movimenti, mettendo a disposizione contatti e relazioni e alimentando il dibattito e le iniziative comuni, facendo conoscere le attività e le iniziative del Coordinamento in ogni zona in cui siamo presenti, come per l’appello che lanciava la giornata del 23 marzo.

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