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Le indicazioni di voto del Partito dei CARC in Sicilia

Agenzia Stampa - Staffetta Rossa by Agenzia Stampa - Staffetta Rossa
Febbraio 27, 2018
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Usare le elezioni per sostenere e favorire lo sviluppo dell’unica forza realmente in grado di cambiare il corso delle cose e imporre nel paese un nuovo regime politico: la classe operaia organizzata e le masse popolari organizzate.

 

E’ in funzione di questo obiettivo che elaboriamo le indicazioni di voto che seguono in questo comunicato per la regione Sicilia. Questa linea l’abbiamo trattata per esteso su Resistenza n. 1/2018 (“I comunisti e le elezioni”) e n. 2/2018 (in particolare vedi “Una bussola, una rotta e una meta per intervenire da comunisti nelle elezioni borghesi”). Per l’instaurazione di un governo che faccia realmente gli interessi delle masse e godi dell’appoggio della componente più avanzata e meglio organizzata della classe operaia e delle masse popolari, all’interno di questa campagna elettorale bisogna unire ciò che c’è di sano e che invece l’elettoralismo divide. Usare la campagna elettorale come mezzo e non come fine vuol dire dare sostegno e fiducia a quanti, nell’alveo delle forze che si sono proposte anti Larghe Intese, hanno dimostrato e dimostrano di meritare la fiducia delle masse perché hanno utilizzato e utilizzano il loro ruolo di candidati per alimentare la loro organizzazione e mobilitazione. Al contrario, partecipare per ottenere posti in parlamento con l’illusione di poter cambiare le cose dall’interno, è soltanto fantasia. La Sicilia ha visto una campagna elettorale molto accesa e sicuramente viva per quanto riguarda la mobilitazione delle masse popolari. Dalle mobilitazioni per la solidarietà e il sostegno alla “Librineria” e alla squadra Rugby “I Briganti” del quartiere “Librino” di Catania contro l’incendio mafioso appiccato alla loro sede, alle occupazioni di stabili abbandonati da parte dei compagni di “Comunità Resistente La Piazzetta” (che hanno lanciato la piattaforma di Potere al Popolo! a Catania e sono stati la base propulsiva delle mobilitazioni più importanti), fino alla manifestazione antifascista di Palermo, per passare dalle battaglie contro le trivellazioni nella Valle del Simeto. Le tante e varie esperienze sono promosse e/o partecipate da compagni candidati alle elezioni politiche in diversi schieramenti che hanno “messo la faccia” in sostegno alle mobilitazioni delle masse popolari.

 

Il Partito dei CARC chiama a votare in ogni circoscrizione siciliana quei candidati (e di conseguenza la lista, dato che per la legge vigente non è possibile esprimere il voto di preferenza) che danno maggiore affidabilità di applicare forze, relazioni e risorse per:

 

1. promuovere la moltiplicazione del numero di organizzazioni operaie e popolari,

 

2. favorire l’attività delle organizzazioni operaie e popolari come Nuove Autorità Pubbliche che indicano e applicano le misure sia pure parziali e precarie che è possibile mettere in opera a livello locale contro gli effetti della crisi,

 

3. sostenere l’opera delle organizzazioni operaie e popolari per coordinarsi in tutto il paese fino a costituire un proprio governo d’emergenza e farlo ingoiare ai vertici della Repubblica Pontificia.

 

Coerenti quindi con la nostra azione e la linea che indichiamo, è utile votare e dare le seguenti indicazioni di voto:

 

a) alla Camera dei Deputati per la Circoscrizione Sicilia 1, indichiamo il voto alla lista Potere al Popolo!, per aver dimostrato di avere una linea avanzata nel sostegno e nella promozione della mobilitazione antifascista del 24.02 con le forze antifasciste palermitane, per aver dato solidarietà agli arrestati (poi rilasciati) per il pestaggio del fascista di Forza Nuova Massimiliano Ursino e chiamato alla mobilitazione non solo contro i fascisti, ma contro il governo delle Larghe Intese, reale promotore della guerra tra poveri. Riportiamo una parte del comunicato: “Non accettiamo il facile schema degli opposti estremismi tendente a distrarre l’attenzione dai problemi veri, noi combattiamo chi ci Governa imponendo la disoccupazione, la guerra tra poveri e il razzismo, e così facendo lascia che in Italia si insinui il virus del fascismo che , al contrario di come molti pensano, non è morto. Le nostre pratiche antifasciste sono attuate con le armi che ci sono proprie: l’impegno civile e militante di massa, la parità di genere, la cultura, l’antirazzismo, la solidarietà ed anche la piazza. L’antifascismo è resistenza contro le provocazioni terroriste dell’estrema destra. Per tutti questi motivi rilanciamo con forza la manifestazione antifascista già annunciata, e lavoreremo per garantire la più ampia partecipazione possibile, perché Palermo possa urlare con forza il suo No al Fascismo il suo No a formazioni come Forza Nuova e Casapound. Palermo è multietnica e multiculturale Palermo è Antifascista e sabato lo dimostrerà in piazza.”

 

L’apertura senza remore su tali posizioni scalza a sinistra la “dissociazione” che alcuni candidati di Potere al Popolo! in Italia hanno dimostrato verso i tafferugli di piazza nelle manifestazioni antifasciste, che vuol dire sostanzialmente fare da stampella a chi ha finora sdoganato il fascismo;

 

b) alla Camera dei Deputati per la Circoscrizione Sicilia 2, nei collegi di Catania e provincia, chiamiamo a votare per il Partito Comunista di Marco Rizzo (PC) e Potere al Popolo!. La scelta ricade sull’indicazione di due liste che la campagna elettorale tende a contrapporre, mentre nella pratica possono e devono unirsi nel guidare le masse nella lotta contro gli effetti della crisi e per la costruzione di una alternativa politica. Entrambi gli schieramenti hanno al proprio interno, come candidati alla camera, compagni validi e legati alle masse popolari, con un forte sentimento di classe e che si sono spesi nelle lotte territoriali prima e durante la campagna elettorale. Facciamo riferimento a Emanuele Feltri (animatore di Terre di Palike e membro del PC, agricoltore, impegnato nelle lotte per una agricoltura sostenibile e la sovranità alimentare e nell’organizzazione politica e solidale dei piccoli produttori, in prima linea nella lotta contro la devastazione della Valle del Simeto) e Rosano Salvatore (segretario della sezione del PC di Adrano, sempre impegnato nel sostegno alle lotte dei braccianti agricoli); per quanto riguarda Potere al Popolo!, facciamo riferimento a compagni come Pietro Mancuso (detto Piero) e Valeria Castorina, entrambi attivi nelle lotte sociali a Catania, nei quartieri popolari, contro il degrado e la guerra tra poveri che la borghesia alimenta.

 

Per quanto riguarda altri collegi e per il voto al Senato, non abbiamo sufficienti elementi per fare una valutazione e indichiamo quindi di seguire i criteri sopra elencati nella scelta dei candidati e delle liste da votare.

 

A fronte di queste indicazioni qualcuno si chiederà come mai non si preferisce una lista rispetto all’altra. L’aspetto decisivo della tornata elettorale del 4 marzo non è raggiungere la formazione di un governo eletto democraticamente che attui un programma “più a sinistra” rispetto agli altri, perché non è attraverso le elezioni che si conquista il governo del paese. Quindi l’aspetto decisivo del nostro intervento da comunisti nelle elezioni borghesi è promuovere, sostenere e sviluppare la creazione di organizzazioni operaie e popolari, il rafforzamento di quelle esistenti e il loro coordinamento, per farle agire come nuove autorità pubbliche che attuano le misure a favore delle masse popolari (lavoro, diritti, salute, istruzione, sanità) iniziando da quelle previste dalla parte progressista della Costituzione, da sempre violate o eluse, e favorire il legame delle masse popolari organizzate con quei candidati che hanno dimostrato e dimostrano di voler andare in questa direzione.

 

Il 4 marzo le elezioni saranno passate, rimarranno e si aggraveranno la disoccupazione, la precarietà, i morti sul lavoro, lo smantellamento dell’apparato produttivo, il degrado materiale e morale della società, la povertà. Qualsiasi sarà il governo che i vertici della Repubblica Pontificia riusciranno a insediare, la guerra tra bande all’interno dello schieramento borghese, la crisi politica e l’ingovernabilità dall’alto cresceranno. Unire ciò che l’elettoralismo divide vuol dire costruire un fronte anti Larghe Intese che dia, a partire dal 5 marzo, organizzazione, coordinamento e prospettiva alle miriadi di lotte contro gli effetti della crisi in cui è immerso il paese. La sola prospettiva realistica per cambiare il corso delle cose è imporre ai vertici della Repubblica Pontificia il Governo di Blocco Popolare. E’ una via realistica perché non si basa sulle promesse elettorali e non dipende dalle manovre di politicanti, autorità e istituzioni borghesi. È una via possibile perché si basa sulla forza e sulla mobilitazione delle masse popolari. E’ la strada più concreta per la rinascita del movimento comunista cosciente e organizzato che non faccia fede solo agli appelli e ai buoni propositi di costruzione del Socialismo!

 

 

Nella situazione attuale, l’unico “voto utile” è quello che serve:

 

• a sviluppare la mobilitazione e la ribellione, l’organizzazione e il coordinamento, il protagonismo delle masse popolari,

 

• a rendere difficile, se non impossibile, ai poteri forti installare un loro governo e continuare l’opera di rapina delle masse, di devastazione del territorio, di eliminazione dei diritti democratici conquistati con la Resistenza antifascista, di violazione della Costituzione,

 

• a costruire un nuovo sistema di governo fondato sulle masse popolari organizzate!

 

 

Osare sognare, osare lottare, osare vincere!

 

Costruiamo il fronte anti-Larghe Intese!

 

Avanziamo verso il Governo di Blocco Popolare!

 

 

 

Partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza per il Comunismo (CARC)

 

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