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[Siena] La campagna elettorale sull’emergenza sicurezza e la realtà della lotta di classe! La parola agli operai

Agenzia Stampa - Staffetta Rossa by Agenzia Stampa - Staffetta Rossa
Febbraio 25, 2018
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Riportiamo la nota stampa di Gianni Bassani, operaio della Whirlpool di Siena e RSU COBAS: è un’ottima ricostruzione dell’ultimo anno di storia dello stabilimento senese e un appello alla cittadinanza che raccogliamo e rilanciamo.

Siamo nel pieno della campagna elettorale. I partiti delle larghe intese cercano in ogni modo di sviare l’attenzione delle masse popolari dalla realtà della lotta di classe, usando “l’emergenza sicurezza” come specchietto per allodole.

La principale emergenza per le masse popolari (cioè per tutti quelli che per vivere devono lavorare) è quella del lavoro: resistere per difendere e lottare per conquistare un lavoro utile e dignitoso. Questo è il punto su cui si gioca la partita tra mobilitazione rivoluzionaria e mobilitazione reazionaria delle masse popolari.

 

 

***

 

http://www.ilcittadinoonline.it/lettere/whirlpool-forte-incertezza-futuro/

SIENA. Gentile redazione de “Il Cittadino on line”,

sono Gianni BASSANI operaio alla Whirlpool di Siena da quasi venti anni , membro della RSU dello stabilimento per COBAS LAVORO PRIVATO e membro dell’ Esecutivo Provinciale e Nazionale di COBAS LAVORO PRIVATO.

Vi scrivo perchè vorrei mettere al corrente l’ opinione pubblica e le istituzioni sulla situazione di forte incertezza circa il futuro dei lavoratori dell stabilimento di Siena.

Tutti ricorderanno il 5 Dicembre dell’anno scorso dove nello stabilimento di Viale Toselli venne inaugurata la nuova linea produttiva di frigoriferi di alta gamma Iconic Fridge KitchenAid, in grado di produrre fino a 15.000 pezzi e presentata come un fiore all’ occhiello dello stabilimento senese e di tutta la Whirlpool Emea. Furono invitati a quella manifestazione, oltre alle maestranze presenti in quel momento in fabbrica, alle associazioni datoriali, alla stampa e televisioni anche le massime autorità civili, militari e religiose della nostra città e il presidente della regione toscana Enrico Rossi.
L’euforia era tanta e anche pienamente giustificata, poichè le parole rassicuranti dell’amministratore delegato della Whirlpool Emea sullo stabilimento di Siena, la sua eccellenza, il suo ruolo strategico e sulla volontà manifestata da Whirlpool di voler mantenere il sito produttivo, lasciavano intravedere, seppur senza il supporto di nessun piano concreto, una comunque volontà della Whirlpool per risolvere il problema dei bassi volumi dello stabilimento (350.000 pezzi all’anno), che costringono a ricorrere agli ammortizzatori sociali per poter garantire l’occupazione per tutti.
In quella occasione la RSU ebbe modo di avere un incontro con il presidente Rossi, al quale fu manifestata tutta la preoccupazione dei lavoratori circa l’assenza di un qualsiasi piano concreto circa il rilancio dello stabilimento.

Il presidente Rossi ed il suo staff si mostrarono attenti e partecipi a quanto veniva loro detto e si stabilì di monitorare la situazione con la massima attenzione e di coordinare eventuali azioni comuni.
Fin da metà Ottobre 2017 la RSU dello stabilimento di Siena aveva chiesto alla direzione aziendale che venisse presentato un concreto piano industriale, che gettasse le basi per un vero rilancio dello stabilimento e che portasse volumi in tempi certi.

Incominciò a quel punto tutta una serie di rinvii da parte dell’azienda, accompagnate da dichiarazioni verbali nelle quali si narrava di alcune iniziative del managerment del sito di Siena in varie parti del mondo, atte a portare volumi allo stabilimento. Ma mai nessun particolare preciso su queste iniziative.

Nel frattempo anche in altri stabilimenti Italiani del gruppo Whirlpool la tensione cresceva, il tema ricorrente era ed è i bassi volumi e la fine degli ammortizzatori sociali.

La Whirlpool EMEA, dopo aver cercato di rinviarlo in tutti i modi e dopo le fortissime pressioni delle organizzazioni sindacali, decide di convocare a Roma per il giorno 31 Gennaio il coordinamento sindacale delle RSU Italiane del gruppo Whirlpool, con all’ordine del giorno l’esame della situazione Whirlpool in Italia. Era oramai chiaro in maniera inequivocabile che qualunque risposta alle nostre richieste l’avremmo trovata solo in quella sede.

In un clima di tensioni crescenti e di previsioni pessimistiche circa l’esito dell’oramai vicino incontro romano, si arriva al 18 Gennaio 2018 quando viene annunciato alla RSU che l’azienda intendeva procedere ad una serie di test sulla linea BIG per portare in tempi rapidi un incremento della capacità produttiva pari a 8 pezzi ora.

Fin dal dicembre 2017 la RSU su questo argomento aveva manifestato all’azienda tutto il proprio dissenso su una scelta che, fatta in altri momenti, avrebbe avuto un senso, ma in una condizione come quella attuale fatta di bassi volumi e molte ore di ammortizzatori sociali, avrebbe provocato solo altre ore pagate la metà rispetto alla normale retribuzione. Insomma, una scelta a dir poco inopportuna, anche perchè del famoso piano industriale non si vedeva neppure l’ombra.
L’ azienda però non volle sentire ragioni ed annunciò ufficialmente il proprio progetto, provocando così una giusta protesta da parte delle maestranze.

La RSU in perfetta sintonia con i lavoratori proclama lo stato di agitazione e il 22 Gennaio la linea BIG si ferma per 20 minuti con uno sciopero pienamente riuscito.

Quello stesso giorno moltissime lavoratrici e lavoratori di altre linee e reparti dello stabilimento esortano la RSU ad allargare la base e le ragioni dello sciopero, perchè il pericolo che ci sovrasta è ben più grande rispetto ad una ingiusta richiesta di maggiore produttività ed era indispensabile che la delegazione sindacale dello stabilimento andasse all’incontro di Roma con il sostegno consapevole di tutti i lavoratori.

Incomincia così dal giorno dopo una catena di scioperi che prevede fermate di 20 minuti per reparto con il sistema dello sciopero a scacchiera. Gli scioperi, ogni giorno riuscitissimi, continuano fino al giorno 31 gennaio data della riunione nella capitale.

Nello stesso tempo ci furono proteste e scioperi anche negli stabilimenti di Cassinetta (VA) e di Carinaro in provincia di Caserta.

Si arriva così a Roma e da subito si capì che non c’era nulla di buono per lo stabilimento di Siena, così come anche per altri siti produttivi Italiani. Per quanto riguarda Siena non è previsto alcun piano che preveda l’incremento dei volumi, ma riconfermano la strategicità dello stabilimento e promettono di non chiuderlo. Una doccia fredda.

Per far capire meglio, la situazione attuale dello stabilimento è la seguente:

– lo stabilimento conta circa 412 dipendenti di cui 368 operai e 44 impiegati.

– i pezzi prodotti nel 2017 furono 350.000 e lo stesso si prevede per il 2018: assolutamente insufficienti per garantire l’occupazione per tutti senza il sostegno degli ammortizzatori sociali.
Alla fine del 2018 scadrà per lo stabilimento di Siena l’ultimo anno di solidarietà e, a meno di un provvedimento governativo che proroghi l’ammortizzatore sociale, dal 2019 tutti i lavoratori si troveranno privi di questo vitale sostegno economico.

In un contesto che vede turni di 4 ore al giorno con diversi giorni di chiusura dello stabilimento ogni mese e con salari che a volte non raggiungono i 1000 euro, trovarsi con parecchie centinaia di euro in meno sarebbe un colpo insopportabile per molti e non sono poche le coppie, quasi tutte con figli, che lavorano alla Whirlpool di Siena.

L’azienda potrebbe anche aprire procedure di mobilità ed in quel caso le persone coinvolte potrebbero essere parecchie decine. Tutto questo potrebbe accadere se nei prossimi mesi tutto resterà fermo ed immobile.

I lavoratori sono perfettamente consapevoli della posta in gioco, la paura è tanta ma la voglia di lottare è forte.

Occorre mettere la Whirlpool di fronte alle sue responsabilità e indurla a trovare rapidamente risposte credibili per incrementare i volumi, perchè gli ammortizzatori sociali sono un sostegno importantissimo ma non sono la soluzione per garantire l’occupazione.

Sono sicuro che le istituzioni non mancheranno di far sentire il loro attivo sostegno, così come i lavoratori non rinunceranno mai a lottare per difendere il loro posto di lavoro.

Ai cittadini chiedo di non voltare la testa da un’altra parte ma di manifestare sostegno per i lavoratori di viale Toselli, perchè le battaglie si vincono per tutti quando non si è indifferenti.

 

Gianni BASSANI RSU COBAS LAVORO PRIVATO WHIRLPOOL SIENA

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