Il Partito dei CARC – Federazione Campania è con i lavoratori e i membri del comitato NO alla chiusura dell’Ospedale San Gennaro che ieri mattina hanno deciso di occupare la Direzione Generale dell’ospedale contro la chiusura del laboratorio di analisi. Ci uniamo all’appello lanciato dai lavoratori e dal comitato a sostenere le azioni di lotta per il diritto alla salute come il ticket sociale e a costruire partecipazione e protagonismo attorno alla battaglia per l’applicazione dell’articolo 32 della Costituzione.
La lotta contro la chiusura dell’ospedale San Gennaro non è nata ieri. Sono svariati anni che le masse popolari del quartiere si interrogano e sviluppano una lotta per il diritto alla salute, chiedendone l’attuazione. Utenti e lavoratori si sono uniti in questa battaglia comprendendo sempre di più che la difesa di tali diritti non può limitarsi al chiedere al De Luca di turno ma che siano il frutto del protagonismo delle masse popolari del quartiere.
Chiudere ospedali e presidi sanitari, smantellare servizi e ridurre le prestazioni è, oltre che violazione della Costituzione (che sancisce il diritto a cure adeguate per tutti e obbliga lo stato ad aprirli, non a chiuderli), un atto criminale. Questo comitato e questi lavoratori hanno accettato la sfida di dirigere il processo e imporre anche agli elementi avanzati delle amministrazioni, dei sindacati e della società civile di dare forza e forma di legge a quanto le masse popolari del quartiere indicano. Facciamo valere i nostri interessi contro quelli di padroni, affaristi e speculatori, bisogna imporre con la mobilitazione amministrazioni locali di emergenza!
Il San Gennaro è uno dei tanti rivoli che sta confluendo nel fiume della rivoluzione socialista, la rivoluzione che è in corso nel nostro paese nelle lotte e nella costruzione del nuovo potere. La Carovana del (nuovo) PCI lavora in questa direzione e sostiene con tutte le forze questo processo. Nell’anno del Centenario della Rivoluzione d’Ottobre, fare tesoro di quella gloriosa esperienza significa munirsi di una cassetta degli attrezzi che cancelli le tendenze attendiste e disfattiste per spingere le masse popolari del nostro paese a prendere il potere e fare dell’Italia un paese socialista. Tutto quello che abbiamo da perdere sono solo le catene, tutto il potere alle organizzazioni operaie e popolari!
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COMUNICATO SULLA GIORNATA DI OCCUPAZIONE DELLA DIREZIONE SANITARIA, ABBIAMO OTTENUTO L’INCONTRO:
SE LA DIREZIONE SANITARIA E’ INCOMPETENTE E INVECE DI GARANTIRE UN SERVIZIO PUBBLICO CHIUDE I REPARTI DI UN OSPEDALE, CITTADINI E LAVORATORI DEVONO TROVARE LE SOLUZIONI AI PROBLEMI DIVENTANDO DI CONSEGUENZA UNA DIREZIONE SANITARIA POPOLARE. DECIDIAMO NOI SULLE NOSTRE VITE!
Oggi come comitato insieme ai lavoratori abbiamo occupato la direzione sanitaria del Presidio San Gennaro dei Poveri, in quanto avevano chiuso il reparto di Patologia Clinica (laboratorio di analisi) a causa di una “mancanza di personale”. Mancanza venutasi a creare perché un tecnico di laboratorio ha avuto un infarto. La primaria del reparto suddetto ha fatto una richiesta ufficiale alla direzione sanitaria dell’ ASL Na 1 centro per chiudere il reparto “momentaneamente” dichiarando che non esistevano più le condizioni organiche per lavorare, facendo questa richiesta in completa complicità della direzione sanitaria del Presidio Sanitario del San Gennaro. Tutto questo è stato fatto senza considerare che è un servizio importantissimo per il quartiere ma soprattutto senza interpellare i lavoratori e i cittadini che da un anno a questa parte si stanno battendo per trovare soluzioni per garantire il diritto alle cure dei cittadini applicando nella pratica l’artico 32 della costituzione. 
Ricordiamo inoltre che la chiusura del Laboratorio di Analisi creerebbe un disservizio a tutto il territorio della terza municipalità e anche ai suoi quartieri limitrofi ma soprattutto creerebbe le condizioni per il non rispetto del cronoprogramma stabilito con il direttore generale dell’ASL Napoli 1 dott. Forlenza, cronoprogramma che prevede: il rafforzamento di tale laboratorio in supporto alla venuta della SUAP, dell’OSPICE e dell’ Ospedale di Comunità. Quindi ci domandiamo come potranno svilupparsi questi servizi indispensabili al territorio se in realtà chiudono ciò che serve per aprirli? Noi non permetteremo che questa chiusura avvenga e soprattutto ci batteremo per far si che il cronopragramma venga rispettato.
Se chi dirige la sanità vuole smantellarla, i lavoratori, che sono il corpo vivo dell’ospedale, insieme agli utenti, che sono coloro che pagano le conseguenze di queste scelte scellerate, si devono autoproclamare “Direzione Sanitaria popolare” come abbiamo fatto noi oggi, infatti questa mattina il comitato insieme ai lavoratori ha fatto un’assemblea per decidere le azioni da intraprendere per scongiurare la chiusura del reparto ma soprattutto ha trovato le soluzioni per far si che anche in assenza del tecnico di laboratorio il servizio possa essere garantito con continuità.
L’occupazione di oggi è stata una battaglia, sostenuta anche da altri comitati come il comitato “Salviamo il Pellegrini”, il Comitato “Rete del Quartiere Sanità” e dal Comitato “Corso Amedeo di Savoia”, battaglia collettiva per ottenere un incontro con la direzione dell’ASL Na 1 per far  attuare la nostra soluzione.  Incontro ottenuto alle 16.30 (momento in cui abbiamo deciso di smobilitare) che è stato fissato con la direzione per il giorno 4 ottobre alle ore 16.30 presso gli uffici della direzione Sanitaria dell’ASL Na 1, ottenendo anche che fino a quella data il reparto non subirà nessuna chiusura.
Ma anche se abbiamo ottenuto l’incontro continueremo ad effettuare il controllo popolare onde evitare che si verifichino dei colpi di mano attraverso ordini di servizio che porterebbero al trasferimento dei lavoratori.
Oggi è di fondamentale importanza che gli utenti e i lavoratori continuino ad unirsi per decidere collettivamente su come debba funzionare la sanità pubblica e quindi facciamo appello affinché si continuino a formare comitati anche in altri ospedali al fine di costruire una rete che possa sviluppare le proposte per soddisfare le esigenze territoriali, spingendo anche i sindacati (come è avvenuto questa mattina) a prendere posizioni sulle proposte che vengono dal basso.
AVANTI TUTTA ABBIAMO UNA SANITA’  DA RIORGANIZZARE
DECIDIAMO NOI SULLE NOSTRE VITE
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