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[Internazionale] Il popolo catalano occupa le strade e sfida la repressione di Rajoy

Agenzia Stampa - Staffetta Rossa by Agenzia Stampa - Staffetta Rossa
Settembre 20, 2017
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Rilanciamo un articolo che parla dei sommovimenti in atto in Catalonia in vista della consultazione referendaria per l’indipendenza della regione.

***

LA REPRESSIONE SPAGNOLA SI FA DURA: IL POPOLO CATALANO OCCUPA LE STRADE

1 Posted by Circe – 20 settembre 2017 – INTERNAZIONALISMO

Dal momento in cui il Parlamento catalano ha convocato il Referendum, il Governo spagnolo ha incominciato a preparare un’offensiva poliziesca e giudiziaria – in una parola repressiva – per tentare di fermare la celebrazione della consultazione del prossimo 1° ottobre.

Solo 24 ore dopo l’approvazione delle leggi che regolano la convocazione del Referendum, il Tribunale Costituzionale (spagnolo) si è incaricato di sospenderle e la Procura ha avvisato il Governo e i sindaci catalani che qualsiasi atto in favore della consultazione sarà perseguito giudiziariamente; di conseguenza sono stati convocati i capi della polizia catalana e delle polizie municipali per dargli istruzioni su come far rispettare gli ordini della Procura. Inoltre, sono stati inviati più di 4mila agenti della Guardia Civil e della Policia Nacional da tutto lo Stato per iniziare l’offensiva.

Il giorno seguente la convocazione, più di 700 sindaci dei 900 comuni catalani hanno firmato il proprio impegno per mettere a disposizione i locali municipali per il Referendum  A questo link segue una mappa interattiva   . Solamente i sindaci del PSOE (Partito Socialista spagnolo) hanno negato la concessione dei locali, assieme all’unico comune amministrato dal Partido Popular. Nonostante alcune perplessità e reticenze, la sindaca di Barcellona, Ada Colau1 alla fine ha deciso di aiutare la Generalitat2 mettendo a disposizione numerosi locali per le votazioni.

La risposta della Procura spagnola è stata quella di chiamare a dichiarare in qualità di imputati tutti i sindaci che si sono mostrati a favore del Referendum come collaboratori necessari. Bisogna tenere in considerazione che le pene che possono essere richieste arrivano a più di 10 anni di carcere in caso l’accusa fosse di “sedizione”.

In questi ultimi 15 giorni si sono verificate perquisizioni in più di dieci tipografie, con le quali la Guardia Civil cercava cartelli, schede e propaganda elettorale: il risultato è stato il sequestro di più di 1 milione di cartelli di convocazione del Referendum. Ieri 19 settembre è stato il turno di un’impresa di logistica da cui sono state sequestrate più di 40mila lettere che erano dirette alle persone incaricate di stare nei seggi elettorali.

Centinaia di persone concentrate ieri a Terrassa per difendere l’impresa di logistica.

Oggi, invece, è il giorno in cui l’operazione si è fatta più incisiva e grave: la Guardia Civil è entrata in numerose sedi del Governo catalano (Dipartimento delle Finanze, dell’Economia, l’Agenzia Tributaria, degli Affari Esteri, ecc.). Al momento si ha notizia di 42 perquisizioni totali e 16 arresti tra cariche non elettive e alti funzionari di questi Dipartimenti.

Alcune delle sedi Istituzionali catalane perquisite oggi dalla Guardia Civil.

La reazione popolare in occasione di tutte le perquisizioni delle tipografie e nella sede della logistica è stata quella di concentrarsi per protestare. Oggi il popolo catalano sta scendendo in masse nelle strade per tentare di sabotare l’azione poliziesca. Nel frattempo, i sindacati hanno cominciato a parlare della convocazione di uno Sciopero generale.

Tutto è ancora molto fresco ed indefinito e dobbiamo vedere come si svilupperà la situazione, però c’è tutta l’impressione che accadrà qualcosa di veramente grosso.

I seguenti link possono essere utilizzati da chi ha un minimo di conoscenza del catalano o dello spagnolo, o comunque, vuole sforzarsi e cercare di capire. Da parte nostra, continueremo ad aggiornare sulla situazione.

http://www.ccma.cat/324/

http://www.elnacional.cat/es

Aggiornamento 13:30: agenti incappucciati della Policia Nacional stanno circondando la sede della Candidatura d’Unitat Popular (coalizione della sinistra radicale).

Jaume Compte

1 Eletta con la lista Barcelona en Comú, coalizione di Podemos e ICV, vecchio riferimento dei comunisti spagnoli in Catalogna.

2 L’istituzione catalana che raggruppa Parlamento, Governo e Presidente della Comunità Autonoma.

 

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