Comunicato della Segreteria Federale Campania del Partito dei CARC

 

Perquisita di nascosto la casa di due compagni del Partito dei CARC: la lotta contro la repressione rafforza il nuovo potere!

Nella giornata di mercoledì 23 agosto, i compagni del Partito dei CARC, Marco Coppola e Ciro Imperato, rientrati in casa hanno trovato il proprio appartamento nel quartiere Sanità di Napoli, completamente messo a soqquadro. I cassetti erano aperti, con fogli e carte sparsi per le stanze, gli indumenti rovesciati in terra con zaini e sacche vuotati e riversati sui letti. Le porte e le finestre erano regolarmente chiuse a chiave mentre la finestra che dà sulla strada risultava accostata ma non chiusa. Sulle prime i due compagni hanno pensato a un furto ma considerando che nessun oggetto di valore è stato portato via dall’abitazione, l’ipotesi più accreditata è quella di una perquisizione illegale tenuta dalle forze dell’ordine nel tentativo di cercare qualcosa oppure di nascondere qualcosa per fare intercettazioni ambientali.

I due compagni un membro della Segreteria Federale Campania del Partito dei CARC e un membro della sezione di Napoli centro. Per la borghesia non ci sono altre priorità se non quella di irrompere nella casa di due comunisti, neanche quando il governatore De Luca compra e vende voti referendari alla luce del sole o i poteri forti smantellano pezzo dopo le conquiste delle masse popolari (dalla sanità pubblica ai diritti dei lavoratori). Perché i “servitori dello Stato” non vanno nelle case di De Luca, Romeo, Caltagirone e il resto degli speculatori e affaristi del territorio per aprire i loro cassetti, intercettarne le telefonate e chiedere conto dei loro affari per tutelare gli interessi delle masse popolari? Perché nella democrazia borghese è questo il modo di agire.

La democrazia borghese è il sistema in cui il potere politico è riservato ai capitalisti, è la dittatura della borghesia. Non c’è da sorprendersi se le istituzioni, gli organi di controllo, i garanti, i pubblici uffici e tutto l’apparato dello Stato non tutelano gli interessi delle masse popolari.

L’unica forza che può realmente tutelare gli interessi delle masse popolari, è la forza che nasce dall’unione dei comunisti con la classe operaia e con il resto delle masse popolari. Non è un caso che ad essere colpiti dalla repressione siano per primi i comunisti, la nuova classe dirigente che lavora con e per le masse popolari, capace di guidarle a fare cose che spontaneamente non fanno, non farebbero e non hanno tutti gli strumenti per farle: combattere fino a togliere alla borghesia il suo apparato di dominio e oppressione. Questo perché la rivoluzione socialista non è il risultato delle coscienza e dell’organizzazione spontanee delle masse popolari.

La rivoluzione socialista crea e forma la coscienza e l’organizzazione delle masse popolari. Da questo processo i comunisti imparano, sintetizzano, insegnano e diffondono, guidano le masse popolari alla costruzione di una società realmente libera e fondata sul loro protagonismo. Questo fa dei comunisti i peggiori nemici per la borghesia, gli unici capaci di mobilitare le masse popolari a sfruttarne la crisi per distruggerla.

La repressione è ancora principalmente mirata ai comunisti e alle avanguardie di lotta ma si allarga sempre più contro le masse popolari (specie donne, giovani, diseredati, omosessuali e immigrati). Essa si allarga e assieme ad essa si allargano anche la resistenza alla repressione, la lotta contro la repressione e la solidarietà tra le masse popolari. Tutte le politiche e le misure che la borghesia attua per reprime le masse popolari sono armi a doppio taglio. La repressione e la lotta contro la repressione suscitano solidarietà e introducono alla lotta politica, finendo per rafforzare i comunisti, i comitati di lotta e le organizzazioni operaie e popolari.

Da più di 30 anni le autorità italiane si accaniscono contro il Partito dei CARC e la Carovana del nuovo Partito Comunista Italiano con ripetuti procedimenti giudiziari basati addirittura sull’accusa di terrorismo: l’accusa classica con cui la borghesia cerca di infangare i propri nemici e giustificare la violazione ogni legge e limite. Da tutte queste accuse, per cui il fatto non sussiste, le due organizzazioni ne sono uscite rafforzate sul piano della propaganda e del legame con le masse popolari che le hanno sostenute. Ancora oggi i procedimenti contro compagni della Carovana sono numerosi e vale il principio di capovolgere l’accusa e trasformarsi da accusati in accusatori e spostare sul piano politico quello che la borghesia vorrebbe tenere sul terreno della finta giustizia giudiziaria.

I comunisti, le avanguardie di lotta, le masse popolari e il proletariato non hanno permessi da chiedere né leggi da rispettare ma solo catene da spezzare e per farlo l’insubordinazione, la ribellione e l’organizzazione estesa del dissenso devono farsi nuovo potere, nuovo governo dei territori e dell’intero paese. Questo è quello che spaventa realmente la Borghesia Imperialista e le sue autorità, questo quello che come Partito dei CARC e come Carovana del Nuovo Partito Comunista Italiano diciamo a tutti i compagni e agli elementi avanzati delle masse popolari che valorosamente lottano contro gli effetti più gravi della crisi.

Per tale motivo chiamiamo alla solidarietà e alla mobilitazione le organizzazioni operaie e popolari del quartiere Sanità, e tutti gli organismi operai e popolari della città di Napoli. Se il nemico ci attacca, vuol dire che stiamo lavorando nella giusta direzione. Non un passo indietro, quindi, la lotta contro la repressione, la resistenza alla repressione e la solidarietà con gli organismi e i singoli colpiti dalla repressione sono componenti indispensabili del movimento per fare dell’Italia un nuovo paese socialista!

La Segreteria Federale del Partito dei CARC

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