La Festa Nazionale della Riscossa Popolare (11/15 Agosto, Massa – Parco della Comasca)

presenta

Lunedì 14 agosto – ore 10:30

 

L’arte della guerra – La tendenza alla guerra a partire dalla mobilitazione contro l’ampliamento della base militare USA di Camp Derby

La guerra, diceva Sunzi, è di somma importanza per lo Stato e decide la sorte delle nazioni. Ai tempi di Sun Tzu non esisteva il capitale finanziario, oggi potremmo dire che la guerra non è solo vitale per i paesi imperialistici ma per i loro interessi economici, per il controllo delle risorse, per decidere il flusso dei capitali, controllare i corridoi, sperimentare tecnologie che dal militare possono passare al civile.

E’ proprio la fine della netta separazione tra civile e militare a determinare un deciso salto di qualità nelle strategie imperialiste, del resto il Libro bianco della difesa va proprio in questa direzione.

E’ superfluo ricordare che la posta elettronica e la rete siano stati concepiti per fini militari per poi diventare uno strumento indispensabile a usi civili e commerciali.

Sempre Sunzi diceva che il saccheggio delle risorse del nemico era di fondamentale importanza per dividerle tra gli alleati, basti pensare al saccheggio operato nel Medio Oriente dei giacimenti petroliferi destinandoli alle solite compagnie a capo delle quali spesso troviamo managers con un passato, o un futuro, politico nella veste di ministri e di consulenti.

L’intreccio tra pace e guerra è di fondamentale importanza per capire anche la tendenza alla guerra intrinseca al capitalismo.

Il tavolo del 14 Agosto, alla festa nazionale della Riscossa Popolare del P.CARC di Massa è dedicato alla guerra e alla militarizzazione del territorio.

Il nostro obiettivo è mettere in stretta relazione comitati locali che operano contro la militarizzazione del territorio e per contrastare i continui attacchi alla Costituzione e al ripudio della guerra sancito dall’articolo 11.

Da un quarto di secolo l’Italia è presente in vari scenari bellici, il nuovo modello di difesa è servito a tale scopo ed ha rafforzato non solo le servitu’ militari ma anche il ruolo nevralgico del militare nella nostra società.

E’ ormai assodato che la sovranità del nostro paese è fortemente limitata dal fatto che la Nato possa decidere a suo piacimento la dislocazione di armi di distruzione di massa in paesi che non possono neppure rivendicare il diritto a conoscere e rifiutare la presenza delle stesse sul territorio nazionale. Rinviamo a vari interventi di Manlio Dinucci, non ultimo quello sul Il Manifesto dello scorso 21 Luglio.

Ci sembra fuorviante contrapporre alla denuncia costante della militarizzazione dei territori l’idea che si debba privilegiare invece la lotta contro la BCE e la Troika, la contrapposizione alla Nato e ai nuovi sistemi di difesa comportano anche la necessità di contrastare l’Europa del capitale e le sue politiche economiche e finanziarie che hanno messo in ginocchio le classi lavoratrici di alcuni paesi.

In Grecia settori di classe stanno contrastando la svendita del loro territorio e insieme contrastano la occupazione sistematica dei porti a fini militari da parte della Nato come sono attenti anche a contrastare la tendenza delle forze armate a sfruttare a loro vantaggio della crisi che attraversa la Turchia e l’area attraversata dai corridoi.

Il tavolo intende, a partire dalla relazione introduttiva, approfondire alcune questioni aprendo un dibattito il cui fine è quello di costruire un movimento contro la guerra e la militarizzazione dei territori.

Nello specifico:

  1. il libro bianco della difesa,

  1. l’aumento delle spese militari e la illusione che la crisi italiana possa essere superata da una sorta di neokeynesismo di guerra o barattando la perdita di sovranità nazionale con aiuti economici,

  1. il pericolo derivante dalla militarizzazione del territorio come dimostrato dalla Legge Minniti che riguarda sia i migranti che la costruzione di dispositivi e sistemi di controllo repressivi,

  1. il caso della campagna in via di costruzione tra Pisa e Livorno contro la costruzione di una ferrovia che permetterà alla base di Camp Derby il trasporto di armi verso l’aeroporto militare.

Il tavolo vuole mettere in stretta relazione comitati, campagne e realtà che individuano nella militarizzazione un pericolo per le masse popolari.

Auspichiamo la più ampia partecipazione possibile partendo dalle istanze locali e da quanti si stanno organizzando sui territori.

Per info:

FB: Riscossa Popolare Marina di Massa

carc@riseup.net

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