Il “Comitato contro la chiusura dell’ospedale San Gennaro” insieme al “Comitato Salviamo il Pellegrini” ha bloccato la cassa ticket dell’ospedale del rione Sanità a Napoli per protestare contro il costo elevato dei ticket sempre più inaccessibili alla popolazione, contro la mancata attuazione del cronoprogramma stabilito nell’incontro del 2 novembre con la Regione e contro il rifiuto di ascoltare le proposte del Comitato e dei lavoratori della struttura per riqualificare l’ospedale in base alle esigenze territoriali. Quello organizzato il 19 giugno è stato uno sciopero alla rovescia in cui i lavoratori hanno offerto gratuitamente il servizio alle masse popolari di tutto il quartiere, mentre il Comitato ha bloccato la cassa ticket. La sanità è un diritto e i diritti non si pagano.

In tutto questo la dirigenza aziendale è intervenuta solo per denunciare “l’interruzione di pubblico servizio” e non per ascoltare le istanze che Comitato e lavoratori hanno esposto. I lavoratori dell’ospedale hanno sostenuto la lotta continuando ad offrire comunque il servizio gratuitamente. La risposta dell’azienda ospedaliera è stata quella della repressione. Sono state inviate sul posto le forze dell’ordine che hanno denunciato tutti i presenti per interruzione di pubblico servizio. Parole d’ordine dello sciopero alla rovescia sono quindi state le seguenti: «il servizio ospedaliero non lo abbiamo bloccato noi, ma i vertici nazionali, regionali e aziendali con tagli, vuoti dirigenziali, chiusure di reparti e di interi ospedali, ritardi nell’apertura di altri ospedali, ruberie e privatizzazioni varie e soprattutto bloccando l’accesso al servizio pubblico attraverso i ticket che hanno aumentato la quantità di persone che non si curano perché non possono permetterselo».

Quella dell’occupazione dell’ospedale San Gennaro è un esempio emblematico della contraddizione tra le classi al tempo della fase acuta e terminale della crisi generale del capitalismo. Un esempio che mostra come lo scontro e il NO delle masse popolari alla dismissione di tutti i diritti che si sono conquistate nel secolo scorso, via via si fa proposta, alternativa politica, nuova autorità; dall’altro la risposta della borghesia diventa sempre più repressiva e ipocrita. Il Comitato e i lavoratori del San Gennaro hanno elaborato piani e progetti che ridarebbero l’ospedale al quartiere e alle masse popolari della città di Napoli, dall’altra parte si finge di non ascoltare perché il vero obiettivo è quello di favorire investimenti privati nella sanità e alimentare, con la chiusura di vari ospedali cittadini, un mostro di speculazione come l’Ospedale del Mare, inaugurato dal Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca.

La repressione è lo specchio della difficoltà della borghesia a gestire questo livello delle mobilitazioni. La qualità della lotta di classe sta avanzando e con essa avanzano anche le nuove sfide davanti alle quali misurarsi per cominciare a fare a meno dei padroni, rompere con la delega e sviluppare partecipazione, protagonismo e organizzazione. La lotta per l’attuazione della parti democratiche della Costituzione è l’ambito che ha sviluppato in avanti questo processo, che rappresenta un esempio da seguire ovunque in tutto il paese.

In questo video, l’intervento di una delle attiviste del Comitato San Gennaro:

https://www.facebook.com/NO-alla-chiusura-dellOspedale-San-Gennaro-294249877641064/

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Comunicato del 19 giugno del Comitato San Gennaro

SBLOCCHIAMO INSIEME LA COSTITUZIONE E LOTTIAMO UNITI CONTRO LA REPRESSIONE

Stamattina il Comitato contro la chiusura dell’Ospedale San Gennaro insieme al Comitato Salviamo il Pellegrini hanno bloccato la cassa ticket dell’Ospedale San Gennaro per protestare, da un lato contro la mancata attuazione del cronoprogramma stabilito nell’incontro del 2 novembre tra Comitato e Regione Campania e contro il rifiuto di ascoltare le proposte del Comitato e dei Lavoratori della struttura per riqualificare l’ospedale in base alle esigenze territoriali, dall’altro lato contro il costo elevato dei ticket sempre più inaccessibili alla popolazione. Il tutto nella totale assenza della dirigenza ospedaliera e aziendale che è intervenuta solo per denunciare “l’ interruzione di pubblico servizio” e non per ascoltare le istanze degli abitanti del quartiere Sanità e dei lavoratori. I lavoratori dell’ospedale hanno sostenuto la nostra lotta continuando ad offrire il servizio gratuitamente! Il servizio ospedaliero non lo abbiamo bloccato noi oggi, ma i vertici nazionali, regionali e aziendali con tagli, vuoti dirigenziali, chiusure di reparti e di interi ospedali, ritardi nell’apertura di altri ospedali, ruberie e privatizzazioni varie e soprattutto bloccando l’accesso al servizio pubblico attraverso i ticket che hanno aumentato la quantità (dati alla mano) di persone che non si curano perché non possono permetterselo. Noi in realtà con l’azione di oggi e con le visite gratuite abbiamo sbloccato il sistema. Loro come al solito denunce e morti li scaricano sulla popolazione.

LA SALUTE NON è UNA MERCE! E’ UN DIRITTO COSTITUZIONALE!

Che posizione prendono quelle istituzioni come il sindaco De Magistris, l’assessore Lucarelli e i vari consiglieri che hanno dichiarato che Napoli è la città dell’attuazione della costituzione? Che posizione prendono i vari Paolo Maddalena (vicepresidente emerito della corte costituzionale) che sta promuovendo ovunque il messaggio che l’applicazione debba avvenire attraverso la lotta e l’organizzazione dei cittadini? che posizione prendono i sindacati come la CGIL che dichiarano di voler tutelare la costituzione ma nei fatti non hanno mai dichiarato un’ora di sciopero contro la devastazione del sistema sanitario? Che posizione prende il presidente di municipalità Ivo Poggiani che dichiara di essere dalla parte del Comitato e delle proposte che esso porta?

Oggi servono fatti concreti e prese di posizioni nette, perché stiamo parlando della vita delle persone.

LA REPRESSIONE NON FERMERA’ LA NOSTRA LOTTA E LA PROPOSTA DI UNA SANITA’ PUBBLICA GRATUITA E DEMOCRATICA!

PER QUESTO IL GIORNO 20 GIUGNO ALLE ORE 17 PRESSO L’OSPEDALE SAN GENNARO TERREMO UNA CONFERENZA STAMPA PUBBLICA PER DENUNCIARE QUANTO E’ ACCADUTO E QUANTO STA ACCADENDO IN CAMPANIA. E RICORDIAMO A TUTTI CHE GIOVEDI’ 22 TEERREMO ALLE 17.00 UN’ASSEMBLEA PUBBLICA A PIAZZA SAN VINCENZO NEL QUARTIERE SANITA’.

Articolo 32: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”.

 

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