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[Napoli] Rompere con il decreto Minniti si può

Agenzia Stampa - Staffetta Rossa by Agenzia Stampa - Staffetta Rossa
Maggio 15, 2017
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Il Decreto Minniti-Orlando è oggetto di ampia discussione dal mese di Marzo all’interno dei movimenti di lotta. Alcuni suoi effetti non si sono fatti attendere: daspo urbani, fogli di via, obblighi di firme, fermi preventivi, controlli a tappeto, rastrellamenti a Milano e Roma contro gli immigrati ecc. Se da un lato questo decreto è in linea con le politiche dei governi delle larghe intese per colpire i movimenti di lotta e le fasce più deboli delle masse popolari, dall’altro però è anche uno strumento che non trova appoggio incondizionato. Un esempio è la città di Napoli. Nell’articolo riportato, De Magistris si oppone all’attuazione del decreto Minniti in quanto, nella sua applicazione, deve essere “costituzionalmente orientato”. L’attuazione del decreto Minniti non è semplice da parte del governo centrale e del Ministero degli Interni (e tutte le istituzioni e enti ad esso connessi) se si ritrova contro amministrazioni che mettono al centro i princìpi di attuazione della Costituzione. E’ sempre più chiaro che per svincolarsi e rompere con la mobilitazione reazionaria e le misure di restringimento delle libertà democratiche nel nostro paese è necessario avanzare nella costruzione di Amministrazioni Locali di Emergenza. Amministrazioni che si oppongono al governo centrale mettendo al centro gli interessi delle masse popolari, che sono sostenute dalle organizzazioni operaie e popolari, che attuano in antitesi alle misure del governo centrale quelle politiche e quelle misure concrete che vanno nella direzione di applicare le parti progressiste e democratiche della Costituzione. Amministrazioni che valorizzano le lotte di resistenza delle masse popolari e della classe operaia, ma che le rilanciano sul piano politico: rivendicare contro sindaci e istituzioni oppure prendere in mano la gestione dei terrori con l’obiettivo di costruire una nuova governabilità che rompa con quella attuale, espressione della borghesia imperialista e del suo clero. Napoli in questo processo è capofila.

***

Daspo ai venditori ambulanti. De Magistris contro i suoi vigili

La polizia municipale presenta il primo invito all’allontanamento a un venditore ambulante abusivo, nel rispetto della legge Minniti; la Giunta comunale diffonde la notizia con enfasi scatenando l’ira di una consigliera di maggioranza che s’inalbera e chiede al sindaco di impedire ai vigili l’applicazione della legge; il sindaco scende personalmente in campo e spiega che quella sanzione «è un nonsenso» e che provvederà personalmente a regolarizzare la posizione dell’ambulante multato concedendogli un permesso ufficiale. Nel frattempo, però, quello stesso ambulante sarebbe già stato pescato la seconda volta nello stesso luogo nel giro di 48 ore. Secondo la legge Minniti la sua posizione andrebbe comunicata al Questore che dovrebbe far partire il decreto di allontanamento definitivo, il Daspo. La polemica per la sanzione al fioraio è un paradossale miscuglio di caos organizzato e proteste disorganizzate.

Tutto ruota attorno alla legge Minniti che il sindaco di Napoli fin da quando era un semplice decreto ha mostrato di non gradire. Per adesso è applicabile solo a porti, stazioni, aeroporti per questioni di sicurezza: gli abusivi che frequentano quei luoghi vanno allontanati, se vengono ripescati nello stesso posto nel giro di 48 ore, scatta la segnalazione alla questura che emette il provvedimento di allontanamento forzato, il Daspo. Quella legge chiede ai sindaci di segnalare, tramite ordinanze, luoghi delle rispettive città ai quali allargare l’intervento della legge. Per adesso de Magistris non ha ancora scritto l’ordinanza ma ha promesso ieri che sarà «Rivoluzionaria e creativa».

Nel frattempo al centro della polemica si trova la polizia municipale di Napoli che potrà avere un milione di difetti ma che, in questa specifica occasione, ha fatto esclusivamente il proprio dovere. È proprio ai vigili che il sindaco De Magistris ieri, giorno successivo alla sfuriata della sua consigliera de Majo, ha lanciato messaggi nemmeno tanto velati: «La legge Minniti l’abbiamo criticata, non ne condividiamo certi contenuti. Quella legge identifica il male nelle persone mentre il vero problema è il degrado, quello va combattuto, non le persone».

Poi il sindaco si rivolge direttamente ai vigili che hanno comminato la prima sanzione, lo fa coinvolgendo tutte le forze dell’ordina, dai carabinieri alla polizia, dalla Guardia di Finanza alla polizia municipale: «Le leggi vanno interpretate, anche chi le esegue deve interpretarle, deve farlo in maniera costituzionalmente orientata, adeguata, ci sono aspetti in cui si può intervenire in un modo invece che in un altro. Insomma – e qui il messaggio viene rivolto direttamente ai vigili – se volete la mia opinione personale il “predaspo” a un fioraio mi sembra un nonsenso».

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