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[Internazionale] Attentato in Russia: differenza tra paesi capitalisti emergenti, gruppi imperialisti e ruolo dei comunisti

Agenzia Stampa - Staffetta Rossa by Agenzia Stampa - Staffetta Rossa
Aprile 13, 2017
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Come spesso può sembrare o ci fanno sembrare la guerra che dilaga nel mondo non è nata dalla cattiva volontà o dai calcoli sbagliati di uno o dell’altro dei membri della comunità internazionale dei gruppi imperialisti europei, americani e sionisti né come effetto della cattiva volontà dell’uno o dell’altro dei criminali che sono a capo dei governi dei loro paesi. Quindi non finirà nemmeno se capitasse che tra di essi un qualche illuminato o compassionevole personaggio prende l’iniziativa di farla finire. La guerra è un parto necessario della crisi generale del capitalismo e non è possibile porre fine alla guerra senza rovesciare il sistema capitalista almeno in alcuni dei maggiori paesi imperialisti, cioè senza un salto della rivoluzione socialista nei paesi imperialisti, senza che almeno uno dei grandi paesi imperialisti rompa le catene della comunità internazionale e in questo modo apra la via e mostri la strada anche alle masse popolari degli altri paesi. In questo si sostanzia anche la forma principale di solidarietà che possiamo e dobbiamo, da comunisti, riservare verso i popoli dei paesi oppressi dall’imperialismo.

La dinamica economica che si muove in questi paesi in questa fase è quella che vede l’economia capitalista svilupparsi al servizio della Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti europei, americani e sionisti, come pezza e rimedio parziale e precario alla sovrapproduzione assoluta di capitale in cui quei gruppi imperialisti sono impigliati. Si sviluppa formando in ogni paese un nuovo strato di ricchi (capitalisti, dirigenti, professionisti, funzionari, impiegati, trafficanti, ecc.) e rendendo impossibile la vita a una parte crescente di contadini e la parte oppressa della popolazione.

Nel quadro della lotta tra i gruppi imperialisti del Vaticano, europei, americani e sionisti, la Russia, insieme alla Cina e alle economie emergenti, ricopre un ruolo importante in termini di ingovernabilità a livello internazionale. Lo scontro tra comunità internazionale e la Federazione Russa e la Cina si aggiunge allo scontro tra i gruppi imperialisti USA e i gruppi imperialisti franco-tedeschi. Questo il motivo generale in cui si inquadra il ruolo e i fatti che stanno coinvolgendo la Federazione Russa negli ultimi tempi e il rapporto di contrasto e ammiccamenti che a periodo alterni i vari gruppi imperialisti fanno verso questo paese.  In questo senso è molto utile l’articolo che viene pubblicato a seguito di questo pezzo tratto da www.lantidiplomatico.it a firma di Danilo Della Valle.

Noi sappiamo che né la Cina, né la Russia, né i paesi emergenti sono un’alternativa di qualche prospettiva alla Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti europei, americani e sionisti. Essi non possono cambiare il corso delle cose. Solo il movimento comunista, la sua rinascita e la nuova ondata della rivoluzione proletaria può condurre l’umanità su una strada diversa da quella impressa dalla CI.

Rilanciamo l’articolo scritto da Danilo Della Valle su www.lantidiplmatico.it il 03.04.2017.

 

***

 

Tutto quello che devi sapere sull’attentato a San Pietroburgo

Russia colpita al cuore.  Colpita nella città natale del Presidente Putin, quella San Pietroburgo che proprio oggi stava per ospitare un incontro tra Putin ed il Presidente della Bielorussia, Alexander Lukashenko, durante il quale i due capi di Stato avrebbero parlato del mercato comune e dell’Unione Doganale Eurasiatica. Verso le 14.40, una forte esplosione si è udita nella metropolitana di San Pietroburgo nel tratto tra le stazioni dell’Istituto di Tecnologia e “Sennaya Ploschad”.  L’esplosione, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe avvenuta mentre il treno viaggiava in galleria, quando il convoglio è uscito dal tunnel il fumo ha invaso la stazione sotterranea, accalcati sulla banchina c’erano i pendolari che hanno visto il groviglio di lamiere ed i lamenti dei feriti. Per ora si parla di 10 morti ed almeno 25 feriti, secondo le autorità cittadine, ma il bilancio potrebbe salire nelle prossime ore. Secondo i servizi speciali si sarebbe trattato di un ordigno di 200-300 grammi di polvere da sparo potenziato con l’aggiunta di schegge di ferro e chiodi, per mietere più vittime. Inoltre, secondo il quotidiano Fontanka, le forze di sicurezza avrebbero trovato un altro ordigno inesploso nei pressi di Piazza della Rivoluzione, precisamente nella stazione metro Ploshchad Vosstania. Nessuna rivendicazione è stata ancora fatta, anche se sembra chiaro si tratti di un attentato terroristico. Le autorità per ora non escludono nulla, lo stesso Presidente Putin ha dichiarato di “esser attento all’evolversi della situazione senza escludere nulla, terrorismo compreso”.

Una cosa certa è che, stando alle prime ricostruzioni della polizia, l’azione non è stata portata a compimento da un kamikaze ma da una persona che dopo aver posizionato la valigetta in treno è andato via. Molto più diretto e sicuro è stato Franz Klintsevich del Comitato del Consiglio della Federazione per la Difesa, che ha dichiarato a RiaNovosti che si tratta di una sfida lanciata dal terrorismo nei confronti della Russia che è vista come nemico numero 1 dai militanti terroristi.  Secondo Klintsevich a “questa sfida lanciataci dal terrorismo sarà data la più dura delle risposte”. D’altronde San Pietroburgo era stata già sotto i riflettori dei servizi di sicurezza russa che nell’Agosto 2016, durante una operazione anti terrorismo avevano ucciso, dopo un conflitto a fuoco, quattro militanti di una cellula islamista del Caucaso del Nord che erano pronti a compiere attentati nella ex Leningrado. 

Sempre nella giornata di oggi, inoltre, un attacco jhiadista è stato portato a termine nei confronti della Russia: a Damasco infatti sono stati esplosi almeno 20 colpi di artiglieri all’indirizzo dell’ambasciata Russa in Siria, fortunatamente sembra senza causare vittime o feriti.

Il dato certo è che oggi la Russia si può considerare il nemico principale del terrorismo internazionale. Probabilmente per il suo ruolo nella difesa del governo Assad che ha dato fastidio non solo ai terroristi stessi ma anche a molti governi occidentali e medio orientali.

 

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