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[Val Susa] Arrivano le condanne: giù le mani da Nicoletta Dosio e dai NO TAV

Agenzia Stampa - Staffetta Rossa by Agenzia Stampa - Staffetta Rossa
Marzo 28, 2017
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Abbiamo appena appreso che Nicoletta Dosio e altri militanti NO TAV sono stati condannati a due anni di carcere. Si tratta dell’ennesima pesantissima condanna tesa a intimidire chi in Italia rappresenta un’avanguardia assoluta di lotta e di costruzione di un’alternativa concreta, popolare e dal basso rispetto allo stato decadente e desolante in cui ci relegano i poteri forti e i gruppi imperialisti, vere e proprie forze occupanti del nostro paese. La stretta repressiva che il decreto Minniti e la giustizia borghese stanno sviluppando, insieme all’accentramento di potere progressivo che viene portato avanti dallo stato centrale, ci danno la misura di una mobilitazione reazionaria che avanza, a fronte anche degli sviluppi della lotta di classe diffusa nei vari territori del nostro paese. La forza per sovvertire questo stato di cose presenti ce l’hanno solo le masse popolare e la classe operaia, sono loro che facendo valere la loro forza manderanno a casa i padroni con i loro governi, governicchi e i nuovi podestà, spazzandoli via dalla storia dell’umanità.

Non un passo indietro, quindi, solidarietà incondizionata per i compagni condannati. Oggi si apre una battaglia, una nuova tappa verso la conquista di una Val Susa libera da ogni sopruso, speculazione, prigione e angheria dei potenti. Una battaglia per la quale i compagni e attivisti NO TAV non sono soli e per la quale bisogna esprimere senza se e senza ma la piena solidarietà a fronte di un sistema repressivo che mostra i muscoli. Noi sappiamo bene che quando il nemico ti attacca vuol dire che stai colpendo là dove gli fa più male. La manifestazione che si terrà il 7 maggio in Val Susa è l’occasione per rispondere in modo unitario alla persecuzione del Movimento NO TAV e per proseguire la lotta per l’attuazione delle parti democratiche della Costituzione. Avanti compagni dei NO TAV si parte e si torna insieme, sempre. Il Partito dei CARC esprime la massima solidarietà e complicità con i compagni e le compagne.

A seguire l’articolo pubblicato su www.notav.info il 10 marzo 2017.

***

No Tav, Rinaudo chiede 40 anni di carcere per un blocco autostradale

Continua la vendetta della procura torinese guidata dai p.m con l’elmetto contro i No Tav.

Ieri mattina il pubblico ministero Rinaudo ha chiesto maxi condanne ai 12 imputati del procedimento sull’iniziativa “Oggi paga Monti”, con pene detentive che variano dai 3 ai 4 anni a testa, per un totale di circa 40 anni, per un blocco autostradale risalente al 2012 e durato circa 20 minuti.

Ricordiamo bene l’iniziativa. A seguito di una partecipatissima assemblea in piazza del mercato a Bussoleno si decise di dividersi in due gruppi: uno si mosse in corteo a Bussoleno, un altro si diresse ad Avigliana per contestare le dichiarazioni provocatorie dell’allora premier Monti e liberare i caselli di una delle autostrade più care d’Italia, la Torino Bardonecchia, che dal lunedì della stessa settimana fino al giovedì era già stata occupata in maniera permanente dal movimento.
Erano giorni di intensa mobilitazione: Luca pochi giorni prima era stato fatto cadere dal traliccio e lottava tra la vita e morte. Le mobilitazioni coinvolsero migliaia di persone in tutta la valle, scontri ed occupazioni si susseguivano per lanciare al paese intero un messaggio di determinazione contro il sistema del Tav e le forze dell’ordine che con violenza continuavano ad imporre la loro presenza.

In questo procedimento, in cui sono state analizzate le condotte di circa 12 attivisti No Tav, la società concessionaria dell’autostrada A32 la Sitaf (da sempre parte attiva nei lavori per la Torino-Lione), si è costituita parte civile chiedendo nella giornata di ieri un risarcimento di 25.ooo euro per mancati pedaggi, poiché secondo loro le mobilitazioni del Movimento No Tav avrebbero fatto crollare in quei giorni il “turismo” in Val di Susa.

Inutile dire come Sitaf ancora oggi faccia affari con Telt per la costruzione del tunnel e quanto sia ridicolo che chieda i danni ai  No Tav, quando sappiamo benissimo che il vero nemico del turismo in Val di Susa sia il cantiere devastatore e la militarizzazione del territorio.

Di questo processo non dimenticheremo le dichiarazioni imbarazzanti di alcuni funzionari della questura torinese, i riconoscimenti sbagliati e suggeriti, il tentativo di ricondurre un clima nella realtà disteso ad una dimensione di pericolo e violenza.

Non dimenticheremo, soprattutto, come secondo la polizia  la caduta di Luca dal traliccio sia stato un evento “romanzato” dal movimento No Tav,  trattandosi semplicemente di un gesto sconsiderato da parte dell’attivista (il poliziotto rocciatore, sempre secondo loro, non seguiva Luca mettendolo in pericolo, ma lo voleva solamente invitare a scendere).
Non riusciranno a riscrivere la storia, granitica nei nostri cuori e impressa per sempre sui sentieri delle nostre montagne.
La sentenza sarà letta il 28 marzo alle ore 9 in tribunale.

Solidarietà a tutti gli imputati!

Libertà per tutti i No Tav!

 

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