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[Italia] Che cosa bolle in pentola?

Agenzia Stampa - Staffetta Rossa by Agenzia Stampa - Staffetta Rossa
Marzo 10, 2017
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E’ in preparazione un nuovo attacco repressivo contro il Partito dei CARC e la Carovana del (n)PCI?

La vigilanza democratica è applicazione delle parti progressiste della Costituzione!

 

Il 26 febbraio e nei giorni successivi sono stati pubblicati con gran clamore una serie di articoli su diverse testate nazionali sul sito “Caccia allo sbirro” del (n)PCI, sito in cui vengono resi noti volti e nomi di agenti delle forze dell’ordine che perpetrano abusi contro le masse popolari, al fine di smascherarli e di contrastare cosi la loro opera criminale e l’impunità che sistematicamente li protegge e tutela. 

Negli articoli veniva resa nota la Circolare del 7 febbraio 2017 del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria del Ministero della Giustizia che dava l’allerta sull’esistenza del sito e emanava la direttiva agli agenti delle forze dell’ordine di non pubblicare loro foto sui social (Facebook, Twitter, ecc.) per evitare di facilitare l’opera di schedatura da parte dei gestori di “Caccia allo sbirro”.

Il sito è stato messo online dal (n)PCI nel 2009. Il tentativo di oscurarlo fu immediato e anche quello di “fare terra bruciata” intorno al (n)PCI: un compagno del P.CARC, due compagni dell’Associazione Solidarietà Proletaria e uno del Sindacato Lavoratori in Lotta-per il sindacato di classe vennero resi oggetto di perquisizioni, indagati dal 2009 dalla Procura di Bologna (il Pubblico Minstero era Morena Plazzi), processati per violazione delle privacy e istigazione a delinquere e, dopo tanto clamore mediatico e soldi pubblici spesi, assolti dal Tribunale di Bologna nel 2013 (http://www.nuovopci.it/voce/comunicati/com2013/com.13.02.17.htm). Da allora il sito ha continuato ad esistere e a proseguire la sua attività.  

La Circolare del 7 febbraio, a cui fanno eco gli articoli, parla invece come se il sito fosse stato appena creato o come se fosse stato appena scoperto, lanciando l’allarme e ri-accendendo su di esso i riflettori. Qui “gatta ci cova”, come si suol dire. E’ forse in corso la preparazione di un nuovo attacco repressivo contro il P.CARC e la Carovana del (n)PCI?

Anche nel 2009 le perquisizioni e l’incriminazione dei compagni poi processati per il sito vennero anticipate da articoli stampa “sensazionali” che servivano al governo e agli apparati repressivi per creare il terreno nell’opinione pubblica per l’attacco repressivo che poi hanno sferrato. Così è stato sistematicamente negli otto procedimenti giudiziari per “associazione sovversiva” (art. 270 bis del codice di procedura penale) orchestrati dalle Autorità della Repubblica Pontificia contro la Carovana del (n)PCI dagli anni ’80 in poi, tutti finiti, dopo gran clamore mediatico, perquisizioni, sequestro di materiale e in alcuni casi anche arresti preventivi, con “non luogo a procedere” e “assoluzioni”.

Conosciamo bene quindi il “giochetto” e denunciamo pubblicamente la macchinazione in corso. Ribadiamo inoltre la totale condivisione da parte del P.CARC dell’azione svolta dal (n)PCI con il sito “Caccia allo sbirro”: la vigilanza democratica contro gli abusi e l’impunità è una forma concreta di applicazione delle parti progressiste della Costituzione frutto della Resistenza Partigiana, della difesa e della pratica dei diritti e delle conquiste democratiche sancite dalla Costituzione antifascista. Il segreto (dei volti, dei nomi, dei reparti di appartenenza) alimenta l’abuso perché permette soprusi e impunità. Il nostro paese è segnato da una scia di sangue di ragazzi e proletari seviziati e uccisi delle forze dell’ordine, morti su cui non è stata fatta giustizia (Cucchi, Aldovrandi, Uva, Giuliani e tutti gli altri di cui non si conosce il nome). La vigilanza democratica è uno strumento per la verità e la giustizia.

Gli agenti delle forze dell’ordine che non vogliono restare con le mani in mano davanti ad abusi e impunità, che non vogliono rendersi complici di violenze, torture e omicidi, devono contribuire alla vigilanza democratica, denunciare gli abusi e inoltre fare come il maresciallo della Guardia di Finanza di Torino che informava i NO TAV sulle operazioni di sgombero in programma del presidio di Chiomonte.

Ogni passo in questo senso, ogni singolo attacco, arbitrio e illegalità noi possiamo e dobbiamo usarlo per indebolire la già precaria direzione della classe dominante sulle masse popolari, alimentare le contraddizioni al suo stesso interno, elevare la coscienza di classe, rafforzare la mobilitazione e l’organizzazione popolare (è anche il modo più efficace per rintuzzare ogni singolo attacco, arbitrio e illegalità).

Le Autorità della classe dominante operano sempre più apertamente in violazione della Costituzione vigenti (missioni di guerra, negazione dell’asilo politico e dei più elementari diritti civili agli immigrati, protezione di padroni che provocano omicidi nei posti di lavoro, stragi e devastazione dell’ambiente, protezione e agibilità politica ai fascisti vecchi e nuovi, creazione di “zone di interesse strategico e militare”, limitazioni e divieti di manifestare, limitazioni al diritto di sciopero, ostacoli crescenti alla libertà di organizzazione sindacale, formazione extra elettorale dei governi borghesi, allargamento delle attività coperte dal segreto di Stato, ecc.). Contro il corso disastroso delle cose impresso dalla borghesia solo le masse popolari organizzate e guidate dai comunisti hanno la forza per costruire un paese in cui il lavoro è veramente un diritto per ognuno, in cui avere una casa, assistenza sanitaria e istruzione pubblica e di livello non siano più delle speranze ma la norma, in cui nessuno sia un esubero o un peso ma una risorsa per l’intera società: un paese libero dai padroni, un paese diretto dai lavoratori e per i lavoratori, un paese socialista.

Giù le mani dalla Carovana del (n)PCI!

Difendiamo, applicandole, le libertà e diritti conquistate con la vittoria della Resistenza contro il nazifascismo!

Promuovere e sviluppare la vigilanza democratica contro abusi e impunità!

Promuoviamo la costruzione di un governo di emergenza delle masse popolari che attui le parti progressiste della Costituzioni e prenda le misure d’emergenza necessarie per fare fronte agli effetti più gravi della crisi!

La Direzione Nazionale del P.CARC

Milano, 09.03.17

 

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