lunedì, Luglio 20, 2026
  • Login
Partito dei CARC
  • P.CARC
    • Chi siamo
    • Tesseramento
    • Contatti
    • Documenti approvati dal VI Congresso Nazionale (2023)
    • Approfondimenti
    • (nuovo)PCI
  • Resistenza
    • Abbonamento
    • Archivio
  • Propaganda
    • Comunicati nazionali
    • Dai territori
    • Locandine e manifesti
    • Volantini nazionali
  • Relazioni Internazionali
  • Fai una donazione
    • Dai un sostegno economico
    • 5X1000 all’Associazione Resistenza
  • Edizioni Rapporti Sociali
    • Catalogo on line
  • Newsletter
No Result
View All Result
  • P.CARC
    • Chi siamo
    • Tesseramento
    • Contatti
    • Documenti approvati dal VI Congresso Nazionale (2023)
    • Approfondimenti
    • (nuovo)PCI
  • Resistenza
    • Abbonamento
    • Archivio
  • Propaganda
    • Comunicati nazionali
    • Dai territori
    • Locandine e manifesti
    • Volantini nazionali
  • Relazioni Internazionali
  • Fai una donazione
    • Dai un sostegno economico
    • 5X1000 all’Associazione Resistenza
  • Edizioni Rapporti Sociali
    • Catalogo on line
  • Newsletter
No Result
View All Result
Partito dei CARC
No Result
View All Result

[Italia] L’ingovernabilità è nelle cose

Agenzia Stampa - Staffetta Rossa by Agenzia Stampa - Staffetta Rossa
Gennaio 31, 2017
in In breve
A A
0
ingovernabilit
0
SHARES
7
VIEWS
CondividiShare on TwitterInvia

A seguire un commento ad un articolo di un economista su IlFattoQuotidiano.it, da parte di un lettore.

“Egregio Signor Gawronski, l’ingovernabilità è nelle cose e non nella nostra testa, e le spiego perché.

Il sistema capitalista è arrivato ad un punto tale del suo sviluppo che ogni gruppo imperialista, per continuare a valorizzare il suo capitale, deve muoversi in due direzioni: fare le scarpe ad altri gruppi e spremere sempre di più i lavoratori e le masse popolari. Ora, se ogni partito è espressione di una determinata frazione delle classi sociali, quindi anche espressione dei gruppi di capitalisti, è chiaro che non c’è mediazione che duri: ognuno è spinto ad andare contro le masse popolari e contro gli altri suoi concorrenti, per continuare a sopravvivere. L’esempio lo sono gli scontri e gli scandali politici a livello istituzionale a cui viene legato il fatto che non ci sono elezioni che hanno confermato gli ultimi 4 governi (se non fosse ingovernabile il paese, passerebbero per le elezioni, non le pare?), lo scontro con le realtà di lotta e l’aggravamento delle condizioni di vita delle persone sul piano sociale.

Non è una questione di buon senso, di leggi elettorali e regole parlamentari. Non è una questione di accordi o meno: l’ingovernabilità è un dato oggettivo e solo nella sua testa, egregio Gawronsky, è un fattore immaginario, insieme alle fantasie sulle ipotesi di coalizione che descrive. Pura intossicazione e diversione. Per fortuna che è un economista. Mi chiedo che a quali interessi risponde.

Franco D.”

Noi aggiungiamo che a questa ingovernabilità va costruita una nuova governabilità, che cominci a mettere ordine nel caos generato dalla crisi, che cominci a governare quanto è lasciato decadere dalla classe dominante, a partire dalla garanzia dei posti di lavoro. All’ingovernabilità va quindi sostituito un Governo d’Emergenza Popolare che la classe operaia e le masse popolari organizzate del paese impongono ai vertici della Repubblica Pontificia: è questo il momento giusto, favorevole.

Di seguito, l’articolo.

***

L’ingovernabilità non è nelle cose: è solo nella nostra testa

Di PierGiorgio Gawronski

Si fa un gran discutere della possibile assenza di maggioranze nel prossimo Parlamento. Signora mia, tutta colpa del Legalicum, la nuova legge elettorale proporzionale. Come se l’Italia non avesse vissuto la sua stagione migliore proprio con la proporzionale (per non parlare della Germania). La confusione indotta nel popolo dai nostri leader populisti (ormai chi non lo è?), la retorica calcistica sui vincitori e vinti (in democrazia non ci sono vinti), le semplificazioni giornalistiche oscurano il fatto che è un merito della proporzionale costringere i partiti a formare coalizioni, trovare compromessi: che, certo, inibiscono… le intenzioni più estremiste, lesive dell’interesse di chi non partecipa al ristretto blocco di potere du jour.

Per esempio, se la Lega avesse il 55% dei parlamentari spaccherebbe l’Italia in due, farebbe leggi razziste; in coalizione con M5S non potrebbe. Ma forse, insieme ridurrebbero la corruzione, limiterebbero l’afflusso di immigrati, taglierebbero il nodo gordiano dell’euro, ecc. Il Pd ha tentato di approfittare del maggioritario illegale di questi anni per varare riforme antidemocratiche (bocciate dagli elettori e dalla Corte, ultimi contrappesi rimasti) simili a quelle di Berlusconi del 2006. Ma insieme, Pd, FI, e un partito minore, si controllerebbero a vicenda; e avrebbero meno interesse per operazioni di accentramento del potere (comunque condiviso). Sinistra Italiana potrebbe voler uscire da Wto e Nato; ma se fosse al governo con il Pd non potrebbe. Però limiterebbe la deriva neoliberista del Pd proteggendo i ceti sociali deboli. Insomma, che il Premier non possa fare tutto quel che vuole è l’essenza stessa della democrazia in senso moderno (occidentale, liberale; non nel senso “socialista”, “populista”, o giacobino).

Il prossimo sarà il primo Parlamento eletto in modo legale dopo 11 anni: ci siamo disabituati. Evidentemente la legalità democratica va stretta ai politici. Strano però che in questo allarmismo sull’ingovernabilità cada anche il Fatto Quotidiano, che della battaglia contro le riforme antidemocratiche ha fatto una linea editoriale e un punto d’onore. La democrazia è complicata, chi ha mai detto il contrario? Facile consegnarsi a un Caligola (“solo per 5 anni”); ma lo sviluppo dell’Occidente si fonda sulle sue complesse democrazie. Altra cosa è l’amministrazione pubblica, che dev’essere veloce ed univoca. Per restare alla metafora calcistica: la palla deve circolare velocemente; ma le regole del gioco non devono cambiare spesso, in fretta, e per decisione di pochi (neanche “con la globalizzazione”). I politici alimentano la confusione fra amministrazione e produzione di leggi.

Strano anche che il Sì abbia vinto il 4 dicembre scorso. Secondo i sondaggi, l’80% degli italiani vuole ‘un uomo forte al comando’. E fra il restante 20% molti ragionano così: ‘No, io non sono uno di quelli… A me va bene anche che governi un gruppo di gente. Purché sia di un partito solo: perché non voglio traccheggiamenti! Poi dopo 5 anni si decide se hanno fatto bene o no’. Che è proprio la logica della dittatura della maggioranza. La stessa pericolosa logica che prevale nell’Europa dell’euro, che ha calpestato la Grecia (ben oltre le sue colpe).

L’instabilità del Parlamento prossimo venturo non è ‘nelle cose’, non è oggettiva: è solo nella nostra testa. Ha origine nel lavaggio del cervello propinatoci dal ventennio berlusconiano, e dal Renzismo in profonda sintonia, sul piano inclinato che dalla lode al maggioritario arriva all’uomo forte e alla dittatura quinquennale di ristrette minoranze. Se anche due formazioni lontanissime – Fratelli d’Italia e Sinistra Italiana – conquistassero il 45% dei seggi ciascuno, che succederebbe? Sarebbero obbligati a governare insieme, punto. Questa la richiesta degli elettori, questo il loro dovere: negoziare, evidenziare le aree comuni, implementarle. Scoprirebbero che su Sanità, Ambiente, euro, disoccupati, conti pubblici, e un’infinità di altri temi è possibile individuare buoni obiettivi comuni. E sugli immigrati, davvero FdI e SI sono inconciliabili? Ma va! Basta accordarsi, a metà strada o giù di lì. E questo vale anche per M5S.

Se il prossimo Parlamento sarà ingovernabile, la libera stampa ha il dovere di ricordare ai cittadini che sarà solo colpa di politici immaturi; che ricattano il paese: per far passare l’idea che si possa governare solo dando mani libere a chi fra loro arriva primo. È il sogno di tutti i politicanti del mondo. In realtà, in Parlamento tutti potranno allearsi con tutti. Si tratta di decidere con chi e per far cosa. Dagli obiettivi (e numeri) discende la scelta delle alleanze. Per me la priorità è l’euro (e la politica economica). A buon intenditor…

PS. Ciò non toglie che l’aver lasciato il paese con due leggi elettorali diverse per Camera e Senato è quasi un crimine, da parte di Renzi, a cui si dovrebbe rimediare prima del voto

Condividi:

  • Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa

Mi piace:

Mi piace Caricamento in corso…
ShareTweetSendShareShareSend
Previous Post

[Massa] Appello di solidarietà al compagno Marco Lenzoni

Next Post

[Toscana] Verso lo sciopero degli operai di Piombino del 2 febbraio

Related Posts

Genova. Un altro mondo è possibile. Con la lotta di classe possiamo costruirlo
Federazione Toscana

Genova. Un altro mondo è possibile. Con la lotta di classe possiamo costruirlo

by Federazione Toscana
Luglio 19, 2026
0

...

Sicurezza popolare nei quartieri: un esempio dal Quartiere Luzzatti-Ascarelli di Napoli
In breve

Sicurezza popolare nei quartieri: un esempio dal Quartiere Luzzatti-Ascarelli di Napoli

by Agenzia Stampa Staffetta Rossa
Luglio 18, 2026
0

...

Il movimento comunista e la lotta alla repressione del governo Meloni

Dalla Seconda sessione del Tavolo Permanente dei Comunisti

Luglio 15, 2026
Sull’iniziativa contro la repressione del 10 luglio in Senato

Sull’iniziativa contro la repressione del 10 luglio in Senato

Luglio 15, 2026
[Genova] Solidarietà a tutti gli indagati e denunciati. Contro la repressione passare al contrattacco!

Aspettare l’autunno o alimentare la lotta contro il governo Meloni?

Luglio 16, 2026
Dall’assemblea nazionale del Coordinamento Nazionale No Nato del 4 luglio: fermiamo la guerra!

Dall’assemblea nazionale del Coordinamento Nazionale No Nato del 4 luglio: fermiamo la guerra!

Luglio 12, 2026

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Partito dei CARC
  • Resistenza
  • Tesseramento
  • Fai una sottoscrizione
  • Newsletter
  • Edizioni Rapporti Sociali

2025 P.Carc

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
Gestisci Consenso Cookie

Usiamo cookie per ottimizzare il nostro sito web ed i nostri servizi.

Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}
No Result
View All Result
  • Partito dei CARC
  • Resistenza
  • Tesseramento
  • Fai una sottoscrizione
  • Newsletter
  • Edizioni Rapporti Sociali
  • Log in

2025 P.Carc

%d