Solidarietà al Partito dei CARC
Questa mattina, 21 aprile, la Digos di Napoli ha perquisito le abitazioni di sei compagni –
cinque a Napoli e uno a Firenze – tra cui tre membri della Direzione Nazionale del P.Carc, militanti della Federazione Campania e un giovane simpatizzante minorenne.
Al termine delle perquisizioni alcuni compagni sono stati portati in Questura e sottoposti a
tentativi di interrogatorio senza avvocato, la classica forma di intimidazione riservata ai militanti più giovani.
Le ipotesi di reato contestate, tra cui l’articolo 270 bis, storicamente usato come strumento anticomunista e per la criminalizzazione della parola politica sui social, configurano quella che appare chiaramente come una montatura giudiziaria.
È di poche settimane fa un altro caso in cui il 270 bis è stato usato con la stessa logica.
Ahmad Salem, 25enne
palestinese, è stato condannato a 4 anni di reclusione a Campobasso per auto addestramento con finalità di terrorismo, arrestato mentre richiedeva asilo in Italia.
Storie diverse, contesti diversi, ma la stessa logica: usare le leggi antiterrorismo per colpire chi viene percepito come una minaccia politica.
Come Giovani Palestinesi lo denunciamo senza esitazione:
questo è il clima in cui operiamo, un clima in cui organizzarsi e fare politica diventa pretesto per perquisizioni e intimidazioni.
Lo vediamo sulla Palestina, lo vediamo sui palestinesi in Italia costantemente monitorati e intimiditi per la loro attività politica, lo vediamo sui movimenti studenteschi, lo vediamo oggi sul P. Carc.
La repressione non è una risposta alla violenza. È una risposta alla lotta.
SOLIDARIETÀ AI COMPAGNI PERQUISITI.
CONTRO LA REPRESSIONE POLITICA.
NO ALLE LEGGI BAVAGLIO.

