Cuba Mambí esprime piena solidarietà ai compagni e alle compagne del Partito dei CARC colpiti da perquisizioni, denunce e accuse infamanti.
Quello che sta accadendo non è un fatto isolato: è un salto di qualità nella repressione politica. L’utilizzo dell’articolo 270-bis — pensato per il terrorismo — contro militanti comunisti e attivisti sociali dimostra la volontà precisa dello Stato di colpire chi si organizza contro la guerra, contro il genocidio e contro la complicità del governo italiano nelle politiche imperialiste.
Non si colpiscono fatti, si colpiscono idee. Non si colpiscono crimini, si colpisce l’organizzazione politica.
Il governo guidato da Giorgia Meloni porta avanti una linea sempre più autoritaria: criminalizzare chi denuncia il sionismo, chi si mobilita contro la guerra, chi costruisce opposizione reale nel paese.
Ma la nostra rabbia non si ferma qui.
Siamo incazzati con un centrosinistra che ha smesso da tempo di essere opposizione e ha scelto di essere stampella del sistema che dice di criticare. Un centrosinistra che si presenta con il linguaggio della sinistra mentre porta avanti politiche di guerra, riarmo, subordinazione agli interessi imperialisti e complicità con le aggressioni internazionali.
Siamo incazzati con chi, invece di costruire conflitto e organizzazione, predica moderazione, compatibilità, disciplina. Con chi riduce la lotta politica a calcoli elettorali e accordi di palazzo, mentre nel paese avanzano repressione, precarietà e autoritarismo. Questa finta opposizione è corresponsabile. È anche per questo che la destra può avanzare: perché trova dall’altra parte non un ostacolo, ma un terreno già preparato. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: mentre il paese si prepara a celebrare il 25 aprile, la liberazione dal nazifascismo, continuano a trovare spazio e legittimazione manifestazioni fasciste come quelle di Predappio. Una vergogna nazionale e internazionale che insulta la
memoria dei partigiani e calpesta i principi per cui hanno combattuto. Siamo incazzati, sì. Perché sappiamo bene cosa significa questo passaggio: oggi colpiscono i CARC, domani chiunque alzi la testa.
Le denunce e le perquisizioni sono strumenti per isolare, intimidire e spezzare la solidarietà. Ma la storia dimostra il contrario: ogni attacco repressivo rafforza la coscienza e la determinazione di chi lotta.
Per questo: rifiutiamo ogni tentativo di criminalizzazione della lotta politica denunciamo l’uso politico delle leggi antiterrorismo rilanciamo la necessità di una risposta unitaria, conflittuale e organizzata
Difendere i CARC significa difendere la possibilità stessa di lottare in questo paese.
Rompiamo l’isolamento. Costruiamo solidarietà attiva.
Trasformiamo la repressione in forza organizzata.
Cuba Mambí – Gruppo di Azione Internazionalista

