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Saluto a Sara Ardizzone

Teresa Noce by Teresa Noce
Marzo 27, 2026
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Il 19 marzo, in un casolare di Roma, è avvenuta un’esplosione che ha causato la morte di due persone: Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano.
Dal giorno dopo la stampa ha iniziato a dare grande risalto alla notizia costruendo la narrazione attorno al “pericolo anarco-insurrezionalista”, attorno al fatto che l’esplosione sarebbe avvenuta “durante la preparazione di un attentato” e al fatto che “le vittime sarebbero gli attentatori stessi”.
Nel paese in cui sta diventando vietato parlare del genocidio a opera dei terroristi israeliani contro il popolo palestinese, in cui il governo collabora con gli imperialisti Usa nella promozione della Terza guerra mondiale; nel paese dove i boia vengono accolti con reverenza e premura – dai militari israeliani in vacanza a Vance, a Milano per le olimpiadi invernali, o Peter Thiel, a Roma in occasione del suo seminario sull’anticristo – nel paese dove sono sempre meno tollerate le proteste, sono represse sistematicamente le manifestazioni, sono permessi solo i piagnistei, la morte di due militanti anarchici è un’altra occasione di speculazione, terrorismo mediatico, criminalizzazione della resistenza.
Per quanto ci possano essere – e ci sono – differenze di analisi, di strategia, di tattica con tutte le componenti del movimento anarchico, siamo perfettamente consapevoli del fatto che Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano hanno combattuto lo stesso nemico che combattono i comunisti, lo stesso nemico contro cui si sollevano le masse popolari.
Non ci interessa – e anzi crediamo sia profondamente sbagliato, fuorviante e diseducativo – né cercare conferme, né cercare smentite della versione che Ministero dell’Interno, Prefettura, Questura e mainstream stanno facendo circolare.
Noi sappiamo che il movimento anarchico non è mai stato “un pericolo” per i lavoratori e per le masse popolari. Sappiamo che le “bombe anarchiche” non hanno mai colpito i proletari. Non hanno mai fatto stragi. Sappiamo che chi oggi punta l’indice, esprime condanne, invoca repressione e “più poteri alle forze dell’ordine” è legato tramite mille fili pratici, ideali e morali agli stragisti di Piazza Fontana, della Stazione di Bologna, dell’Italicus, ecc. Ha le mani che grondano del sangue delle masse popolari italiane e di quelle di ogni paese imperialista. Il sangue di ogni popolo oppresso.
Per onorare la lotta di Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano pubblichiamo un saluto scritto dai suoi compagni e dalle suo compagne. Lo abbiamo ricevuto “con richiesta di pubblicazione”.
Chi lo ha spedito ha fatto benissimo a chiedere che fosse pubblicato: è un gesto forse piccolo, ma estremamente utile. Aiuta a rimarcare il fatto che la società è divisa in due campi, due classi, due mondi in lotta fra loro. Irriducibile lotta fra loro.
Noi lo pubblichiamo con una granitica convinzione: quali che siano le accuse che gli vengono mosse contro, il proletariato non ha mai nulla di cui pentirsi.


***

A Sara. La rivoluzione ha perso il suo fiore più bello.


Come Compagni e Compagne che ti hanno conosciuta molti anni fa e con te hanno attraversato percorsi comuni lungo il cammino verso il Comunismo, vogliamo dedicarti alcune parole per rendere giustizia e onore alla persona che eri.
Dalle lotte territoriali a quelle degli studenti, dall’organizzazione dei lavoratori alla lotta per il diritto alla casa, ci sei sempre stata, in prima fila, mettendo tutta te stessa nella lotta per una società libera dallo sfruttamento e dall’oppressione.
Durante la tua esperienza umbra ti sei progressivamente avvicinata agli ambienti anarchici, animando, con la stessa energia che ti ha sempre contraddistinta, le realtà di cui hai fatto parte, continuando la lotta a fianco degli sfruttati, nel solco di un’idea rivoluzionaria votata all’Anarchia.
Nel corso della tua vita hai affrontato molti momenti difficili che ci accomunano tutti: precarietà, bassi salari e disoccupazione.
Le difficoltà che hai incontrato ti hanno resa più tenace, forte e determinata e, forse, l’impotenza contro questa società totalizzante – in cui il termine “democrazia” viene svuotato di senso e utilizzato per mascherare le pratiche capitaliste votate allo sfruttamento dell’essere umano sull’essere umano, sull’ambiente e sugli animali – ti ha spinta verso scelte sempre più estreme.
Sposiamo il tuo spirito combattivo allo stesso modo con cui rivendichiamo le prospettive rivoluzionarie enunciate nel tuo, ormai famoso, intervento in aula di tribunale: siamo nemici dello Stato, delle sue leggi e delle sue istituzioni; lottiamo per una società libera dallo sfruttamento e dall’oppressione della classe proletaria, per un’esistenza di eguaglianza tra tutti gli uomini e tutte le donne.
In questi giorni, i giornali italiani si affrettano a descrivere la tua vita e le tue gesta politiche cercando di criminalizzarti,
trasformandoti in un mostro assassino, una spietata terrorista. Ma sono ben lontani dalla verità. Conosciamo l’odio che anima quei vili pennivendoli prezzolati con cui ogni giorno viene falsificata la realtà, trasformando il carnefice in vittima e la vittima in carnefice.
Siamo coscienti del tentativo di criminalizzare le lotte condotte dai Compagni anarchici come di chiunque abbia il coraggio e la volontà di alzare la testa per combattere questa società capitalista e infame.
Oggi ricordiamo con rabbia e dolore la nostra Compagna Sara.


Eri una ragazza giovane, sorridente, generosa, altruista, disponibile ad ascoltare e a sostenere chiunque nei momenti di difficoltà. Non hai mai lasciato indietro nessuno.
Nonostante i diversi percorsi che abbiamo intrapreso sarai per sempre nostra Compagna, nostra amica, nostra sorella.
Continuerai a vivere nelle nostre lotte per una società altra e libera.
Siamo fieri di aver militato al tuo fianco.

I tuoi Compagni
Le tue Compagne

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