Fra settembre e ottobre a milioni siamo scesi nelle piazze in solidarietà con il popolo palestinese, in sostegno della Global Sumud Flotilla e contro la complicità del governo Meloni con il genocidio perpetrato dai sionisti di Israele. Un movimento enorme che ha bloccato i porti, le stazioni, le autostrade e le tangenziali, occupato le scuole e le università.
Ruolo fondamentale lo hanno avuto i lavoratori che mettendosi alla testa del grande movimento e lanciando una parola d’ordine chiara BLOCCHIAMO TUTTO hanno elevato la potenza delle mobilitazioni facendo saltare leggi anti sciopero, contro i blocchi e e zone rosse.
Un movimento che ha mostrato cosa può fare, togliendo ogni luogo comune sulla passività delle masse popolari, che non si è esaurito per il semplice fatto che tutte le motivazioni che hanno indotto a bloccare il paese sussistono ancora tutte. Anzi si aggravano e si legano sempre più l’una con l’altra: il sostegno a sionisti e Nato nelle loro guerre e nei loro crimini, la corsa al riarmo, l’economia di guerra con il conseguente attacco al diritto al lavoro, alla Sanità e all’Istruzione pubblica.
Per questo anche se il movimento generale è diminuito in forza non è scomparso e tanto meno sono scomparsi gli organismi che ne sono stati promotori, che proseguono iniziative, assemblee e mobilitazioni.
Adesso dobbiamo capire come rendere attivo e costante quel vasto movimento, come tradurre tutta la sua forza in azioni quotidiane e durature, in una rete capillare di organizzazione e attivismo per riprendere in mano il paese e cambiarlo davvero. É a partire dai posti di lavoro e dai quartieri che va sviluppato il protagonismo. Qui dobbiamo organizzarci per capire come affrontare problemi e difficoltà, per fermare le politiche di guerra e di smantellamento, per cambiare indirizzo ad ogni scuola, ospedale, posto di lavoro e quartiere. Da qui dobbiamo coordinare tutte le realtà che sono attive in questa lotta, nei più svariati ambiti, per costruire un fronte che si dia mezzi e strumenti per imporre ciò che è necessario ai lavoratori e alle masse popolari. Un lavoro utile e dignitoso, sanità e scuola gratuita e di qualità, case, quartieri sicuri e spazi di aggregazione. Anche solo con alcune decine di organizzazioni di lavoratori e territoriali che assumono un ruolo da traino, come ha fatto il Calp di Genova per la Flotilla, il governo Meloni può essere cacciato prima del tempo e può essere sostituito da un governo che sia davvero espressione di questa ampia mobilitazione.
L’ora della riscossa Popolare E’ ORA!
L’iniziativa del 23 novembre “Abbiamo bloccato tutto, ora organizziamoci!” sarà occasione per confrontarci, condividere esperienze e proposte.
Interverranno:
– GAP Gruppo Autonomo Portuali – Livorno
– Coordinamento Nazionale No Nato
– Global Movement to Gaza
– Osservatorio contro la militarizzazione nelle scuole
– Collettivi di lavoratori e organizzazioni popolari del territorio
Per cambiare il nostro paese c’è bisogno del contributo di tutti: il tuo contributo è prezioso!



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