L’ora è ora. Organizzarsi in ogni azienda, scuola e città per cacciare il governo Meloni e sostituirlo con un governo di emergenza popolare
Il governo Meloni ha platealmente dimostrato lasua sottomissione agli Usa e ai sionisti d’Israele – altro che “sovranisti”! – la sua complicità con l’occupazione della Palestina e con il genocidio del popolo palestinese, il suo ruolo nel fare dell’Italia un grande hub delle armi e degli armamenti per gli Usa, la Nato e i sionisti. Ha fatto carte false, ha mentito, ha violato il diritto internazionale, ha denigrato le centinaia di migliaia di persone che sono scese in piazza e coloro che si sono imbarcati sulla Gsf. Ha criminalizzato le mobilitazioni e, fra vittimismo e repressione, prova oggi a soffocare il movimento popolare che sta esondando. Dobbiamo cacciarlo! Le mobilitazioni del 3 e 4 ottobre e delle prossime settimane devono perseguire questo obiettivo.
Viviamo giorni che valgono anni e le prossime settimane sono decisive.
Per sviluppare e alimentare la mobilitazione che è “scoppiata” il 22 settembre è necessario dare forma e nome a quel coordinamento di organismi politici e sindacali che sostanzialmente esiste già, tanto a livello nazionale che a livello locale. Si tratta di costituire formalmente un Comitato di liberazione nazionale (Cln) o un Comitato di salvezza nazionale (il nome è del tutto secondario) che agisca da potere alternativo e antagonista al governo Meloni, che valorizzi tutti i settori della società che si stanno mobilitando per dare alla mobilitazione uno sbocco politico comune.
Bisogna bloccare tutto, è giusto. Ma rendere ingovernabile il paese ha anche altre traduzioni che devono essere sperimentate e praticate. Il principio generale è lo stesso che ha guidato la Global Sumud Flotilla: facciamo noi quello che i governi e le istituzioni borghesi rifiutano di fare.
Esiste già un fronte POLITICO alternativo ai due poli delle Larghe Intese, ai guerrafondai, alla sottomissione agli imperialisti Usa, ai sionisti e alla Ue, che ha la volontà, la capacità e le relazioni per portare il paese su un binario diverso da quello a cui le Larghe Intese lo obbligano
Esiste già, per opera degli organismi che sono a vario titolo partecipi di questo fronte politico, una mobilitazione dispiegata che è stata in grado di bloccare il paese; che lo ha bloccato interamente per un giorno, il 22 settembre, e che ha continuato a bloccare i traffici di armi e di carburante per Israele anche nei giorni successivi, soprattutto nei porti.
Esiste una mobilitazione dispiegata che si è naturalmente – e giustamente – manifestata in solidarietà e sostegno al popolo palestinese e contro il genocidio, ma che in ogni piazza parla di diritto al lavoro, di sicurezza sui luoghi di lavoro, di resistenza allo smantellamento della sanità e scuola pubbliche, di opposizione all’economia di guerra e alla Terza guerra mondiale. È tutto collegato e chi si sta mobilitando lo sa.
Esiste una cerchia ben più ampia di settori popolari che per un motivo o per un altro NON sono ancora mobilitati, ma sono sensibili e mobilitabili, che guardano, valutano, cercano conferme e incoraggiamento per prendere parte alla mobilitazione generale. Sono quelli che hanno esitato fino a oggi, ma lotteranno con noi domani.
La questione politica delle prossime settimane si traduce quindi
– nello sforzo cosciente per strutturare quel fronte comune che nella sostanza esiste già e per alimentare in ogni modo e in ogni contesto il coordinamento degli organismi operai e popolari che già ci sono e farne nascere di nuovi. Sono la forza motrice del cambiamento che serve;
– nella progressiva combinazione del proposito di costringere il governo Meloni a essere meno infame di quello che la sua natura gli consente con il proposito dichiarato e perseguito di cacciarlo e sostituirlo con un governo di emergenza popolare che attui effettivamente la Costituzione del 1948;
– nel sostegno a ogni iniziativa di lotta, ogni forma di resistenza e di contrattacco di cui gli organismi operai e popolari saranno capaci: va respinto ogni tentativo di criminalizzazione e di divisione fra buoni e cattivi. Gli unici criminali, vandali, canaglie sono i sostenitori degli Usa, della Nato, dei sionisti d’Israele e della Ue che stanno al governo e a capo delle istituzioni.
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