Il P.Carc aderisce e sarà presente con una propria delegazione all’A Foras Camp che si terrà al Monte Ortobene (Nuoro) dal 25 al 27 luglio prossimo.
Il campeggio di lotta di A Foras è un importante appuntamento di formazione e informazione, bilancio e confronto aperto sulla ricca attività svolta durante l’anno e in generale per rafforzare la mobilitazione per fermare la spirale della Terza guerra mondiale in cui il governo Meloni trascina il paese.
Nel corso degli ultimi mesi ci sono stati salti di qualità nello sviluppo della Terza guerra mondiale e nell’asservimento del nostro paese ai gruppi imperialisti Usa-Nato, sionisti e UE, che vedrà il 5% del proprio Pil ad ingrassare le tasche di guerrafondai e piazzisti di morte con la firma del governo Meloni e il beneplacito del PD e buona parte dei suoi soci, complici di fatto del governo Meloni.
A ciò si aggiunge l’attacco del 22 giugno scorso da parte degli USA alla Repubblica Islamica dell’Iran, il foraggiamento del fronte ucraino contro la Federazione Russa dietro la falsa pantomima dei negoziati e decine e decine di altre iniziative promosse dalla Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti volte ad alimentare la guerra mondiale.
La verità è che il disastroso corso delle cose imposto dalla borghesia imperialista NON può essere disinnescato senza il rovesciamento della borghesia imperialista e del suo dominio in almeno alcuni dei paesi imperialisti. Dobbiamo cominciare dal nostro paese: la situazione è di guerra ed è rivoluzionaria. O la rivoluzione socialista precede e scongiura la guerra imperialista oppure la guerra imperialista alimenta la rivoluzione socialista.
Ha fatto salti di qualità e si è sviluppato anche il movimento popolare contro la guerra: da marzo a oggi le mobilitazioni sono cresciute in termini di numero e partecipazione, con un crescente protagonismo di organismi operai e popolari. La mobilitazione dello scorso 10 maggio a Cagliari ha dimostrato che gli sponsor della guerra sono alla frutta: non c’è iniziativa che le autorità italiane mettono in campo, per quanto fatte passare per umanitarie e caritatevoli, che non abbia come risposta opposizione e mobilitazione. Allo stesso tempo dimostra che ampi settori popolari e decine di associazioni, gruppi, partiti e sindacati si mobilitano se c’è un centro autorevole che promuove la mobilitazione e punta a farla crescere e sviluppare.
Questo è il compito che a nostro avviso deve porsi l’A Foras Camp: definire iniziative, attività e altre linee di sviluppo e condotta che puntino a rafforzare il percorso di crescita del più generale movimento contro la guerra. Il movimento contro l’occupazione militare, la Nato e la guerra in Sardegna ha radici forti e solide e vive nella memoria collettiva di un popolo che ha fatto della resistenza al furto della propria terra da parte delle autorità italiane, di multinazionali e speculatori di varie nazionalità un tratto distintivo della propria identità: ne è dimostrazione la lotta contro la speculazione energetica, uno dei punti più alti della mobilitazione popolare in Sardegna. Bisogna sviluppare e dare uno sbocco politico a tutto ciò, legando ogni lotta e battaglia che attraversa il territorio sardo in lotta per farla finita con i guerrafondai, il governo Meloni e i padroni a cui obbedisce e che imponga un governo espressione diretta dei gruppi organizzati di lavoratori e masse popolari. Si tratta di contendere il cuore e la mente delle masse popolari alla borghesia imperialista e alimentare il loro protagonismo. Alimentare questo protagonismo fino a fare della mobilitazione popolare un problema di ordine pubblico, fino a rendere ingovernabile il paese.
In questo processo la mobilitazione e l’organizzazione dei lavoratori (in questo fanno scuola le avanguardie operaie nei porti come Genova, Livorno, Salerno, Ravenna, negli aeroporti come a Montichiari (BS) e i Ferrovieri contro la guerra) hanno un ruolo decisivo per rompere il ricatto della precarietà e della miseria che padroni e autorità utilizzano per alimentare la guerra tra poveri, per far salire di qualità la mobilitazione contro la guerra.
Infine, ciò che succede in Sardegna in termini di occupazione militare è ciò che si sta realizzando in maniera sempre più estesa anche in altre regioni d’Italia e in questo senso il movimento comunista, operaio e popolare sardo può dare un contributo importante per inquadrare correttamente il fenomeno e affrontarlo, a condizione che lo faccia lui per primo: la mobilitazione per fermare la Terza guerra mondiale deve collegarsi su tutto il territorio nazionale e deve vivere anche del contributo storico, politico e di esperienza che la lotta contro le basi militari in Sardegna ha accumulato nel corso dei decenni. Un contributo che siamo convinti rafforzerà le decine, centinaia di gruppi e associazioni in lotta nei vari territori italiani e che in definitiva rafforzerà il movimento di liberazione sardo dalla criminale presenza della NATO e delle basi militari italiane.
Con questi contenuti e questo spirito aderiamo e partecipiamo all’A Foras Camp, e chiamiamo tutti i nostri collaboratori e simpatizzanti, gli organismi operai e popolari, associazioni, organizzazioni politiche e sindacali di partecipare e aderire.
P. Carc Sardegna


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