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Il Giubileo della guerra alle masse popolari

Agenzia Stampa - Staffetta Rossa by Agenzia Stampa - Staffetta Rossa
Dicembre 25, 2024
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Pope Francis celebrates Mass during the Solemnity of Saints Peter and Paul, in St. Peter's Basilica at the Vatican, Monday, June 29, 2020. Francis also blessed the Pallia for the metropolitan archbishops appointed during the year. (Angelo Carconi/Pool Photo via AP)

Pope Francis celebrates Mass during the Solemnity of Saints Peter and Paul, in St. Peter's Basilica at the Vatican, Monday, June 29, 2020. Francis also blessed the Pallia for the metropolitan archbishops appointed during the year. (Angelo Carconi/Pool Photo via AP)

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Tra il 24 e il 25 dicembre si apre “l’anno santo” del “Giubileo della speranza”. Quello che però è chiaro già da molti mesi alle masse popolari romane è che si scrive “santo” ma si legge “antipopolare”. “Il loro è il giubileo dei ricchi”, ha sintetizzato Gente solidale, un’assemblea che riunisce associazioni come il Polo Civico Esquilino, Baobab Experience, Spin Time Lab, Nonna Roma e comitati di quartiere e che si è costituita negli ultimi mesi per far fronte all’ondata di sgomberi e sfratti che nella capitale stanno avvenendo. Ha inizio insomma l’anno giubilare con la correlata fiera delle speculazioni economiche.

In realtà la fiera è partita da mesi e con essa la guerra alle masse popolari. In una città dove si muore per una folata di vento portando i figli al parco (ovvero per la mancata manutenzione del verde), i fondi del Pnrr sono stati investiti innanzitutto per dare una “lustrata” a piazze e monumenti. Per la grande speculazione dell’anno i soldi si trovano sempre. Anzi per andare avanti a carrarmato verso l’anno santo si sta procedendo a smantellare o spostare scavi archeologici e ville romane. Che nessun bene monumentale o sito archeologico rovini la festa! I lavori del Giubileo, in definitiva, sono il paravento perfetto per portare avanti le ennesime opere inutili e dannose, un esempio su tutte è il nuovo porto crocieristico di Fiumicino.

Ma non è tutto. È iniziata la fiera della “lotta al degrado” fatta di sgomberi e sfratti. Da settembre si si susseguono sgomberi degli accampamenti di senza tetto, come quello in via Pretorio, e di campi Rom, andando a creare una nuova schiera di senza tetto che si somma ai 23mila già presenti in città (dati Istat). 3.528 sono i provvedimenti di sfratto comminati per fare posto ad affittacamere (dati Caritas) e nelle zone semicentrali della capitale l’associazione Nonna Roma ha registrato un aumento dell’80% del numero degli affitti brevi e una crescita del 30% del prezzo degli affitti.

In risposta, le masse popolari romane non si sono affidate alla “speranza” ma si sono mobilitate per impedire queste manovre: con presidi contro gli sgomberi, iniziative per bloccare la speculazione del porto e soprattutto contro sgomberi, sfratti e caro affitti. Da qui ha preso il via anche una differenziazione di posizione tra le Larghe intese, che fino ad allora avevano promosso unitariamente politiche giubilari antipopolari. Sulla spinta della mobilitazione delle masse popolari e per salvare la faccia della Sacra Romana Chiesa, si è mosso papa Bergoglio con una lettera aperta in cui ha chiesto il blocco degli sfratti per l’anno, seguito poi da AVS che ha presentato una mozione al riguardo in consiglio comunale. Mozione approvata dalla giunta Gualtieri e a cui si è accodato anche Rocca, presidente della Regione in quota Fratelli d’Italia ma legato al Vaticano. Ad oggi comitati, sindacalismo di base e movimenti di lotta per la casa stanno facendo pressioni per dare seguito pratico ai proclami da delle istituzioni.

Leggi anche L’Italia è uno stato a sovranità limitata?

Fare affari e monetizzare al massimo il Giubileo avvantaggiato pochi ricchi e a scapito della maggioranza delle popolazione ma senza perdere la faccia di amico e paladino delle masse popolari. Questo vuole Bergoglio con la sinistra borghese che gli fa eco.

Un’ipocrisia tipica della doppia morale che attanaglia il suo sistema di potere: denuncia i mali dell’emergenza abitativa di Roma (accusando le istituzioni delle Larghe intese) ma evita di parlare di chi è il principale proprietario di beni immobiliari a Roma: il Vaticano. Anzi, quando ne parla lo fa per chiedere alle diocesi di mettere a disposizione degli spazi, ma certo non gratuitamente, al massimo a prezzi calmierati!

Il lupo si veste da agnello come se a governare il nostro paese non fosse il papa e la sua corte, come se il Vaticano non fosse il principale proprietario immobiliare d’Italia e tra i primi al mondo, come se la Chiesa di Roma non fosse una corazzata miliardaria con tanto di banche e di enti finanziari che potrebbe risolvere in niente il problema abitativo di larga parte delle masse popolari italiane.

È la solita solfa con cui da sempre il Vaticano non si assume la responsabilità di reprimere e ostacolare la mobilitazione delle masse popolari ponendosi anzi come intermediari tra masse popolari e istituzioni, mentre alle masse popolari organizzate, alle organizzazioni politiche e sindacali si tenta di proibire iniziative autonome, come manifestazioni e scioperi. Esempio è la richiesta – a cui Landini si è giustamente sottratto – di stipulare un concordato che vieta ogni sciopero e mobilitazione per l’anno. Ulteriori esempi sono le minacce di Salvini di sgomberare i centri sociali romani; una rete di 40 centri sociali frequentati da oltre 15mila persone e che promuovono soluzioni abitative e lotte per il diritto alla casa.

Bergoglio “pacifinto” e la lotta per la pace

Il tanto sbandierato metodo Giubileo, come lo ha definito la Meloni durante l’inaugurazione di Porta Pia, è quindi un metodo che in più forme e traduzioni mostra la natura della Repubblica Pontificia che governa il paese: il Vaticano con il suo potere e tentacoli comanda e specula sulle spalle delle masse popolari e il governo italiano si impegna a mettere in pratica e gestire (anche con la repressione) le sue iniziative, traendone i suoi vantaggi e inserendoci i suoi affari e le sue speculazioni.

A questo metodo, a questo sistema di potere che campa sulle spalle delle masse popolari e sulla loro sottomissione, sono le masse popolari a doversi ribellare. Sono loro che devono far valere ancora una volta e sempre di più la loro forza nel fermare e boicottare tutte le manovre che verranno messe in campo nel prossimo anno, quelle riguardanti il Giubileo e non, e portare così ad agire concretamente anche tutti quegli esponenti della società civile, della politica, del mondo sindacale e delle organizzazioni legate al Vaticano che vorranno davvero schierarsi dalla loro parte e sostenerle!

Mobilitarsi in un Fronte anti Larghe Intese! Questo fronte rappresenta il legame che di fatto già esiste nelle lotte contro la guerra USA NATO alla Federazione Russa e alla RPC, contro il genocidio sionista in Palestina e nella solidarietà con la resistenza del popolo palestinese, contro l’assoggettamento del nostro paese all’UE e alla BCE, contro lo smantellamento dell’apparato produttivo (chiusura di aziende, delocalizzazioni), contro la distruzione della sanità e della scuola pubblica, contro la devastazione dell’ambiente, contro l’autonomia differenziata, il premierato e le altre misure del governo Meloni, incarna l’unità di interessi delle masse popolari, costituisce il centro autorevole della lotta comune delle masse contro il nemico comune.

Nei prossimi mesi proseguirà la miriade di iniziative di lotta contro la guerra esterna e contro ogni misura di guerra alle masse popolari che il governo Meloni e i vertici della Repubblica Pontificia (Vaticano in testa) muoveranno. Il Giubileo, se gli organismi e le forze del fronte anti Larghe Intese sapranno approfittarne, sarà l’ennesimo boomerang per il governo Meloni e in questo caso anche per il governo occulto e irresponsabile del nostro paese, il Vaticano. 10, 100, 1000 azioni di disobbedienza, resistenza e riscossa contro il Giubileo e per la cacciata del governo Meloni!

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