Aderisci al P.Carc per allargare la rete del nuovo potere

Nel nostro paese esistono già due poteri antagonisti e in lotta fra loro.
Il primo è il potere dei vertici della Repubblica Pontificia: della Nato, dei sionisti, della Ue, del Vaticano e delle organizzazioni criminali. È il diretto responsabile del corso disastroso delle cose: sta spingendo l’Italia nel vortice della terza guerra mondiale e nella collaborazione con il genocidio che i sionisti stanno conducendo in Palestina; sta aggravando la guerra di sterminio non dichiarata contro i lavoratori e le masse popolari del nostro paese.
È il potere ancora più forte, ma è malato e decadente.

Il secondo è il potere degli organismi operai e popolari che sono in qualche misura già aggregati attorno al (n)Pci. È un potere che esiste solo laddove il (n)Pci riesce ad arrivare, è presente a macchia di leopardo e in zone anche distanti fra loro, ma la sua esistenza è basata sulla condivisione di una linea e di un piano d’azione.
Oggi è ancora debole, ma ha già una sua influenza anche sul resto delle masse popolari non ancora organizzate: illumina, convince, infonde fiducia, guida, porta a fare alcune cose. Ma, soprattutto, la resistenza spontanea delle masse popolari al potere dei capitalisti è ciò che lo alimenta: questa resistenza è ovunque, è inesauribile e, qualunque cosa faccia, la borghesia non fa che alimentarla.
È l’embrione della nuova classe dirigente che attraverso la rivoluzione socialista soppianterà l’attuale classe dominante e instaurerà il socialismo.

Il (n)Pci e il P.Carc sono partiti fratelli, appartenenti all’area politica della Carovana del (n)Pci: condividono la stessa concezione del mondo, la stessa strategia, la stessa tattica e gli stessi obiettivi, ma svolgono ruoli diversi.
Il (n)Pci, in ragione del fatto che promuove la rivoluzione socialista, è un partito clandestino, un partito di quadri e di rivoluzionari di professione.
Il P.Carc è un partito pubblico, di quadri (fra cui anche dei rivoluzionari di professione) e di massa, che contribuisce all’opera del (n)Pci dedicandosi per intero alla lotta per imporre un governo di emergenza popolare come strada per alimentare il nuovo potere e la rivoluzione socialista.
Per le caratteristiche specifiche del nostro paese, l’esistenza di due partiti comunisti che lavorano allo stesso obiettivo è una necessità e un’opportunità.
Il (n)Pci si rivolge direttamente a chi già conosce e condivide la strategia della Guerra Popolare Rivoluzionaria ed è disposto a trasformarsi per assimilarla e diventarne promotore e dirigente.
Il P.Carc si rivolge direttamente ai tanti che hanno la falce e il martello nel cuore, che si sentono rivoluzionari, che aspirano al comunismo, ma che non hanno ancora trovato la strada per fare i conti con decenni di sconfitte, pessimismo, disfattismo sedimentati dalla dissoluzione del vecchio movimento comunista.
(n)Pci e P.Carc sono due partiti diversi e distinti che combinano la loro azione per la rinascita del movimento comunista in Italia.

Quanto detto fin qui, in genere, alimenta due tipi di reazioni che si combinano. Interesse e scetticismo.
Interesse perché la Carovana del (n)Pci si distingue dai partiti e dalle organizzazioni del movimento comunista italiano per aver dedicato le proprie energie, per lungo tempo, al bilancio della storia del movimento comunista italiano e internazionale e per averne tratto degli insegnamenti che sono già guida per la sua azione. Abbiamo risposte per le principali questioni della rivoluzione socialista e ci diamo da fare per metterle in pratica.
Scetticismo perché tanti che hanno la falce e il martello nel cuore, che si sentono rivoluzionari, che aspirano al comunismo sono convinti che per fare la rivoluzione socialista serve un partito comunista già grande e forte prima ancora di iniziare la lotta rivoluzionaria.
In verità, il partito comunista diventa grande e forte se – e solo se – inizia a combattere con le forze che ha disposizione, si assume con responsabilità e serietà il compito di organizzare e orientare la parte avanzata dei lavoratori e delle masse popolari a combattere la lotta di classe per come sono le condizioni concrete che si presentano fase per fase e situazione per situazione. Quello che conta è la concezione che lo guida e la linea di cui è promotore.

Lo scetticismo alimenta l’attendismo. L’attendismo alimenta il disfattismo. La sfiducia è una forma di rassegnazione.
Ma il mondo dei padroni è in fiamme, viviamo in un’epoca di sconvolgimenti, di guerre e di rivoluzioni.
Viviamo un’epoca in cui non serve la fede, ma la fiducia. Fiducia nella forza delle masse popolari e fiducia nel fatto che il movimento comunista che rinasce avrà la capacità e la forza di superare i limiti e di correggere gli errori per i quali non è mai stata fatta la rivoluzione socialista in un paese imperialista.
Possiamo farlo noi? Dobbiamo farlo noi.

Veniamo al dunque. Quello che chiediamo a chi ha la falce e il martello nel cuore, a chi si sente rivoluzionario, a chi aspira al comunismo è di dare uno schiaffo allo scetticismo e aderire al P.Carc. Quello che gli proponiamo è rompere gli indugi e aderire al P.Carc per portare le proprie energie e metterle al servizio delle mille attività che il P.Carc conduce. Sono tante per elencarle tutte, ma è certo che c’è un posto di combattimento per tutti e che il contributo di ognuno è prezioso.
La rete del nuovo potere esiste già. Per vederla nitidamente bisogna indossare le lenti della lotta di classe e fare piazza pulita delle mille forme di diversione e intossicazione promosse dalla propaganda di regime. Per toccarla e conoscerla bisogna scendere sul terreno dove si costruisce l’organizzazione, il coordinamento e la mobilitazione delle masse popolari.
Dobbiamo allargare il nuovo potere. Dobbiamo alimentare la rinascita del movimento comunista. Dobbiamo creare le condizioni affinché gli organismi operai e popolari impongano un loro governo di emergenza. Dobbiamo fare la rivoluzione socialista e soppiantare il vecchio potere della classe dominante.
Dobbiamo farlo e vogliamo farlo. È così che spezziamo, insieme e ognuno per sé, le catene che ci costringono a essere classe oppressa.

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