[Bologna] Lettera ai compagni dello stabilimento IIA

Il 3 giugno si è tenuta nel piazzale della IIA l’assemblea aperta alla presenza degli operai in sciopero che ha visto la partecipazione delle organizzazioni ambientaliste e della rete di ricercatori solidali che hanno riportato l’esperienza di GKN e si sono messi a disposizione per esercitare il controllo sul piano di rilancio ed elaborare collettivamente le misure necessarie.

In questi giorni è stata annunciata la cessione delle quote di IIA di Leonardo e di Invitalia a Seri Industrial, con una dinamica che lascia intendere piena conferma di quello che gli operai ci avevano detto in questa intervista (“arrivano come avvoltoi questi che si fanno improvvisamente imprenditori illuminati soltanto per mettere le mani su questo denaro, che è un denaro facile, del quale non dovranno rispondere, e poi lasceranno l’azienda nei prossimi anni esattamente nella situazione in cui l’hanno trovata, anzi peggio”). Sulla pelle dei lavoratori imperversa la guerra per bande tra il polo PD e il polo Fratelli d’Italia delle Larghe Intese che, come i ladri di Pisa, litigano di giorno e rubano insieme di notte.

In questo contesto, pubblichiamo questo contributo da parte di un compagno nostro simpatizzante come stimolo alla lotta e alla discussione. Come dice il compagno “il rilancio dell’azienda passa solo da noi operai, dall’entrare nell’ordine di idee di non essere più spettatori passivi nelle vertenze”.

Esercitare il controllo operaio su tutto! Mobilitare tecnici e comitati per elaborare il rilancio dell’azienda! 10, 100, 1000 assemblee aperte e di convergenza davanti ai palazzi del potere cittadino e nei luoghi dove imperversa la lotta di classe: dal Parco Don Bosco alle università! Rigettare la linea di chiedere il lavoro con la cappello in mano, la classe operaia può dirigere tutto il movimento, la manifestazione della GKN il 22 ottobre 2022 ce l’ha insegnato!

“Cari compagni, dopo l’assemblea cittadina svoltasi ai primi del mese di giugno e a ragione dei nuovi risvolti che nelle ultime settimane hanno toccato la vicenda della vertenza IIA, colgo l’occasione, come operaio e come tesserato alla FIOM, per scrivere su questo volantino alcune mie riflessioni.

1. Non attendere il piano di una nuova proprietà per cominciare a imporre il rilancio dell’azienda

Bisogna farlo qui e ora, colpo su colpo. Ad esempio: è necessario che il tema delle assunzioni venga affrontato e orientato dai lavoratori per iniziare ad avere delle risposte da parte dell’azienda, qualunque maschera indossi. Le assunzioni devono essere orientate a portare professionalità in reparto e recuperare figure tecniche che sono venute a mancare in anni di speculazioni. Esercitare il controllo operaio su tutto!

In più: gli operai sanno come l’azienda è stata smantellata negli anni e quell’impegno preso in assemblea di chiedere giustificazione delle destinazioni che hanno preso milioni di capitali pubblici trovi un seguito uscendo pubblicamente attraverso le organizzazioni sindacali, facendo nomi e cognomi!

2. L’assemblea aperta è stato un piccolo passo nella direzione giusta: bisogna insistere!

È importante concretizzare la collaborazione coi tecnici che si sono offerti di costruire insieme ai lavoratori un piano di rilancio dal basso o di verificare quelli che arriveranno. Gli operai devono costruire e imporre il riconoscimento della propria capacità di analizzare le cause e le soluzioni tecniche e pratiche per ottenere un effettivo rilancio. Bisogna quindi rilanciare la mobilitazione, allargare l’esperienza dell’assemblea cittadina e che la vertenza acquisti una sua presenza nelle iniziative di lotta sul territorio (questo è un altro grande insegnamento della GKN, in questi giorni per esempio il Parco Don Bosco è sotto assedio!), per ribadire il contributo vitale che IIA e classe operaia possono dare per la collettività.

3. I cinesi no… e il PD sì?!

Un dato di fatto è che per adesso della carne sul fuoco è stata messa dalla possibile partnership di due gruppi industriali cinesi che non conosciamo. Conosciamo però la politica di governo che adopera la Cina nei confronti delle proprie aziende immettendo capitali e ristrutturando: perché escluderli a prescindere? D’altra parte la Meloni e il Partito Democratico, invece, li conosciamo bene: in tutti gli anni in cui sono stati al governo del paese e della regione non hanno mai fatto un piano di rilancio del Trasporto Pubblico Locale, anzi hanno sottoscritto gli accordi UE che legano le mani alle Amministrazioni Locali, hanno promosso la privatizzazione delle grandi aziende e il malaffare, hanno sostenuto l’ingresso dell’Italia in guerra e gli investimenti di Leonardo nel settore bellico (fino all’anno scorso l’AD di Leonardo era Alessandro Profumo del PD e il Presidente della Fondazione Leonardo è Luciano Violante sempre del PD!).

4. Basta deleghe, prendiamo in mano il nostro futuro e quello del paese!

In definitiva la verità è che il rilancio dell’azienda passa solo da noi operai, dall’entrare nell’ordine di idee di non essere più spettatori passivi nelle vertenze, che il rilancio passa dall’organizzazione operaia anche a prescindere dal sindacato. Forse adesso non respirate un clima di fiducia, ma bisogna imporre che i lavoratori parlino direttamente ai palchi, alle assemblee sul territorio: tutto questo non solo per provare a risolvere queste situazioni, ma perché non possiamo né scappare né pensare che qualcuno ci risolva i problemi. Ci sono mani tese verso i lavoratori e possiamo coglierle solo noi operai. Possiamo fare la differenza come operai, come uomini e donne.”

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