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[FIRENZE] Dichiarazione spontanea di Tommaso Bolognesi al processo contro il Green Pass del 10 giugno 2024

Sezione di Firenze - Rifredi by Sezione di Firenze - Rifredi
Giugno 6, 2024
in Sezione di Firenze - Rifredi, Sezione di Rifredi
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Pubblichiamo di seguito la dichiarazione spontanea che Tommaso Bolognesi farà in occasione del processo del 10 giugno 2024. Per ulteriori dettagli https://www.carc.it/2024/06/04/firenze-lotta-al-green-pass-per-un-sistema-sanitario-nazionale-pubblico/

Signor giudice,

con questa dichiarazione intendo contestualizzare quanto avvenuto il 15 febbraio 2022 e il motivo per cui quel giorno in tanti abbiamo sentito il dovere di esprimere il nostro dissenso contro le disposizioni governative in materia di green pass. Sento il bisogno di farlo perché la giustizia, se vera giustizia, dovrebbe guardare alla sostanza delle cose e non solo alla forma e giudicare in base a quella.

Io sono un giovane, ho ventisei anni, e da quando ho ricordi sento parlare di precarietà, di crisi economica, di crisi climatica, di emergenze…, emergenze che mi rifiuto ormai di considerare come “tragiche fatalità”. La pandemia ci ha fatto toccare con mano che le tragiche fatalità non esistono, essa è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso già pieno, mettendo a nudo tutta la malagestione di una classe dirigente che ha speculato – letteralmente – sulla pelle di migliaia di persone.

Il 15 febbraio manifestavamo per chi nella pandemia ha perso il lavoro. È successo anche a me. Come tanti giovani lavoravo con un contratto a chiamata in una cucina e da un giorno all’altro ho perso il mio stipendio. E tanti “compagni di sventura”, io li ho conosciuti proprio in piazza ed erano a rischio con la casa, con le bollette, oppure non potevano comprare un computer al figlio per studiare nella didattica a distanza. Uno Stato che fonda le sue radici sul lavoro, come scritto nell’art. 1 della Costituzione, doveva far sì che nessuno perdesse il proprio posto, ma questo ovviamente non è successo. Eravamo in piazza anche per la sicurezza sui posti di lavoro. In tante fabbriche, ospedali, aziende non sono state rispettate le misure di sicurezza, quanti lavoratori sono stati costretti a lavorare senza dispositivi di protezione individuali perché questi non c’erano, perché erano inadeguati o perché indossarli per i padroni voleva finanche dire “procurare un allarme ingiustificato”? In quanti hanno denunciato e sono stati licenziati invece di essere ascoltati e tutelati? In quanti si sono ammalati e sono morti per questo?

Ricordo anche che inizialmente la discussione metteva al centro le carenze del Sistema Sanitario Nazionale (SSN): “servono più medici e infermieri e più strutture sanitare per far fronte all’emergenza” dicevano… Peccato però che nel frattempo il SSN ha continuato a essere smantellato, mentre è stato un continuo fiorire di laboratori e strutture mediche private! E di medici e infermieri ancora oggi non c’è traccia! Mia madre era a lavorare in ospedale durante la pandemia, era una di quelle lavoratrici che lo Stato osannava come eroine della situazione e tutte le promesse dei tempi ancora le sta aspettando, cercando in qualche modo di andare in pensione!

A un certo punto della pandemia, poi, la storia è cambiata. La questione di fondo non era più il SSN ma il vaccino e il Green Pass. Giornali e telegiornali asserviti, attaccavano chi era dubbioso sul vaccinarsi, criminalizzandolo come l’untore, come il responsabile del contagio e della morte dei malati covid, mentre la politica con l’ausilio di epidemiologi conniventi, più simili a star della televisione, dava ogni giorno prova della sua criminale schizofrenia: non uscite, state a casa, però a lavorare in fabbrica andateci e senza fiatare se non avete i Dpi, e senza fare soste se crepate di caldo indossandoli!! Ma quale salute e sanità! Le multinazionali farmaceutiche con al fianco i loro politici hanno speculato a gogò, omettendo quanto già sapevano sugli effetti collaterali gravi dei vaccini (vedi il recente ritiro del vaccino AstraZeneca dal mercato mondiale). Ma quali untori? Dei 46 mila morti nella sola Lombardia sono responsabili Conte, Speranza, Fontana, Gallera, Confindustria, tanto per citarne alcuni. E il paradosso è che oggi io sono qua e l’esito di questa udienza determinerà se devo pagare 1.200 euro di multa (più ovviamente tutte le “piccole” spese che un processo comporta per un proletario), mentre i veri responsabili di questa situazione non hanno pagato un solo giorno per quello che hanno fatto.

Io e i miei coimputati siamo costretti oggi a difenderci in un aula di tribunale per aver in sostanza rimesso al centro i diritti di tutti, tra cui la libertà di manifestare il proprio pensiero (art. 11 della Costituzione), diritti che, lo ricordo, sono stati arbitrariamente sospesi durante la pandemia da Covid.

Siamo colpevoli di un presidio non autorizzato davanti all’Agenzia delle Entrate? Ma di cosa stiamo a discutere signor giudice? Si guarda al dito per non vedere la luna… Oggi centinaia di studenti sono costretti a compiere azioni considerate illegali e subiscono la repressione per portare all’attenzione del mondo il genocidio che Israele sta perpetrando con la complicità degli Stati Uniti e di tutti i principali Stati europei, compreso il nostro, che si ergono a paladini della democrazia, che si dicono addolorati della immane tragedia che vive il popolo palestinese, ma continuano a fornire appoggio all’entità sionista, ad esportare armi  e a trascinarci nella spirale della terza guerra mondiale.

Oggi i ragazzi di Ultima Generazione per azioni dimostrative non violente rischiano pene altissime, grazie a decreti legge fatti su misura per loro, mentre i reali responsabili del cambiamento climatico che sta stravolgendo la vita di noi tutti speculano sulla green economy, tessono le lodi del nucleare pulito e continuano a fare passerelle elettorali nelle zone delle alluvioni che anni di malgoverno e “non la tragica fatalità” hanno prodotto.

Pochi mesi fa al cantiere Esselunga di Firenze hanno perso la vita 5 operai e la conta dei morti sul lavoro sale sempre di più, ma non manca giorno che qualche politico non trovi il modo per far passare leggi e leggine per favorire gli amici degli amici che speculano sul sistema criminale degli appalti e subbappalti.

Di fronte a tempi che si annunciano bui, signor giudice, tutti siamo chiamati a metterci in gioco, ad organizzarci dal basso. Perché il futuro non ce lo regala nessuno. Quel che resta dei nostri diritti, delle libertà che ci sono state erose, giorno dopo giorno, le abbiamo grazie a chi ha avuto il coraggio di violare le leggi fasciste del Ventennio, grazie all’organizzazione dal basso del popolo italiano nella gloriosa Resistenza partigiana. La nostra Costituzione, sempre più spesso forzata, dileggiata, stravolta, ma ancora in vigore, nasce da quella lotta. Il popolo, signor giudice, non è contro l’osservanza della legge se quella legge fa i suoi interessi. Dunque, il popolo è disposto a violare le leggi che non garantiscono più i suoi interessi ma solo quelli di un pugno di pescicani e affaristi, di criminali in guanti bianchi.  Oggi violare quelle leggi non solo è legittimo, ma doveroso. È questa la sostanza a cui guardare, è su questo che lei, se garante di una giustizia reale, è chiamata a giudicarci.

Tommaso Bolognesi

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